Tumore del collo dell’utero: gennaio è il mese della prevenzione

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Iniziative per la prevenzione e informazioni sulla malattia e incidenza in menopausa.

La prevenzione è uno strumento formidabile per vivere bene e meglio a tutte le età, in particolar modo in menopausa, quando i cambiamenti ormonali potrebbero rendere più vulnerabile l’organismo femminile. Questo non vuol dire che tu debba considerare la fine dell’età fertile un periodo “a rischio” perché la menopausa non è una malattia ma un evento naturale della tua vita di donna.

In questa fase è importante che un ginecologo possa seguirti con regolarità esattamente com’è stato in gravidanza e in pubertà, cioè nei periodi di “transizione” fisica a una nuova fase della vita. Lo specialista saprà consigliarti anche una serie di esami medici che possano aiutarti a mettere in pratica un giusto atteggiamento di prevenzione nei confronti delle principali patologie.

Perché la prevenzione è importante

Non c’è bisogno di spiegare ciò che è già chiaro nella terminologia, ma se hai ancora qualche dubbio a effettuare quella breve serie d’esami che possono davvero contribuire a rendere la tua vita più lunga e in salute, possiamo spiegarti che la prevenzione è sicuramente l’arma più potente nelle mani di ciascuno di noi.

Prevenire una malattia attraverso il vaccino (come già avviene ad esempio per l’HPV), oppure attraverso la diagnosi precoce contribuisce a limitare, per te stessa, le probabilità di ammalarti, ma non solo. È anche un atto altruista e di responsabilità perché risparmia il sistema sanitario del nostro Paese da percorsi di terapia che potrebbero essere evitati, limitando la pressione economica e lasciando più “spazio” per chi deve affrontare terapie che non potevano essere evitate altrimenti.

Se dunque nella tua agenda gli appuntamenti con il ginecologo, il senologo, l’endocrinologo e il cardiologo sembrano non trovare mai spazio a furia di continui rinvii (spesso motivati solo da un po’ di pigrizia) questa volta può essere quella buona. Gennaio è il mese della prevenzione del tumore al collo dell’utero e qui ti diciamo come puoi prevenirlo e perché è importante controllarti.

#SmearforSmear, a gennaio approfitta per un controllo

Gennaio è il mese dedicato alla prevenzione del tumore del collo dell’utero: torna, come ogni anno, la campagna #SmearforSmear sotto il segno dell’inconfondibile sbavatura di rossetto rosso, simbolo dell’evento che promuove l’importanza degli screening precoci per prevenire e diagnosticare in tempo la malattia. Allora, se non lo hai già fatto, quale migliore opportunità di questa per effettuare un check-up di controllo? Le vacanze natalizie sono finite, il clima di festa è ormai archiviato, non hai più scuse per adottare comportamenti responsabili che non c’è motivo di disattendere se ti vuoi bene.

Rispetto ad altre neoplasie, il tumore della cervice uterina (o collo dell’utero, ovvero la parte finale di quest’organo che collega il corpo dell’utero alla vagina) ha il vantaggio di essere del tutto prevenibile e ben curabile se diagnosticato precocemente. Una delle cause principali del tumore del collo dell’utero è il Papillomavirus o HPV che si contrae prevalentemente per via sessuale, ma che può restare latente per anni, senza mai manifestarsi.

Il Papillomavirus si può individuare con un semplice, veloce e indolore PAP-Test e può essere curato efficacemente ben prima che evolva in forme più gravi.

La prevenzione ha ridotto drasticamente l’incidenza del tumore al collo dell’utero

Sono anni che associazioni, fondazioni e ordini medici si battono per una giusta cultura della prevenzione e oggi, dopo qualche anno di intensa attività e anche grazie a queste iniziative di sensibilizzazione, ha ridotto notevolmente la sua incidenza.

Un tempo questo tipo di patologia oncologica rappresentava a livello mondiale la più frequente forma di cancro per le donne (fonte Airc) ma oggi la prevenzione e la vaccinazione hanno profondamente cambiato la situazione.

Sotto la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 194 Stati hanno adottato un protocollo comune per diffondere il più possibile gli strumenti di prevenzione anche nelle fasce deboli della popolazione mondiale femminile.

Oggi, grazie alla prevenzione, sono “solo” 2.400 circa le donne che devono affrontare, ogni anno, questa malattia (fonte Rapporto “I numeri del cancro in Italia” 2020, su dati AIOM /AIRTUM): informati per sapere se nella tua regione sono previsti screening gratuiti e, in ogni caso, datti da fare per coinvolgere anche le tue amiche in questo bel gesto di amore verso sé stesse.

Tumore del collo dell’utero: per fare prevenzione bastano due semplici screening

Come si mette in pratica la prevenzione del tumore del collo dell’utero? Te lo racconterà meglio il tuo ginecologo ma generalmente bastano due semplici esami, entrambi rapidi e indolori.

  1. Pap-test: è lo strumento principe per diagnosticare precocemente il tumore del collo dell’utero perché, attraverso il prelievo di cellule della cervice uterina, consente di individuare le lesioni pretumorali e la malattia nello stadio iniziale, prima ancora, cioè, che si manifestino i suoi sintomi (perdite ematiche, perdite di muco senza sangue, aumento anomalo delle secrezioni vaginali, dolore pelvico, dolore durante i rapporti).

In base ai programmi di screening attivi sul territorio nazionale, è raccomandato a tutte le donne a partire dai 25 anni di età e sino al 64esimo anno di vita ogni 3 anni, ma sarebbe buona norma prendere appuntamento ogni 12 mesi con il ginecologo e rimettersi al suo parere riguardo alla frequenza con la quale eseguire il Pap-test.

  1. HPV-DNA test: anche in questo caso si tratta di un esame rapido e indolore che, come il Pap-test, consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule del collo dell’utero per identificare il ceppo virale (ne esistono circa 200 classificati in base a diversi livelli di rischio) che può causare un tumore. L’indicazione generale è di ripetere il test almeno ogni 2 anni ma anche in questo caso la buona prassi da adottare è quella di prendere appuntamento con il ginecologo ogni anno, in modo che sia lo specialista a valutare la necessità di ripetere gli screening preventivi ad intervalli più brevi.

Il tumore del collo dell’utero si può curare efficacemente

In Italia questo tipo di carcinoma rappresenta il quinto tumore per frequenza nelle donne sotto i 50 anni di età, pari all’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne (fonte dati Ministero della Salute). Ha un’incidenza particolare nella fascia di età compresa tra i 35 e i 55 anni (fonte dati Humanitas).

Oggi si tratta anche di un tipo di tumore per le quali le terapie sono discretamente efficaci: a 5 anni dalla diagnosi, la sopravvivenza sfiora il 70% (dati Ministero della Salute su Italia) ma in caso di diagnosi precoce la percentuale sale moltissimo e arriva a sfiorare la totalità dei casi.

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