La mammografia fa male? Un esame importantissimo dopo i 50

mammografia

Tante donne, specialmente se è la prima volta, sono spaventate da questo esame preventivo importantissimo. Il motivo è il timore del dolore provocato dallo schiacciamento del seno durante l’esame, ma è davvero così doloroso?

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il nostro staff di medici e specialisti

Quando si parla di mammografia capita che ci si lamenti per il dolore provato durante il test. Anche sui social network, nei gruppi dedicati alle donne in menopausa, la lamentela è frequente. Il risultato è però quello di allontanare l’idea di fare questo importantissimo esame preventivo perché alcune donne si lasciano condizionare dal timore.

La mammografia è uno degli esami più importanti da fare anche in menopausa.

La mammografia non fa male e non è dolorosa!

La verità è che la mammografia, normalmente, non è un esame doloroso. Potrebbe essere un po’ fastidioso – questo sì – specialmente in presenza di seno denso, ma la pressione che la macchina imprime sul seno per poterlo schiacciare e dunque effettuare la scansione radiografica del tessuto interno è assolutamente sopportabile da tutte le donne senza problemi. Quindi niente paura: siamo di fronte a un esame che può salvare la vita. Basta fare un bel respiro, rilassarti e tutto dura una manciata di minuti.

Per capire quale può essere il fastidio di una mammografia puoi comprimere il seno con le mani, palmo, contro palmo, esercitando un minimo di pressione. Se senti un po’ di fastidio prova a premere più forte. Questo è il massimo di dolore che proverai.

Oltre alle lamentele sul presunto dolore che l’esame provocherebbe, molte donne temono che le radiazioni assorbite durante l’esame possano far male a lungo termine. Per essere tranquilla, abbiamo chiesto al ginecologo che ha chiarito che la mammografia utilizza radiazioni ionizzanti ma ad una dose talmente bassa da poter essere considerata trascurabile, considerando anche che la mammografia viene praticata una volta ogni 1-2 anni. Il rapporto rischio/beneficio è enormemente a favore di quest’ultimo. Una dose di radiazioni analoga alla mammografia viene assorbita facendo un volo intercontinentale oppure trascorrendo una vacanza su di un’isola vulcanica.

Cos’è la mammografia

La mammografia è un test radiologico ed è oggi uno dei metodi più affidabili per tracciare un tumore prima di essere rilevato alla semplice palpazione, cioè quando le sue dimensioni sono inferiori ad 1 cm. L’esame consente di rilevare lesioni anche molto più piccole, specialmente dopo la menopausa quando la densità del tessuto mammario si riduce rendendo l’esame addirittura più efficace.

Per superare queste dimensioni, infatti, una lesione impiega mediamente dai 5 ai 10 anni ed è molto importante riuscire a individuarla prima, considerando che statisticamente i carcinomi di dimensioni così ridotte hanno come esito la guarigione nel 90% delle pazienti. Da qui l’importanza della diagnosi precoce che si conferma fondamentale anche per trattamenti chirurgici o no, ma di tipo conservativo (senza ricorrere alla mastectomia).

Quando fare la mammografia dopo la menopausa?

In perimenopausa, quindi diciamo sommariamente fra i 42 e i 52 anni (anche se ogni donna è un caso specifico), la mammografia dovrebbe essere eseguita una volta ogni 12-18 mesi, dopo esserti consultata con il tuo ginecologo. Una volta in menopausa conclamata, la mammografia può essere ripetuta anche a intervalli meno frequenti, ogni 18-24 mesi, sempre chiedendo il parere del ginecologo.

Se hai dei dubbi, chiedi al tuo ginecologo

Un dialogo schietto e sincero con il tuo ginecologo è il punto di partenza per dirimere i tuoi dubbi. Se lo specialista riterrà opportuno, potrai fissare un appuntamento con un centro vicino a casa tua. Il ginecologo potrà descriverti l’esame in tutto e per tutto ed eliminare anche ogni residuo di paura dell’esame, se ce ne fosse il bisogno.

Alla mammografia, viene generalmente associata una tomografia e un esame senologico generale.

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