A volte la menopausa arriva prima del previsto. Che sia per ragioni terapeutiche o no, ecco quali sono le attenzioni da porre alla sfera intima.
Ci sono momenti della vita in cui il corpo ci sorprende, e non sempre in modo gentile. Può accadere quando la menopausa arriva troppo presto: in un punto della vita in cui ci sentiamo ancora nel pieno della nostra femminilità e della nostra energia. Può succedere per ragioni naturali (qui la genetica conta molto), ma anche per cause iatrogene, cioè come conseguenza di cure necessarie, spesso salvavita.
In ogni caso, quel cambiamento così rapido porta spesso con sé non solo sintomi fisici, ma anche dubbi, paure, ansie, domande sulla propria identità e sulla propria vita intima.
E allora nasce un senso di smarrimento, quella domanda silenziosa che tante donne si fanno: “Perché sta succedendo proprio a me? E adesso che cosa cambierà?”
Per capire davvero cosa accade e come affrontarlo, abbiamo parlato con la ginecologa e sessuologa Marina Cortese, che riceve a Novate Milanese e che, da anni, accompagna le donne in questo passaggio delicato. L’intervista che segue non vuole rassicurare a tutti i costi, ma informare con sincerità, con empatia e con la consapevolezza che, anche quando l’orizzonte sembra pieno di incertezze, esistono trattamenti efficaci, percorsi personalizzati e soprattutto la possibilità di tornare a stare bene.
Che cosa accade alla funzione sessuale quando arriva la menopausa, soprattutto se arriva presto o in modo indotto?
«L’alterazione della funzione sessuale in menopausa è legata alla carenza di estrogeni e testosterone. Basti pensare che tra i 20 e i 40 anni la produzione di testosterone nel corpo di una donna si dimezza. È un cambiamento che spesso non viene percepito subito, ma che diventa evidente quando arriva la menopausa, specie se arriva troppo presto.»
La dottoressa spiega che molte donne iniziano a notare fastidio o dolore durante i rapporti e spesso imputano tutto allo stress, alla stanchezza, alla mancanza di abitudine. Ma non è così.
«Quando una donna avverte dolore, soprattutto al livello del vestibolo vaginale, potrebbe essere perché i tessuti stanno diventando meno elastici, più sensibili e più fragili. È qualcosa che accade alla maggior parte delle donne, fino all’80% delle mie pazienti che vanno in menopausa precocemente».
Si tratta infatti di una condizione molto precisa: l’Atrofia Vulvo Vaginale (AVV), “che non passa da sola”, specifica la dottoressa,e che – anzi – tende a peggiorare col tempo, ma che può essere trattata efficacemente.
«Parliamo di un “effetto” della menopausa che non va ignorato. I tessuti cambiano perché sono privati della protezione ormonale, e questo porta a secchezza, irritazione, bruciore, dolore e talvolta anche piccole lacerazioni. Ma è importante sapere che non ci si deve rassegnare: l’AVV è una condizione affrontabile con strumenti mirati.»
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Quali sono le conseguenze psicologiche e relazionali della menopausa precoce?
«Quando la menopausa arriva troppo presto, significa che le donne sono ancora giovani. Il calo estrogenico è più repentino e questo può esacerbare i disturbi, che arrivano più marcati e, spesso, sono più difficili da accettare e quindi da sopportare.»
Non si tratta soltanto di sintomi fisici. La menopausa precoce, naturale o indotta, può irrompere in una fase della vita in cui la donna si percepisce ancora pienamente attiva, desiderante, nel mezzo dei propri progetti. E questo può essere destabilizzante.
«Le modificazioni del corpo possono pesare molto: si tende a prendere peso più facilmente, ad accumulare grasso addominale, ci si sente meno attraenti. Il desiderio sessuale cala e questo può generare frizioni nella coppia. È una questione identitaria prima ancora che fisica.»
La dottoressa racconta che spesso, nelle pazienti più giovani, i sintomi risultano «meno sopportabili» perché la prospettiva è diversa: saranno in menopausa per più anni, e questo fa percepire il cambiamento come più ingombrante, più “ingiusto”.
«A tutto questo si sommano vampate, insonnia, disturbi dell’umore e, talvolta, disturbi delle basse vie urinarie: infezioni ricorrenti, bruciori, piccole perdite. Sono aspetti che imbarazzano profondamente le donne, soprattutto quando non se li aspettano.»
E qui nasce il nodo più delicato: la relazione con il partner. Se la donna inizia a evitare le situazioni intime, a sentirsi a disagio nel proprio corpo, a rinunciare al contatto per paura del dolore, è facile che la coppia entri in una fase di incertezza.
