Viaggiare per superare una crisi di coppia

viaggiare per superare una crisi di coppia

Nelle coppie in cui lui e lei hanno superato i 50 anni, la routine rischia di diventare la causa di una crisi di coppia, anche a livello sessuale. Ecco che viaggiare, vivere esperienze nuove e gratificanti, può innescare un meccanismo virtuoso che può donare vitalità e nuova energia alla coppia. Vediamo come.

Prima di partire per un viaggio c’è sempre un’aria strana: da un lato la felicità, di iniziare una nuova avventura, vedere posti nuovi e respirare altre culture, dall’altro lato un misto di ansia, paura e preoccupazione, per quel che si lascia indietro (i figli, quando sono grandi o i genitori, se sono anziani), perché “chissà se senza di me andrà tutto bene”.

È normale e ora che stai per chiudere a doppia mandata la porta di casa devi solo fare un respiro profondo, assicurarti di aver preso il minimo indispensabile (carte di credito, passaporti e cellulare) e poi fare tabula rasa della quotidianità, almeno per qualche giorno, immergendoti in un nuovo mo(n)do di sensi.

Quello che si vive durante un viaggio è prezioso nutrimento per l’anima. Se il tuo viaggio, qualunque esso sia, è stato pensato, preparato e realizzato insieme al partner, può trasformarsi in un momento incredibilmente efficace per ritrovare l’intesa, l’empatia e la passione, superando quelle crisi di coppia spesso figlie della routine.

“Quando si mette il dito su un punto della mappa, l’avventura è già cominciata”

Mi ha colpito molto un recente articolo che ho letto su Vanity Fair a proposito di una coppia di viaggiatori incalliti, ma prima ancora dicos'è l'atrofia vulvo vaginale lettori voraci. Guido, manager in una casa editrice e Paola pedagogista. Avevano un sogno meraviglioso, quello di attraversare in un lungo viaggio tutti i posti dei loro romanzi preferiti: India, Cina, Australia.

Un sogno che ha atteso in coda alle priorità quotidiane molti anni, scanditi dai taccuini dove i due hanno appuntato con precisione i luoghi da vedere, le descrizioni che i “loro” libri ne davano, le suggestioni del momento. Poi un giorno hanno preso al volo la grande occasione e sono partiti per davvero. “La più grossa difficoltà – racconta Paola nell’articolo – era l’idea di stare sei mesi sempre insieme, 24 ore su 24. I primi giorni sono stati critici, ma dopo ti fai prendere dalla magia”. Una vera terapia di coppia, appunto.

L’ambiente è un fattore importantissimo: essere circondati da ciò che per te rappresenta “il bello”, regala già buon umore e uno stato d’animo di disponibilità verso l’altro, di apertura, di tranquillità.

È la magia dei luoghi che ti attraversa e ti riempie e della quale parlano Paola e Guido: potrebbe essere l’enorme piscina di un resort in Puglia vista dalla finestra della tua stanza, così come il silenzio assordante del deserto del Gobi osservato dalla porta di una Gher. Non importa quanto lontano sia, né quanto esotico. L’importante è che sia ciò che ti piace, che ti fa star bene: caldo o freddo, mare o città, montagna o campagna.

Il viaggio come metafora del cambiamento già dalla scelta della meta

La Travel Therapy inizia a fare i suoi effetti già prima di partire: il momento della decisione, della ideazione dell’itinerario, della scelta della destinazione. Se il processo è fatto in coppia diventa un vero e proprio allenamento alla mediazione.

È importante però ricordare 3 regole per affrontare le decisioni insieme:

  1. Ascolta il suo punto di vista e parti dal presupposto che sia valido: lui guarda il mondo dai suoi occhi ed esprime preferenze esattamente come te. L’armonia è la capacità di mettere insieme suoni diversi, l’incontro di uguali è monotonia…
  2. Non stai affrontando una gara dove c’è qualcuno che vince e qualcun altro che perde: per ideare il viaggio migliore per la coppia c’è bisogno dell’apporto di entrambi. Potrebbe essere un mix di opinioni, potrebbe prevalere una idea sull’altra, ma cosa importa? L’obiettivo è fare una bella vacanza insieme.
  3. Cerca (per quanto sia difficile) di non crearti aspettative, approfitta per costruire la vacanza insieme al tuo partner e sii pronta vivere il momento, il “qui e ora”: a volte le migliori sorprese si nascondono dietro una soluzione inaspettata.
    “Sempre più spesso ascolto coppie che si lamentano di essere state in vacanza e aver litigato tutto il tempo – scrive Daniela Rossi, psicoterapeuta – Ma non è certo la vacanza la causa di cui la lite è il sintomo. La questione sono le enormi aspettative che, dopo un anno di stress sul lavoro, sui budget familiari, sui tempi e la gestione di casa e figli se ci sono, si riversano su questa pausa. Non si vede l’ora di fuggire ma, quando il momento arriva, si parte troppo stanchi, già tesi e con un carico di emozioni eccessivo da smaltire”.

