Menopausa tardiva: cos’è e quali sono i fattori di rischio

menopausa tardiva

Ognuna vive la menopausa in modo personale: così come sintomi e disagi sono diversi da donna, a donna, così anche l’età nella quale si presenta il climaterio può cambiare e in alcuni casi può arrivare più tardi del previsto. Ecco quali sono le caratteristiche, i rischi e i vantaggi della menopausa tardiva.

I più grandi cambiamenti ormonali per la donna matura arrivano, statisticamente, tra i 45 e i 50 anni, un intervallo di tempo nel quale si manifestano dapprima i sintomi tipici della premenopausa per poi entrare nella menopausa vera e propria.

In alcune donne questo evento può verificarsi prima del tempo e si parla allora di menopausa precoce una condizione che per molte rappresenta un evento inaspettato e un problema anche di coppia.

Molto meno si parla, invece, di menopausa tardiva e dei rischi (e dei vantaggi) che questa condizione comporta.

Menopausa tardiva: cos’è e quali sono le cause

La medicina ha stabilito che quando il climaterio arriva dopo i 55 anni si può parlare a ragion veduta di un ritardo sulla “tabella di marcia normale” della biologia femminile e pertanto di menopausa tardiva. 

Non essendo una condizione patologica, non è possibile individuare delle cause, quanto piuttosto dei fattori statisticamente predisponenti che possono essere:

  • di origine genetica: “la probabilità di avere una menopausa più tardi, rispetto ai fatidici 51 anni, aumenta di 6.1 volte se è la madre ad avere avuto la menopausa dopo i 54 anni; di 3 volte se è una sorella.
    Sapere a che età sono andate in menopausa nonna, madre, zie e sorelle è fondamentale non solo per sapere orientativamente quando arriverà la propria, ma soprattutto per sapere come scegliere i tempi della maternità”.
  • numerose gravidanze e obesità o comunque un Indice di Massa Corporea (IMC) elevato sono altri due fattori che possono determinare statisticamente la comparsa tardiva della menopausa.

Così come quando la menopausa arriva “in orario”, la menopausa tardiva è in ogni caso una condizione fisiologica e per questo motivo non comporta delle evidenze mediche specifiche.

È però possibile individuare dei rischi e dei vantaggi per un climaterio ritardato rispetto alla normalità.

Menopausa tardiva: i benefici

Iniziamo con le buone notizie.

Se il tuo orologio biologico non ha ancora dato segni di irregolarità nelle mestruazioni e non avverti ancora i sintomi tipici della premenopausa (vampate, irritabilità,L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2 insonnia, etc) nonostante tu abbia superato i 50 anni, sappi che sei ancora fertile, pertanto puoi avere ancora figli.

Certamente la possibilità di restare incinta è ridotta, ma dovrai adottare le stesse precauzioni di sempre, se non vuoi diventare madre un’altra volta.

Oltre ciò, il fatto di avere un equilibrio ormonale ancora pressoché intatto, fa sì che il tuo sistema cardiocircolatorio e le tue ossa siano più protette rispetto alle tue coetanee. 

Menopausa tardiva: i rischi

Diversa è la situazione per quel che riguarda utero e mammella. In questo caso la persistenza degli estrogeni a livelli normali ma più a lungo del normale, può svolgere un ruolo importante nella promozione di tumori al seno e all’ovaio.

In particolare uno studio dell’Università di Oxford ha messo in evidenza come la menopausa che arriva in ritardo e il ciclo che esordisce precocemente, possano aumentare le probabilità di sviluppare un cancro al seno.

Questa notizia però non deve allarmare: “Da molti anni sappiamo che il menarca precoce (cioè lo sviluppo con il primo ciclo mestruale) e la menopausa tardiva sono fattori di rischio per lo sviluppo di tumore al seno: se ci si sottopone a controllo annuale guidato dalle prescrizioni dei medici di riferimento le procedure sono già mirate alla diagnosi di tumore al seno, sia esso duttale o lobulare. L’età al menarca e alla menopausa sono già considerati da tanti anni fattori di rischio, a prescindere dal tipo istologico del tumore”.

Il consiglio è parlarne con il tuo ginecologo che saprà consigliarti gli esami necessari da fare e i controlli di routine ai quali è consigliabile sottoporti. 

Come sapere se andrai in menopausa tardivamente?

Se non sei ancora entrata in menopausa e sai di avere uno o più fattori predisponenti, c’è un metodo per avere un’idea precisa dell’età nella quale la tua vita fertile giungerà al termine, attraverso dei test ematici che controllano i valori dell’ormone follicolo-stimolante (FSH), e dell’ormone antimulleriano (AMH), come indice della riserva ovarica, , oppure la conta dei follicoli antrali, due esami non invasivi che possono restituirti – soprattutto se i risultati vengono incrociati – una idea precisa dell’età nella quale entrerai in menopausa.

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(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379