Atrofia Vaginale: avere fiducia nella soluzione. La storia di Rosaria

Prof. Emmanuele A. Jannini

Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica – Università di Roma Tor Vergata

Presidente dell’Accademia Italiana per la Salute della Coppia

Atrofia Vulvo Vaginale: la storia di Rosaria

Il ginecologo ha diverse frecce nel suo arco per curare Rosaria, giovanile logopedista molto impegnata nel sociale. Oltre alle classiche terapie ormonali, che molte temono (non sempre a ragione) per i rischi tumorali, esistono ora medicine e strumenti particolarmente rispettosi della salute femminile.

Gli ormoni possono essere somministrati localmente nella vagina, con un assorbimento al resto del corpo limitato; oppure si può usare il laser, anche se servono più studi per capire quanto tempo durano gli effetti benefici.

Nuovi farmaci orali non ormonali: una soluzione per l’Atrofia Vulvo Vaginale

La soluzione più moderna è costituita da nuovi farmaci, orali ma non ormonali, che si comportano come gli ormoni dove serve, ma senza i rischi delle vere molecole ormonali. Appartengono alla classe dei Serm, i modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni. Sono talmente sicuri dal punto di vista neoplastico da essere prescritti addirittura alle donne guarite dopo un tumore mammario. L’obiettivo di tutti questi trattamenti è sempre quello di contrastare la trasformazione provocata dalla menopausa dei tessuti vaginali, che da elastici, umidi e acidi (per bloccare le infezioni) diventano tessuti secchi, fragili e dolenti. Se Rosaria non si fosse informata con il medico, avrebbe magari pensato che, come un tempo, non esistano terapie per l’Avv. E invece ora sono molte e articolate.

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