Menopausa e storia oncologica: cosa cambia e quali attenzioni porre?

donne lotta tumori

Nelle pazienti con una storia oncologica alle spalle, la menopausa può rappresentare un momento da prendere con ancora maggiore attenzione. Ecco perché e quali possono essere le conseguenze.

Questo articolo è stato redatto in collaborazione con il nostro staff medico

Quando nella storia personale di una donna c’è stato l’incontro con un tumore, qualcosa cambia. Cambia la forza nell’affrontare la vita e le cose della vita, cambia l’atteggiamento, cambia la consapevolezza che la mente può fare molto per il corpo.

Così può cambiare anche il passaggio dalla vita fertile alla menopausa.

La menopausa potrebbe essere stata indotta a causa di terapie necessarie per la cura del tumore e pertanto potrebbe essere arrivata precocemente, in modo differente, più repentino e inaspettato.

Differenze tra menopausa indotta e fisiologica

L’insieme dei disturbi che caratterizzano la menopausa indotta precocemente a causa di trattamenti oncologici, non è molto diverso da quelli che vengono percepiti durante la L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2menopausa fisiologica.

Tuttavia la perdita improvvisa della capacità riproduttiva e l’eventuale insorgenza, altrettanto repentina, di alcuni disturbi intimi come secchezza vaginale e dispareunia che incidono sull’attività sessuale e dunque sulla vita di coppia, possono cogliere impreparate molte donne: si parla di  molti disturbi ma non di questi che si conoscono meno, si celano, si omettono, forse per riservatezza, vergogna, impreparazione (a volte).

In questi casi può essere utile una visita dal ginecologo e insieme una riflessione sulla necessità di un supporto psicologico per superare gli eventuali disagi nella vita di coppia.

Cosa fare quando la menopausa arriva dopo una patologia oncologica

Ciò che accade è che la menopausa deve essere gestita con attenzioni e cautele maggiori perché l’attenzione all’equilibrio degli ormoni è ancor più importante.

Gli ormoni, infatti, possono avere un ruolo attivo nello sviluppo di alcuni tumori e per questo motivo, ad esempio, alcuni trattamenti per alleviare i disturbi della menopausa sono da escludere perché possono aumentare il rischio di recidiva.

Esistono però altre strade che il tuo ginecologo di fiducia, oppure un ginecologo esperto in menopausa può illustrarti dopo una visita.

In ogni caso gli oncologi concordano nell’affidare allo stile di vita un ruolo fondamentale nella gestione della menopausa e dei suoi disturbi nelle donne che hanno sofferto di un carcinoma: fumo, sovrappeso, sedentarietà, alimentazione scorretta, abitudine al consumo di alcol, sono già di per sé fattori di rischio importanti per lo sviluppo di un tumore, ma ancora di più dopo aver combattuto un male simile devono essere allontanati al più presto adottando uno stile di vita sano.

Menopausa dopo una terapia oncologica: attenzione a…

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Abbiamo già detto – e lo ripetiamo – che i disturbi della menopausa non sono diversi fra le donne che hanno avuto una menopausa fisiologica e le donne che sono entrate nella fase non-fertile della vita per una necessità terapeutica.

Tuttavia, alcuni studi scientifici hanno dimostrato la maggiore incidenza dei sintomi tipici dell’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione cronica e progressiva che può rendere difficile gestire l’intimità: il 60-70% delle donne sessualmente attive alle quali viene indotta la menopausa “riporta disturbi della funzione sessuale, con riduzione della libido e del numero di rapporti intimi, presenza di dolore al rapporto (30-40%) e conseguente impatto sull’intimità di coppia”, come si legge nel comunicato stampa di una iniziativa di sensibilizzazione ospitata nel 2017 dal Senato e promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere.

Purtroppo l’AVV è una patologia ancora sottovalutata e sotto diagnosticata: il 63% delle donne non sa che è una condizione cronica destinata a peggiorare con il passare del tempo; il 75% si aspetta che siano i medici ad iniziare la discussione sui sintomi menopausali e la salute sessuale, ma i dati raccolti suggeriscono che questo si verifica soltanto nell’11% dei casi – afferma Rossella Nappi, Professore Associato del Dipartimento di Scienze Cliniche, Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università di Pavia, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico S. Matteo e membro del Direttivo della Società Internazionale della Menopausa (IMS) – È così anche per le donne che hanno una storia oncologica alle spalle e per le quali la menopausa prematura può avere un impatto ancora più forte soprattutto se in giovane età.”

“È importante – aggiunge Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna – incentivare le donne a comunicare il loro disagio – anche emotivo – al proprio ginecologo, cosa che oggi non avviene molto spesso”.