Presbiopia in menopausa: cambiamenti fisiologici e conseguenze sull’occhio

Uno dei segni inconfutabili del tempo che passa è la difficoltà a mettere a fuoco da vicino. Piano, piano, le istruzioni, lo smartphone, i libri, diventano più chiari solo se allontanati dagli occhi. Poi, quando finisce lo spazio del braccio, arriva il momento degli “occhiali da vicino”, traguardo della maturità.

“Da lontano le cose sono più chiare perché puoi vederle nella loro interezza”.

Ricordo di aver sentito questa frase nel testo di una canzone un gruppo musicale indipendente, qualche anno fa. Una frase che mi è rimasta impressa nella mente perché è coincisa (ironia della sorte!) con la consapevolezza di non riuscire più a mettere a fuoco da vicino.

Un momento tragico. Nonostante la positività dell’interpretazione musicale del gruppo di cui sopra.

Fino al giorno prima canzonavo la mia amica Silvia, più grande di me di qualche anno, che era costretta a inforcare gli occhiali per leggere i messaggi sul telefono e, in un batter d’occhio (sic!), anche io ero nella stessa situazione.

Ci sono relazioni tra menopausa e presbiopia?

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Secondo le ultime stime, in Italia i presbiti sono oltre 26 milioni e le più colpite sono le donne, per via dei cambiamenti legati alla menopausa.

La presbiopia, ovvero la difficoltà a mettere a fuoco da vicino, si presenta però di solito prima della comparsa dei segnali della menopausa in arrivo (intorno ai 40 anni). Ma è un indicatore importante: “Quando inizia la presbiopia le ovaie cambiano energeticamente – si legge in un’intervista alla dottoressa Monica Dell’Angelo, specialista in Ostetricia e Ginecologia – anche se ancora non ci sono evidenze di alterazioni a livello di ciclo mestruale. Con il peggioramento della presbiopia abbiamo anche i primi segnali di irregolarità mestruale”.

La relazione tra questo disturbo visivo, che compare fra i 40 e i 45 anni di età, e i cambiamenti che il corpo della donna affronta negli anni immediatamente successivi, però, non è ancora del tutto chiaro, come ha specificato la ginecologa Alessandra Graziottin: “Purtroppo, in generale, i ginecologi non si occupano di occhi e gli oculisti, con qualche luminosa eccezione, non si interessano dei problemi ormonali delle loro pazienti. Questa è la ragione per la quale il rapporto tra estrogeni e salute dell’occhio è rimasto misconosciuto fino a pochi anni fa”.

Oggi si può dire con certezza però che, con l’ingresso in menopausa, anche l’occhio subisce il contraccolpo del cambiamento degli equilibri ormonali: uno studio inglese del 2006 ha studiato 10 mila donne di 45 anni evidenziando come alcuni problemi (come la cataratta) siano strettamente connessi con il climaterio e che, allo stesso modo, si evidenzia frequentemente una alterazione della funzione lacrimale proprio in relazione al cambiamento dei livelli di prolattina, estradiolo e testosterone.

C’è da dire che la presbiopia, così come la menopausa, è una condizione fisiologica determinata da un progressivo irrigidimento del cristallino, la “lente” che abbiamo nell’occhio e che ci permette di mettere a fuoco tanto da lontano che da vicino. Una visita oculistica sarà sufficiente per capire se è necessario mettere degli occhiali oppure se è più opportuno aspettare ancora un po’…

Sindrome dell’occhio secco in menopausa

Un altro disturbo frequentemente riportato dalle donne vicine ai 50 anni è la cosiddetta sindrome dell’occhio secco.

“Il 35 per cento delle donne dopo la menopausa si lamenta di avere sintomi oculari – spiega Graziottin – dovuti alla progressiva riduzione L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2della produzione di lacrime da parte delle ghiandole omonime. […] i fastidi tendono a peggiorare nel tempo, fino a interessare il 70-80 per cento delle donne in post-menopausa avanzata, ovviamente con gravità diversa da un caso all’altro”.

Fotofobia, bruciore insistente, sensazione di avere qualcosa nell’occhio, visione sfocata, abbondante lacrimazione, annebbiamento visivo e a volte dolore, sono tra i principali campanelli d’allarme che fanno pensare a un problema legato all’idratazione dell’occhio. Questo genere di disturbo aumenta se ti trovi in un ambiente particolarmente secco.

Anche se si tratta di un disturbo leggero, evita di prendere precauzioni a caso. Rivolgiti a un oculista, magari evitando di indossare le lenti a contatto se senti che ti danno fastidio o irritano l’occhio: “Dopo 7-8 anni dall’inizio della menopausa l’involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Per questo è  importante fare una diagnosi tempestiva”, chiosa Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico e coordinatore del Centro Italiano Occhio Secco.

In premenopausa, però, una visita ginecologica è d’obbligo

Se stai sperimentando i primi disagi di quella che pensi sia la menopausa alle porte, non procrastinare l’appuntamento con una necessaria visita ginecologica con uno specialista esperto in menopausa.

Sarà infatti solo grazie al colloquio con il medico e ai consigli che ti darà, in merito a prescrizioni da seguire e buone abitudini da adottare, che il tuo ingresso in menopausa potrà essere più morbido del previsto.

Non rimandare. Quasi tutti i disagi che la menopausa comporta peggiorano se non individuati per tempo.

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379