Atrofia Vulvo Vaginale: 6 disturbi sintomatici

L’Atrofia Vulvo Vaginale è una vera e propria condizione patologica che colpisce la metà delle donne in menopausa. Nonostante la frequenza, la diagnosi è spesso tardiva perché i sintomi non vengono riconosciuti subito dalle donne. Ecco un elenco di disturbi che meritano la tua attenzione e una visita da un ginecologo.

I contenuti scientifici di questo articolo sono stati validati dal nostro staff medico.

Durante la menopausa, i livelli ormonali, soprattutto gli estrogeni, cominciano a diminuire.

Ciò ha un impatto sulla vita quotidiana e potresti notare conseguenze sull’umore, sulla vita intima di coppia, sul desiderio, oppure sul cambiamento di consistenza di capelli e pelle, che diventano più sottili e secchi.

Allo stesso modo, l’ambiente all’interno della vagina può cambiare, diventando meno lubrificato e più fragile, portando quindi alla secchezza vaginale, al prurito o al dolore durante i rapporti. Questi cambiamenti possono anche esporre le donne al rischio di ricorrenti infezioni vaginali e problemi del tratto urinario.

Un quadro che non deve gettare nello sconforto: tutto questo può avvenire se la menopausa in generale, e la salute intima nello specifico, vengono trascurate.

Per questo motivo, al di là dell’invito a recarti periodicamente dal ginecologo senza dimenticare di annotare i cambiamenti che il tuo corpo affronta, ti invitiamo a tenere presente questo elenco di disturbi sintomatici dell’Atrofia Vulvo Vaginale. L’intento è chiaro: se avverti qualcuno o più di un disturbo tra quelli indicati, è proprio il momento di prenotare una visita.

Atrofia Vulvo Vaginale: il disturbo sconosciuto che merita una terapia specifica

Ben inquadra il problema la dottoressa Alessandra Graziottin: “Purtroppo ad oggi l’AVV è una patologia ancora poco conosciuta e sottovalutata anche se ha delle conseguenze molto impattanti dal L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2punto di vista della qualità di vita della donna – afferma Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano – La maggior parte delle donne, infatti, non sa che l’atrofia vaginale è legata alla carenza di estrogeni che si manifesta con l‘avanzare dell’età e proprio per questo di solito, se non curata, si cronicizza con il passare del tempo.

Al contrario di altri sintomi della menopausa, come le vampate di calore, l’atrofia vulvo-vaginale è una condizione che nella maggior parte dei casi tenderà a peggiorare con il trascorrere degli anni se non trattata.

Ben il 63% delle donne in post menopausa pensa che i disturbi “passeranno con l’età”, di conseguenza poche chiedono aiuto al ginecologo per una terapia specifica”.

Alterazione del pH vaginale e conseguenti infezioni recidive

Il pH vaginale nelle donne  è minore di 4.5 e riflette la produzione di acido lattico da parte della flora dei lactobacilli. Questo ambiente lievemente acido contribuisce a rendere la vagina un luogo “inospitale” per batteri e funghi che non riescono a svilupparsi.

In menopausa e, ancor di più in postmenopausa, il pH vaginale può aumentare  fino ad oltre 6 a causa della riduzione della colonia endogena dei lactobacilli, in conseguenza di una diminuzione del glicogeno, e di un assottigliamento dell’epitelio vaginale. Per questo motivo, in menopausa c’è un rischio maggiore di infezioni e infiammazioni.

Così come la cistite, anche le infezioni vaginali causate da batteri o funghi (tipica è la candida) sono scomode “compagne di viaggio”. In particolare l’infezione da candida è particolarmente diffusa durante l’età fertile ma può presentarsi anche in menopausa spesso in forma recidivante.

Bruciore intimo

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Ti è capitato anche altre volte, magari dopo un rapporto intimo, di avere qualche “irritante” conseguenza a ricordarti le piacevoli immagini della notte precedente. Ora però – in menopausa – ti succede con più frequenza, e non pensi che il motivo sia una performance particolarmente intensa…

Dal giorno dopo provi fastidio: non puoi portare pantaloni stretti, niente collant e quel fastidio quando resti seduta a lungo… per non parlare di quando vai in bagno.

Magari hai anche pensato di chiedere un parere al ginecologo, ma l’imbarazzo di parlare di un problema legato alla tua vita intima di coppia ti imbarazza e per questo lasci correre. Quest’atteggiamento, però, non porta con sé beneficio né ti aiuta a superare il problema. Oltretutto, il fatto di trascurare un disturbo, potrebbe avere delle conseguenze nel tempo, specialmente se non si tratta di un disagio isolato ma si manifesta spesso.

La sensazione di bruciore e gonfiore potrebbe corrispondere alla realtà: si tratta con buona probabilità di una serie di microlesioni determinate anche (ma non solo) dall’azione meccanica del rapporto sessuale in un ambiente non adeguatamente lubrificato.

Queste microlesioni si determinano con più facilità quando le pareti vaginali sono sottili e le secrezioni naturali non sono più sufficienti a mantenere costante l’idratazione naturale.

Che cos’è? Con buona probabilità potrebbe trattarsi di un sintomo di Atrofia Vulvo Vaginale.

