Atrofia Vaginale e valori ormonali in menopausa: quali sono i riferimenti

donna sorridente in menopausa

Quando si avvicina la fine del periodo fertile ci sono dei valori che fungono da “segnalatori” e che raccontano che il nostro equilibrio ormonale sta cambiando. Anche quando la menopausa è conclamata, questi valori possono indicare cambiamenti e modificazioni a livello intimo. Vediamo quali sono e qual è la forchetta.

FSH, SH estradiolo, progesterone. Termini tecnici oscuri e in molti casi sconosciuti, fino a quando non ci si sbatte contro.

Solitamente ‘l’incidente’ avviene quando il ciclo inizia a diventare irregolare; ti chiedi cosa accade, se c’è qualcosa che non va, se il tuo malessere è legato a un’infezione o a cos’altro e, dunque, decidi di approfondire.

Come? Vai dal tuo medico curante che ti prescrive delle analisi. Le fai. I risultati sono i medesimi di sempre. Niente fuori dalla norma. Ma i disagi continuano e decidi di parlarne con il ginecologo che ti prescrive un’indagine ormonale, questa andrà a controllare i livelli degli ormoni che abbiamo appena citato.

Analisi dei livelli ormonali in menopausa

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L’analisi si effettua attraverso un normale prelievo di sangue e può mettere in evidenza in quale momento del ciclo ti trovi e se i disturbi che avverti possono essere legati alla menopausa.

In particolare vengono presi in esame:

  • FSH, ormone follicolo-stimolante.

Si tratta di un prodotto dell’ipofisi, la ghiandola cerebrale che stimola l’ovaio a produrre ovociti, estrogeni e progesterone. Quando l’ovaio inizia a lavorare meno, perché diminuisce il numero dei follicoli che generano l’uovo, il livello di questo ormone sale.

Un livello di FSH che oscilla fra 10 e 30 mUI/ml, indica che l’ovaio inizia a faticare. Sei ancora fertile, ma la possibilità di una gravidanza spontanea diventa più remota.

Un valore fra i 30 e i 40 mUI/ml segnala che sei prossima alla menopausa: la fertilità a questo stadio è compromessa e il tuo corpo si sta preparando alla maturità.

  • LH, ormone luteinizzante

Anche in questo caso si tratta di un ormone prodotto dall’ipofisi, come l’FSH. I livelli di LH non sono stabili durante il ciclo e si innalzanoL'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2 quando il follicolo è pronto a rilasciare l’ovulo. Il compito dell’ormone luteinizzante è, infatti, far maturare il follicolo ovarico determinando l’ovulazione.

Anche con l’arrivo della menopausa l’LH aumenta gradualmente la sua concentrazione fino a stabilizzarsi su valori compresi fra 15 e 62 mIU/ml. Tuttavia i livelli si alzano in ritardo rispetto all’FSH per cui, in perimenopausa, ha un valore diagnostico limitato.

  • Beta-Estradiolo (E2)

Fra i più importanti estrogeni per la vita sessuale femminile, l’estradiolo viene prodotto dalle ovaie. La misurazione di questo ormone rappresenta un indice di funzionalità ovarica durante il ciclo e la menopausa. Contrariamente a quanto accade per FSH e LH, i livelli di questo ormone scendono quando la vita fertile giunge al termine. Valori considerati manifestazione di premenopausa sono fra 147 e 1468 pmol/l (40–400 pg/ml) e si riducono a meno di 73 pmol/l (20 pg/ml) dopo la menopausa.

“La perdita della produzione di estrogeni da parte dell’ovaio, si associa all’insorgenza di atrofia vaginale –si legge su uno studio dell’International Menopause Society – una condizione progressiva […]. Le donne in postmenopausa sessualmente attive, manifestano meno sintomi e presentano segni fisici meno evidenti di atrofia vaginale, con livelli circolanti di androgeni lievemente più elevati”. Questo perchè l’attività sessuale aiuterebbe a mantenere le pareti vaginali elastiche.

  • Progesterone

Si tratta di un ormone steroideo che permette, durante il ciclo, di valutare se l’ovulazione è avvenuta o no. Questo fa ben comprendere quanto questo ormone sia legato a doppio nodo con la vita fertile. In effetti le sue funzioni principali sono quelle di preparazione dell’utero all’impianto embrionale e di regolazione delle funzioni sessuali secondarie durante il ciclo.

Quando sei vicina alla menopausa i livelli di progesterone iniziano a scendere e le conseguenze si evidenziano immediatamente proprio sul ciclo mestruale: diventa irregolare, aumentano i fastidi premestruali, il mal di testa, la ritenzione idrica, gli sbalzi d’umore. In menopausa i livelli di progesterone possono scendere al di sotto degli 0,15 – 0,80 ng/ml.

Atrofia Vaginale e estrogeni: qual è la relazione?

Abbiamo visto quanto estrogeni e progesterone siano legati alla vita ovarica e ovulatoria. Bene, proprio questi due ormoni possono essere responsabili di modificazioni dei tessuti che interessano la pelle e anche le mucose vulvari.

L’epiteliodella vagina si assottiglia, diventa più fragile e diminuisce contemporaneamente la quantità di muco che tiene naturalmente idratata la vagina, lasciando una fastidiosa sensazione di prurito o di bruciore.

La secchezza rende difficoltosi e dolorosi i rapporti intimi e sottopone la donna a continue irritazioni o infiammazioni che possono compromettere la qualità della vita di tutti i giorni.

La carenza di estrogeni comporta una serie di segni e sintomi  a livello intimo:

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379