Menopausa tardiva: può essere una liberazione, ma attenzione a…

menopausa tardiva cause e conseguenze

Quando la menopausa arriva dopo i 55 anni, si individua un “ritardo” nel termine fisiologico della vita fertile. Non è una condizione patologica né causa particolari problemi, ma bisogna fare attenzione a una serie di indicatori. Ecco quali.

Prima o poi arriva, questo è sicuro. E se per qualche donna la menopausa arriva in anticipo (prima dei 45), per qualcun’altra si presenta in ritardo: dopo i 55 anni.

Continuare ad avere il ciclo, più o meno regolare (perché sappiamo che nella fase perimenopausale le mestruazioni diventano irregolari) fino a quest’età potrebbe essere noioso e potrebbe portare molte donne a desiderare l’arrivo della menopausa, il momento in cui definirsi finalmente “libere” da assorbenti, mal di pancia e… contraccettivi.

Già, perché fin quando il ciclo c’è – sebbene in misura gradualmente sempre più ridotta – il rischio di una gravidanza esiste e bisogna continuare a fare attenzione, se non si desidera questa eventualità.

Al di là di ciò, ci sono altre attenzioni da porre quando la menopausa arriva in ritardo.

Un lungo periodo fertile aumenta le probabilità di tumore al seno

Una lunga vita fertile, a causa del livello  di ormoni steroidei che continua a restare in circolo per molti anni, potrebbe avere ripercussioni negative sullo sviluppo di tumori al seno, la patologia neoplasica più diffusa fra le donne.

Questi ormoni, fra i quali gli estrogeni, continuano a stimolare la mammella e i suoi tessuti che potrebbero svilupparsi in modo anomalo. Oltre alla menopausa tardiva, un menarca precoce potrebbe innalzare ulteriormente il livello di rischio.

Ma non devi farti spaventare dai dati statistici: se la tua menopausa tarda ad arrivare, oppure sei andata in menopausa in ritardo rispetto alla norma, rispetta tutti i controlli e gli screening annuali (a seconda del consiglio del medico: mammografia, tomografia ed ecografia mammaria) per una prevenzione completa. È proprio grazie all’attività culturale sulla prevenzione, compiuta negli ultimi anni da associazioni come Lilt (Nastro Rosa), se la mortalità per questo tipo di carcinoma si è ridotta sensibilmente.

Dai 45 anni in su, e ogni due anni, ricorda di sottoporti a un esame della mammella, specialmente se non sei ancora andata in menopausa.

L’obesità può essere fattore predisponente per la menopausa tardiva

Se sei in forte sovrappeso o hai addirittura un profilo diagnostico di obesità, sappi che la menopausa potrebbe tardare ad Fastidi intimi durante la menopausaarrivare. Il motivo non è ancora del tutto chiaro, ma potrebbe risiedere nella riserva estrogenica che si nasconde negli accumuli di grasso e che viene liberata andando a compensare la ridotta capacità ovarica.

Detto ciò, è importante sottolineare il maggiore rischio che in questi casi si corre: il severo sovrappeso o l’obesità portano con sé problemi vascolari, ipertensione e colesterolemia, che con la fine della vita fertile e l’ingresso in menopausa possono peggiorare sensibilmente.

L’assenza di movimento fisico (che spesso fa il paio con il sovrappeso), un’alimentazione poco equilibrata e la presenza di altre patologie spesso correlate all’obesità (ad esempio diabete) fanno il resto e rendono indispensabile un cambio di stile di vita.

Fa’ che la menopausa possa diventare un vero momento di svolta: da questo momento in poi, se vuoi conservare la tua salute a lungo, devi prenderti cura di te, concentrare tutti i tuoi sforzi per perdere peso seguendo le indicazioni del medico.

Tante gravidanze “allontanano” la menopausa, proteggono dal tumore al seno ma stressano il pavimento pelvico

Alcune famiglie scelgono di diventare nuclei numerosi e, a volte, questo progetto riesce benissimo. Tanti bambini in casa danno gioia e rendono unica l’esperienza di vita. Oltre ciò, per la donna, tante gravidanze comportano anche un allontanamento dall’ingresso in menopausa.

Se è questo il tuo caso, sappi che si tratta di un allungamento della vita fertile assolutamente fisiologico.

Oltre ciò, se le gravidanze sono associate anche a un prolungato allattamento al seno, è ridotto il rischio di sviluppare un tumore al seno del 32%.

Le gravidanze dunque possono avere una funzione protettiva e minimizzare i rischi normalmente connessi con la menopausa tardiva.

Tuttavia bisogna tenere d’occhio l’efficienza del pavimento pelvico che con numerose gravidanze potrebbe perdere di tono e diventare così causa di prolassi, incontinenza, stipsi, mal di schiena, infezioni ricorrenti.

Se hai problemi di questo tipo, sappi che è possibile riabilitare la muscolatura pelvica con una serie di esercizi specifici, noti come “Esercizi di Kegel”. Fatti consigliare dal tuo ginecologo appena possibile, ma nel frattempo leggi questi articoli:

Menopausa tardiva e Atrofia Vulvo Vaginale

Trova un esperto

Anche se la menopausa arriva in ritardo, non si evidenziano sostanziali cambiamenti rispetto all’incidenza dell’Atrofia Vaginale, una patologia che interessa il 50% delle signore.

Si tratta di un problema “nascosto”, anche perché se ne parla poco e malvolentieri: le pareti della vagina si assottigliano, diventano fragili e sottoposte a lesioni e microlesioni. Spesso si prova prurito e fastidio, anche al contatto con la biancheria intima, l’amore diventa doloroso (dispareunia) e le infezioni (come la cistite) si fanno frequenti.

Tutto questo può essere affrontato  con un colloquio franco e sereno con il tuo ginecologo, senza vergogne né inibizioni: il tuo ginecologosa che esistono questi problemi e sa anche quanto è importante la tua relazione affettiva e intima. Se vuoi una seconda opinione puoi trovare un ginecologo esperto in menopausa qui.

Non rinunciare a una vita normale e a una relazione di coppia serena “per colpa” dell’AVV. Esistono molte indicazioni terapeutiche che possono aiutarti a migliorare la situazione e a ritrovare la gioia della tua intimità, fai tu il primo passo!

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379