Prurito intimo

Dopo il bruciore, solitamente arriva il prurito: una incontrollabile voglia di grattarti, come per la puntura di una zanzara, ma il sollievo non c’è, anzi dopo aver sfregato la parte per tentare di placare il prurito può arrivare persino una sensazione dolorosa.

Generalmente il prurito intimo rappresenta uno dei primi segnali che c’è qualcosa che non va, insieme al bruciore. Questo sintomo si sviluppa perché si riducono drasticamente le secrezioni che tengono la vagina umida e idratata (a causa di cambiamenti ormonali che agiscono anche sul sistema endocrino) ed è pertanto il senso di secchezza a causare questo disagio. Anche in questo caso grattarsi non fa che peggiorare la situazione giacché l’epitelio, proprio per effetto dell’Atrofia Vulvo Vaginale, si fa più sottile e fragile e tende a sfaldarsi facilmente, provocando piccole ferite.

Il fatto che questo sintomo sia comune anche a tante infezioni, potrebbe inizialmente essere scambiato per altro oppure trascurato al punto da peggiorare la condizione patologica che, oltretutto, peggiora gradualmente se non opportunamente trattata.

Secchezza vaginale

Dopo la menopausa gli equilibri ormonali si modificano. Tra le altre funzioni, sono proprio questi che contribuiscono a mantenere in salute i tessuti della vagina, perché tengono attiva e funzionale la lubrificazione, l’elasticità dei tessuti e l’acidità dell’ambiente, fattore fondamentale per una difesa naturale contro le infezioni.

Quando gli ormoni femminili diminuiscono, le difese naturali si indeboliscono e le pareti della vagina si assottigliano, diventando meno elastiche e più fragili.

Ecco che una scarsa lubrificazione, unita a tessuti più delicati e facilmente irritabili, genera fastidio e addirittura dolore soprattutto durante i rapporti intimi.

Prima che si manifesti un vero problema di secchezza come fastidioso preambolo dell’Atrofia Vulvo Vaginale, è probabile che da principio tu possa avvertire semplicemente un prurito oppure un bruciore delle pareti intime.

Se in associazione al prurito noti delle perdite ematiche, anche lievi, potrebbe trattarsi di un principio di AVV.. In questo caso una visita dal tuo ginecologo sarà importante per capire esattamente di cosa si tratta. A volte, infatti, l’Atrofia Vulvo Vaginale, nota anche come vaginite atrofica, può causare bruciori, dolore durante i rapporti intimi e durante le normali attività quotidiane.

Dispareunia (dolore durante i rapporti intimi)

Si chiama generalmente dispareunia un dolore che accompagna l’atto sessuale, prima, durante oppure al termine, fino anche a due giorni successivi. Come detto, dopo la menopausa è un disturbo assai frequente ma si può presentare anche prima in percentuale minore (nel 12-15% delle donne), anche se le cause sono spesso di natura differente.

Per capire qual è la natura della dispareunia è importante prenotare una visita dal ginecologo.Lo specialista ti chiederà di registrare e indicare la localizzazione, l’intensità e il momento in cui si manifesta il dolore per poter giungere a individuare un’origine più certa del fastidio. Puoi già iniziare perciò a porre attenzione a questi fattori.

Se senti di provare imbarazzo a parlarne con il tuo specialista di fiducia, dovrai fare un piccolo sforzo per superarlo: pensa che continuare ad avere una vita intima attiva anche dopo la menopausa è un fatto normalissimo, che anzi mantiene giovane mente e corpo e pensa che la secchezza e la dispareunia dopo la menopausa sono problemi diffusissimi e sottostimati. Non temere. Potrebbe essere solo una conseguenza del tuo corpo che cambia e che evolve verso una nuova fase della vita.

Perdite ematiche lievi

Nella fase iniziale della perimenopausa, quando cioè la donna manifesta i primi sintomi del passaggio dall’età fertile al climaterio, in alcuni casi è possibile che – anche se le mestruazioni sono cessate già – si verifichino delle perdite di sangue, solitamente di colore scuro (marrone).

Tra le cause più comuni di perdite di sangue in menopausa c’è l’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione patologica che interessa il 50% delle donne dopo i 50 anni e della quale si parla ancora (troppo) poco.

L’atrofia vulvo vaginale, conosciuta anche come vaginite atroficariguarda circa una donna su due in post menopausa e i cui sintomi principali sono secchezza vaginale  dolore durante i rapporti sessuali, bruciore e prurito. È ancora poco conosciuta: il 63% delle donne non sa che è una condizione cronica ed oltre il 50% dei ginecologinon ne parla con la paziente.”

L’atrofia vaginale ha come conseguenze primarie prurito e irritazione, che di base dipendono da una sensibile riduzione della lubrificazione e, specialmente in caso di rapporti intimi, oltre che dispareunia (dolore) può accadere di notare delle perdite di sangue subito dopo o nei giorni successivi al rapporto.

Questa patologia, come ricorda anche la ginecologa Alessandra Graziottin: “è un disturbo ancora sottodiagnosticato” anche se l’incidenza sulla vita di coppia e sulla vita quotidiana della donna è importante.

Anche in questo caso una visita dal ginecologo può essere risolutiva: esistonotrattamenti efficaci ma una diagnosi precoce è fondamentale. Fatti coraggio e parlane al più presto con il tuo medico.

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379