Scrivere un diario può salvare la coppia: ecco come tenere sotto controllo il quotidiano

scrivere un diario

Se qualcuno pensa che scrivere un diario sia un’abitudine da adolescenti è decisamente fuori strada. Ecco perché fare il resoconto delle proprie giornate e degli avvenimenti importanti può essere un modo per salvare la coppia, utile soprattutto quando la menopausa porta i suoi cambiamenti nel rapporto con il partner.

“Caro diario…” Iniziavano più o meno così le confessioni delle adolescenti quando internet, i tablet e i computer non c’erano ancora, quando non erano parte integrante delle giornate. Alla sera, tirati fuori dai cassetti, nascosti tra la biancheria oppure sotto il materasso, tesori fatti di amori, passioni, speranze e confessioni prendevano la luce delle abat-jour e si nutrivano di nuovi ghirigori di inchiostro.

I diari della nostra adolescenza ci hanno accompagnato e cresciuto e, semmai qualcuna li conserva ancora, sa che rappresentano ancora dei teneri, gelosi segreti.

In generale c’è chi ama ripercorrere il proprio passato e chi, invece, nutre verso di esso un distacco disinteressato e a tratti fiero, quasi come a volerlo chiudere per sempre. Eppure qui parliamo di qualcosa di diverso, di un ripercorrere, snocciolandole nei loro momenti positivi, le giornate e le ore a scopo terapeutico, per riportare colore e vigore nella coppia.

Così quando la menopausa arriva e con essa tutte le sintomatologie note e meno note, la vita di coppia si arricchisce di un altro capitolo che, come tutte le novità, ha bisogno spesso di un periodo di “adattamento” per entrambi. I rapporti intimi possono diventare più difficoltosi, l’umore può avere degli scossoni, eventi che in qualche maniera possono incidere sull’equilibrio della coppia.

Ecco che una operazione semplice come quella di scrivere di te stessa può aiutarti, anche a trovare le parole per raccontare quel che ti sta accadendo al tuo compagno e al tuo ginecologo. 

Come scrivere, cosa scrivere: il diario della gratitudine

Per qualcuna, lasciare alle parole il compito di fermare nel tempo i sentimenti, può essere difficile. Scrivere è anche un’abitudine – lasciatelo dire da chi lo fa per mestiere – e si può imparare a lasciar fluire il pensiero attraverso le mani, anziché attraverso la bocca o il dialogo interiore.

Se questo può essere terapeutico per la vita di coppia allora ben venga un po’ di esercizio, giusto?

Ma quando arriva il momento di farlo per davvero, allora quella pagina bianca può diventare un luogo scomodo e inadatto, un giudice e un censore, un occhio indiscreto, un compagno di banco difficile e ostico che ci guarda ponendoci la domanda fatidica: “Come incomincio?

Pensa ora di prendere carta e penna (o il computer, va bene lo stesso) e spendere dei minuti a scrivere di te e di lui, del vostro rapporto di coppia. Sei pronta a farlo?

Innanzitutto è doveroso specificare che non ti sto parlando di un diario sentimentale alla maniera romantica, ma di un diario della gratitudine, dove fermare i momenti belli della coppia perché siano meglio focalizzati (sic!) avendo compiuto lo sforzo di decodificarli in frasi, regalando ad essi movimento e (nuova) vita attraverso la scelta dei giusti verbi e aggettivi.

Quello su cui ci focalizziamo prende vita e si amplifica. È il principio base della legge dell’attrazione ma anche del funzionamento della nostra mente. Quando ti appresti a scrivere le cose per cui sei grato al tuo partner, nella tua giornata, il tuo cervello riceve l’input di guardare il lato positivo delle ultime ore vissute, connettendosi a ciò che ti ha fatto sorridere, sentire soddisfatta o ciò che ha rafforzato il tuo rapporto.

Qui risiede la potenza di questo esercizio che, per essere efficace, va ripetuto quotidianamente.

Come scrivi non ha importanza, puoi usare parole italiane, gergali, cercare uno stile di scrittura definito oppure lasciare libera la tua mano di sintetizzare in disegni e schizzi ciò che non ti sovviene.

Panico da pagina bianca? Basta auto-assegnarti un “compito”. 

Capita a molte e non è un fatto del quale preoccuparsi troppo a lungo e certamente non è il motivo che deve farti desistere. Se ti trovi in questa situazione può esserti d’aiuto un compito: ad esempio quello di impegnarti ogni giorno a scrivere 3 cose che ti hanno fatto stare bene durante la giornata e che riguardino la presenza o comunque l’influenza del tuo partner.

In alternativa puoi cercare e scrivere ogni giorno i 3 motivi per cui essere grata al tuo compagno di vita, oppure ancora puoi dedicare un giorno alla settimana per ricordare e descrivere i momenti più belli della vostra storia d’amore, quelli indelebili che hanno segnato la vostra storia d’amore.

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I vantaggi della scrittura espressiva: una questione psicologica

La ricerca scientifica sui vantaggi della scrittura espressiva è enorme. Gli studi hanno già dimostrato che scrivere di sé e delle proprie vicende personali può migliorare i disturbi dell’umore, ridurre i sintomi nei malati e giovare alla salute dopo un momento di grande stress.

La scrittura può infatti stimolare le persone a passare da una mentalità controproducente a una più ottimistica che si auto-rafforza, come sostiene Timothy D. Wilson, docente di psicologia dell’università della Virginia e responsabile di alcuni studi sulla scrittura come terapia. Wilson ritiene che se scrivere non risolve ogni problema, aiuta le persone a farvi fronte perché obbliga a ricostruire ciò che preoccupa e a trovare un nuovo significato.

“Le nostre emozioni si manifestano dentro il corpo, che le trasmette alla mente, che produce pensieri per gestire quelle emozioni – dice Fulvio Fiori, autore di “Le parole che fanno bene”, un libro tecnico-pratico su quella che viene definita “bioscrittura” Se la tua vita scorre tranquilla, pensieri e sentimenti assumono una forma precisa: il tuo amore per Mario diventa una casa insieme, un pupo sorridente, o una porta sbattuta. Se invece sei di fronte a un problema che non sai risolvere, i pensieri si affollano, i sentimenti si mescolano, la tua coscienza rimbalza fra la mente e il corpo, sbattendo contro opinioni oscure e mutevoli. E il problema sembra informe o addirittura deforme. E forse anche tu ti senti così. Ebbene, la scrittura è un dono che ti consente di mettere in ordine i tuoi pensieri e le tue emozioni, parola per parola.

Così, hai due effetti positivi: prima di tutto hai sputato il rospo, hai buttato fuori il dolore e già questo porta sollievo, perché la pressione emotiva diminuisce. Ma soprattutto, l’argomento che ti turba assume sulla pagina, nero su bianco, una forma precisa, qualunque essa sia, anche orribile. Ma tu puoi finalmente guardarla in faccia, osservarla e studiarla, perché non è più confusa”.

“Sono due anni che non riprendo in mano il diario, e pensavo che non avrei più ripreso questa abitudine infantile. Ma non è una ragazzata, è dialogare con se stessi, con la parte vera, divina, che vive in ogni uomo.”

Lev Tolstoj

 

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379