Non ho più voglia e mi fa male. I disagi dell’Atrofia Vulvo Vaginale nei rapporti di coppia

settimana del benessere sessuale

Una donna su due soffre di disagi che coinvolgono la sfera sessuale per le conseguenze dell’Atrofia Vulvo Vaginale. Queste difficoltà possono persino impedire una normale vita intima. Se ne parla durante la Settimana del Benessere Sessuale dall’1 al 6 ottobre 2018.

Il benessere sessuale è fondamentale per la salute della coppia, ma anche per quella personale, come hanno ribadito le più importanti autorità internazionali fra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che negli “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” e la Guida alla realizzazione – tradotti e curati dalla FISS (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica) – ha sottolineato il ruolo della promozione della salute sessuale, della prevenzione precoce dei problemi e disturbi sessuali e della promozione di stili di vita salutari.

Quanto incide l’Atrofia Vulvo Vaginale nella vita intima delle donne?

Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato un importante studio EVES (European Vulvovaginal Epidemiological Survey), che ha visto nel team anche la ginecologa italiana Rossella Nappi (Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica – IRCCS Policlinico S. Matteo – Università degli Studi di Pavia), che ha riportato cifre piuttosto preoccupanti.

L’AVV è molto diffusa fra le donne in post menopausa, è progressiva ed ha un forte impatto sulla qualità di vita delle donne, curarla prima aiuta ad avere una migliore qualità di vita”, si legge nelle conclusioni brevi dello studio, che fanno da preludio ai dati.

Il 90% delle donne – secondo EVES – riferisce sintomi che possono essere ricondotti all’Atrofia Vulvo-Vaginale (specialmente secchezza e rapporti dolorosi) e in più del 75% dei casi tale diagnosi è confermata dalla visita ginecologica.

In caso di problemi è molto importante fissare al più presto un appuntamento con il tuo ginecologo di fiducia, ma può essere anche utile fare un test preliminare sull’Atrofia Vulvo Vaginale e sulla salute vaginale. In questo modo puoi condividere i risultati con il tuo specialista.

Puoi scegliere il test più adatto a te cliccando qui

Rispetto all’impatto sulla vita intima, i dati riportati da FISS riportano che: “La maggioranza delle donne (56,38%) asseconda “qualche volta” il partner nella sessualità anche quando non ne ha voglia, mentre lo asseconda “sempre” il 5,44%”. Cos’è che fa sfuggire il desiderio di mano?

Come l’Atrofia Vulvo Vaginale “rema contro” il benessere sessuale

Trova un esperto

Ma non è solo questione di rifiuto: il benessere sessuale è qualcosa che si costruisce insieme, che ha a che fare con l’intesa e con il desiderio, con la complicità. Quando ci sono, la coppia riesce a sorpassare qualsiasi problema e a trovare appagamento pur nelle difficoltà che un rapporto intimo in età avanzata può comportare.

Eppure molte coppie raccontano di una “presenza subdola” che mina la gioia di ritrovarsi insieme, intimamente: l’Atrofia Vulvo Vaginale.

Inizialmente si può avvertire solo un fastidio, un bruciore che diventa più intenso o addirittura doloroso durante e dopo il rapporto. Gradualmente le pareti della vagina si fanno sempre più sottili e fragili tanto da lacerarsi in tante micro-lesioni che possono provocare, oltre a un blando sanguinamento, anche arrossamenti, irritazioni e dunque ancora bruciore e rendendo la vagina più sensibile alle infezioni.

Questa sintomatologia porta la donna, più o meno gradualmente, a rifiutare i contatti intimi: la dispareunia (dolore durante il rapporto) impedisce di provare piacere, preoccupa, provoca tensioni e non permette di godere di momenti di contatto con il partner.

A lungo andare, se trascurata, l’AVV può degenerare in un irrigidimento dei tessuti, la vagina diventa stenotica, cioè più stretta e corta, la vulva sempre più secca e la possibilità di avere un rapporto intimo normale, sempre più remota.

Ecco perché è importante intervenire al più presto, fissando un incontro con il tuo ginecologo di fiducia oppure chiedendo la consulenza di uno specialista in problematiche della menopausa.

Arriva la settimana del benessere sessuale, incontri e consulenze gratuite ti aspettano

Anche per sostenere e diffondere la cultura del benessere intimo, si ripete anche quest’anno la fortunata esperienza della Settimana del Benessere Sessuale che dal 1 al 6 ottobre prenderà il via in tutta Italia.Fastidi intimi durante la menopausa

“Quest’anno il tema centrale è la contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili – spiega Roberta Rossi, presidente della FISS – ma la nostra attenzione sulle problematiche della menopausa è sempre altissima: in molte delle iniziative si parlerà di climaterio e di piacere femminile durante questo delicato periodo della vita. Ogni collega che ha aderito – continua Rossi –  offre consulenze gratuite sia per l’individuo che per la coppia. Può essere un momento molto prezioso per chi ha bisogno di sciogliere dei dubbi oppure per chi avverte disagi o disturbi e fino a oggi non ha mai trovato il coraggio di rivolgersi a uno specialista ginecologo”.

La Settimana del Benessere Sessuale è dunque più di un’occasione buona da sfruttare: “Non parleremo solo di patologie – specifica Rossi – ma anche e soprattutto di serenità di coppia, di equilibrio, di soddisfazione personale e di sentimenti”.

Tutto il programma delle iniziative in Italia, regione per regione, è consultabile sul sito della FISS. Oltre ciò le iniziative possono essere seguite dalla pagina Facebook della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica.

“La Settimana del Benessere Sessuale – conclude Roberta Rossi – compie cinque anni. In questo periodo abbiamo osservato una crescente attenzione verso il tema, tanto da aver lavorato su alcuni aspetti della salute sessuale soprattutto nella fascia adolescenziale, ma non disdegnando la popolazione più adulta. L’educazione alla sessualità e alla affettività permanente rimane un nostro tema privilegiato, pensiamo che promuovere la salute sessuale attraverso la conoscenza e la consapevolezza, sia una necessità sempre più evidente in una società come la nostra che vede sempre più contrapposti esposizioni continue a temi sessuali e nulla o scarsa informazione scientifica sulla sessualità”.

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379