Menopausa e sport: ecco quali sono i limiti

Una delle più frequenti raccomandazioni, durante tutta la vita ma specialmente dopo una certa età, è quella di fare attività fisica per mantenere il corpo tonico, attivo e sano. È sempre vero o ci sono dei limiti? Ecco quando – è il caso di dirlo – lo sport potrebbe “fare male”.

Il mondo femminile è diviso in due: da un lato quelle che hanno costantemente fatto attività sportiva, di qualunque genere, durante tutta la vita, dall’altro lato quelle che avrebbero voluto, ma la pigrizia ha sempre vinto sulla costanza, tanto che – pur non potendo fare a meno di annuire ogni volta che si parla dei grandi benefici dello sport – provano un senso di fastidio, di dito puntato, di “tana!”, di voglia irrefrenabile di cambiare discorso.

Tu a che gruppo appartieni? Se sei nel secondo insieme (dovresti comunque trovare un po’ di tempo per fare attività fisica, seppurecon cautela) puoi accomodarti per bene sul divano e leggere questo articolo. Ti darà molte soddisfazioni e la possibilità di sghignazzare in tutta tranquillità: parliamo infatti dei limiti dello sport e di come – da attività necessaria e ottima per mantenere la salute nel tempo – possa causare stress all’organismo se non svolto correttamente.

Vigoressia, exercise addiction, exercise dependance

Quando si parla di vigoressia, exercise addiction o dependance, si danno 3 definizioni che entrano di diritto nel novero delle esagerazioni: in modo semplice, nel primo caso parliamo di una vera e propria ossessione per il tono muscolare accompagnata spesso da un’ansia eccessiva (o vera e propria fobia) per la forma fisica: ci si vede sempre imperfetti, magari grassi, fuoriforma e pertanto si tende a intensificare l’allenamento quotidiano in modo eccessivo senza essere mai soddisfatti. Exercise addiction è invece tecnicamente la dipendenza da esercizio: si ha difficoltà a controllare e misurare il comportamento e quando non ci si allena sorgono vere e proprie crisi d’astinenza. La exercise dependance è molto simile e spesso sovrapposta alla addiction, tuttavia – più correttamente – se  ne parla per indicare una specie di sindrome da sovrallenamento che può generare una condizione di squilibrio fisiologico dovuto a sforzi troppo intensi e troppo ravvicinati.

D’accordo, entriamo nel campo estremo, di chi è talmente preso dal miglioramento agonistico delle proprie prestazioni fisiche da non rendersi conto di esagerare con le attività. Non è la norma, per fortuna, e neppure frequente nel nostro Paese. Tuttavia è una tendenza che esiste ed è la voglia di allenarsi che eccede la norma.

È la voglia di un allenamento intenso tutti i giorni, anche più volte al giorno, un atteggiamento che non porta più benefici ma può anzi causare dei problemi, specialmente nelle donne che hanno superato i 50 anni. Così ci si allontana sempre di più dal concetto di “attività sportiva salutare”.

Il rischio nasce dal volere a tutti i costi inseguire una forma fisica che si va perdendo, o meglio di voler vedere riflessa nello specchio l’immagine di un corpo da teenager che, naturalmente, non si ha più. Le forme cambiano, la composizione della massa corporea e il rapporto con la massa grassa anche.

Certamente c’è la possibilità di mantenere una forma fisica invidiabile fino a tarda età, ma questo accade quando si combinano insieme più fattori: un giusto allenamento continuativo e fortemente personalizzato, una corretta abitudine alimentare e una fortunata predisposizione genetica.

Un allenamento troppo intenso per le proprie condizioni fisiche è sempre dannoso perché stressa corpo e cervello (durante l’attività fisica si produce anche cortisolo, noto anche come “ormone dello stress”), può aumentare l’incidenza di alcuni disturbi propri (anche) della menopausa come sbalzi d’umore, irritabilità, insonnia, stanchezza cronica.

Sport over 50: va fatto, ma in modo controllato

Trova un esperto

Il fattore tempo è una variabile fra le più complicate da modulare nelle nostre giornate piene di impegni e di corse fra lavoro e famiglia. Tuttavia si deve trovare il tempo di fare un po’ di sport, una qualsiasi attività motoria che possa aiutare a conservare l’integrità del nostro apparato muscolo-scheletrico, cardiocircolatorio e contribuire a salvarci dagli acciacchi degli anni e dai dolori della sedentarietà.

Dunque: sport sì.

Ma quanto? Dipende dalla tua confidenza con l’attività fisica, dal tuo stato di salute, dal consiglio del medico che va sempre consultato prima di iniziare un qualsiasi programma in palestra o autogestito.

Possono andare bene anche allenamenti frequenti, purché siano controllati.

Sono in menopausa e voglio fare sport. Qual è il miglior allenamento per me?

Una domanda molto frequente è questa: quale sport è adatto a una donna in menopausa? I medici sono concordi nel ritenere che ci siano alcuni allenamenti più “dolci” di altri e che possono dunque essere eseguiti con più tranquillità perché non sottopongono a grande stress muscoli, cuore e scheletro. Parliamo di nuoto, ginnastica dolce, yoga e tutte le discipline che da esso derivano.

Aerobica, step, fitboxe, walking e tutto il grande insieme di allenamenti nuovi e tradizionali che le palestre propongono in questi anni è da eseguire, invece, dopo controlli più approfonditi e sicuramente con check-up costanti, perché si tratta di attività spesso intense e che si concentrano solo su alcuni gruppi muscolari. Generalmente non ci sono controindicazioni, ma dopo una certa età bisogna stare attenti a non creare squilibri e a lavorare in modo corretto e attento su muscoli e ossa. Oltre ciò bisogna essere seguite personalmente perché fare sforzi in modo sbagliato può arrecare danni.

Preferisci correre? Un’attività economica, ecologica e sicuramente tonificante. Anche in questo caso, però, bisogna fare attenzione al nostro stato fisico e alla tecnica di corsa: un movimento eseguito per molto tempo in modo sbagliato può danneggiare legamenti e caricare eccessivamente le ossa. Oltre ciò, in presenza di particolari problematiche legate all’età e all’indebolimento del pavimento pelvico, una corsa potrebbe non aiutare la situazione, aumentando le sollecitazioni e le perdite.

Niente più alibi: sport sì, nel modo giusto ma dopo un controllo medico

Sei arrivata alla fine e, se appartenevi al gruppo di donne che: “Lo sport fa bene, io ricomincio il mese prossimo”, ora sai che puoi L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2anticipare quella scadenza a subito. È più facile di quel che pensi: mettiti a tavolino, prova a valutare quanto tempo hai, quando puoi impegnarti in un po’ di attività fisica regolare, non esagerare con gli obiettivi e poi programmati due visite importanti, una con il tuo medico di famiglia, che ti consiglierà una serie di esami da fare, se non li hai già fatti di recente, e una con il tuo ginecologo di fiducia perché una buona salute intima è fondamentale per poter praticare sport in tutta sicurezza.

Uno dei più importanti disturbi per le donne in menopausa, che sperimenta il 50% circa delle signore, è l’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione patologica cronicache rende sottili e fragili i tessuti vaginali e vulvari, tanto che – quando diventa severa – anche il semplice sfregamento con la biancheria intima puo’ provocare dolore e sanguinamento. In questi casi, naturalmente, alcune attività sportive sono sconsigliate. Puoi parlarne con il tuo ginecologo di fiducia o se vuoi una seconda opinione puoi consultare qui un elenco di medici ginecologi specializzati in problematiche sulla menopausa.

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379