«Alcune donne arrivano a rifiutare perfino le coccole perché temono che siano il preludio di qualcos’altro. E i partner si sentono rifiutati. Così si innesca un circolo vizioso difficile da interrompere, se non si apre un dialogo.»
Come affronta questo tema così delicato con le pazienti?
La dottoressa Cortese è chiara, in proposito:
«Io sono abituata a fare domande dirette. Essendo anche sessuologa, so bene che molte donne provano imbarazzo a parlare della loro vita intima, del desiderio, dell’orgasmo, della minzione. Per questo faccio io il primo passo: è più facile rispondere sì o no che iniziare un discorso lungo e difficile da affrontare. Molte donne arrivano nel mio studio esauste, dopo aver sopportato per anni in silenzio.»
È qui che la dottoressa introduce un punto fondamentale: non bisogna sopportare. Mai.
«Mi è capitato di vedere donne che sopportano fino allo sfinimento. Dolore durante i rapporti, secchezza estrema, lacerazioni dovute a rapporti “asciutti”. Ho avuto pazienti che presentavano lacerazioni importanti perché non riuscivano a dire al partner che provavano dolore. Questo non va bene.»
Eppure, accade spesso: per paura di deludere il partner, per desiderio di mantenere un equilibrio, per vergogna. Ma la dottoressa ricorda che la salute sessuale è salute in senso più ampio, e ogni dolore merita ascolto e trattamento.
«Non ci si deve rassegnare a provare dolore o a smettere di avere rapporti. La sessualità può continuare, ma è necessario parlarne e trovare insieme al ginecologo i trattamenti giusti. Non esiste una soluzione unica, ma un percorso personalizzato.»
Quali sono i trattamenti disponibili per affrontare Atrofia Vulvo Vaginale e sintomi correlati?
«I trattamenti disponibili sono tanti. Abbiamo prodotti locali, trattamenti sistemici, ormonali e non ormonali. L’importante è stabilire insieme un obiettivo.»
Il primo passo è valutare il livello di danno dei tessuti: «È chiaro che più tardi ci si rivolge allo specialista, più i tessuti sono danneggiati e più è difficile recuperare completamente la funzionalità. Questo non significa che non si possa migliorare, ma che è bene non aspettare.»
Ogni donna è diversa, ogni corpo ha una storia, ogni menopausa ha un’origine e un impatto differenti. Il percorso è sempre condiviso.
«Si può recuperare molto, se si interviene al momento giusto. Non bisogna vivere questo cambiamento come una condanna, perché non lo è. L’obiettivo è tornare a stare bene, ad avere una vita intima soddisfacente, ad abitare il proprio corpo senza dolore e senza vergogna.»
Quanto è importante il dialogo con lo specialista?
«Fondamentale!» La parola arriva immediatamente. La dottoressa lo ripete più volte nell’intervista: parlare con il proprio ginecologo è essenziale, perché solo un confronto aperto permette di individuare la soluzione giusta.
«A volte è sufficiente una domanda fatta al momento giusto per cambiare il percorso di una paziente. Ma quella domanda deve poter trovare spazio. E il dialogo deve essere sincero, senza tabù.»
Molte donne arrivano con un senso di fallimento, come se il calo del desiderio o la secchezza fossero colpe personali. Non è così. Sono conseguenze fisiologiche della carenza ormonale, e come tali possono essere affrontate.
«Quando una donna capisce che non c’è nulla di “sbagliato” in ciò che prova, inizia a liberarsi dal peso del giudizio. E da lì può iniziare un percorso di cura e anche di riconciliazione con il proprio corpo.»
Conclusione: non rassegnarsi, mai
La menopausa, soprattutto se arriva troppo presto o come effetto di un trattamento medico, può essere un terremoto emotivo e fisico. Ma non è un destino immutabile.
Il dolore, la secchezza, la perdita di desiderio, le difficoltà nella vita di coppia non devono essere sopportati in silenzio.
Esistono soluzioni. Esistono trattamenti efficaci. Esiste un recupero possibile.
E soprattutto: esiste un dialogo che può e deve essere aperto.
Se qualcosa cambia, se il corpo manda segnali nuovi, se il rapporto diventa difficile o doloroso, parlarne con uno specialista è il primo gesto di cura verso sé stesse.
È un modo per tornare a sentirsi bene.
È un modo per ritrovare la propria sessualità.
È un modo per continuare ad amare gli altri, ma anche sé stesse.
Sulla menopausa precoce leggi anche:
- Guida alla menopausa precoce
- Come, la menopausa precoce, può incidere sulla vita di coppia
- Menopausa precoce e disturbi intimi: che fare?
- Menopausa precoce e celiachia sono connesse
- Menopausa precoce e Atrofia Vulvo Vaginale
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