Non aver paura di cambiare il tuo atteggiamento, sarà questo a scatenare altri piccoli, magari insignificanti, cambiamenti anche nel partner. All’inizio sarà difficile, forse imbarazzante persino, ma poi diventerà una nuova quotidianità, molto più distesa e serena, meno competitiva, meno distonica.

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Viaggiare significa perdersi e ritrovarsi

Mi viene in mente un meraviglioso film, parte della storia più gloriosa del cinema del nostro Paese: “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini è un autentico capolavoro che ti consiglio di vedere, se non l’hai già fatto.

Ingrid Bergman e George Sanders interpretano due coniugi inglesi che affrontano un viaggio in Italia per vendere delle proprietà. Sono una coppia in crisi, con poco da dirsi ancora, ma il viaggio li pone dinnanzi a due rivelazioni, opposte e improvvise: la prima durante la visita a Pompei quando i due assistono alla colata di gesso nella forma lasciata sotto la lava dai corpi di due innamorati, stretti in un abbraccio.

Una visione che li mette di fronte alla misura del loro rapporto, scarno, vuoto e ormai freddo. Durante il viaggio i due consolidano questa idea fino a quando, proprio prima di partire, si ritrovano nella calca di una processione e la folla li divide, lasciandoli soli, in un ambiente ignoto, perduti. Questo provoca in loro un improvviso ripensamento, un appassionato ricercarsi, un gettarsi con amore rinnovato nelle braccia l’una dell’altro.

Il film è una meravigliosa metafora che descrive quanto, a volte, per ritrovarsi bisogna perdersi e un viaggio può avere anche questo scopo.

Puoi provare nei panorami sconfinati del mare o delle montagne, dove l’assenza di limiti regala una sensazione di liberazione, di apertura, di elevazione. Puoi optare per una vera avventura spirituale come il Cammino che conduce a Santiago de Compostela oppure puntare più in alto, verso un tempio buddista in Giappone dove la meditazione sarà esercizio per la mente ma soprattutto per il cuore.

Dopotutto viaggiare può essere anche una forma di terapia per ritrovare se stessi, guarire le ferite dell’anima e sentirsi pronti per affrontare un nuovo capitolo della propria esistenza.

Nel viaggio ci si esplora interiormente, ci si scontra con aspetti della propria personalità, con le emozioni e ci si sperimenta in situazioni sconosciute che aiutano molto spesso a superare limiti e paure e se questo processo si affronta insieme al partner diventa un modo per superare una crisi di coppia oppure risolverla definitivamente. 

5 esperienze da fare insieme se la coppia è in crisi 

La terapia di coppia passa anche da avventure e vissuti da fare insieme. Così un’esperienza, molto meglio di tante parole e teorie, è in grado di attraversare corpo e mente mostrando, a volte, la realtà da un altro punto di vista, oppure semplificando ragionamenti complessi.

Il viaggio può diventare una metafora del rapporto e aiutare a rinvigorirlo, sia dal punto di vista sentimentale che fisico.

Se vuoi qualche suggerimento, prova con una di queste esperienze, sicuramente, se affrontate con il giusto animo e con la voglia di stare insieme, si riveleranno mete preziose e foriere di un nuovo, meraviglioso inizio con il tuo partner. 

  1. Volo dell’angelo
    Volare insieme, sfidando il brivido dell’altezza, la paura dell’ignoto, le vertigini ma con gli occhi immersi in un panorama mozzafiato. Accade a Pietrapertosa e Castelmezzano, due piccoli centri della Lucania, che hanno guadagnato gli onori delle cronache (e dei flussi turistici) grazie al “Volo dell’Angelo”, un cavo d’acciaio sospeso tra le vette dei due paesi che li unisce creando una vera strada nel cielo.
    Legati con tutta sicurezza da un’apposita imbracatura collegata al cavo, vicini e mano nella mano, potrete provare per quale minuto l’ebrezza del volo scivolando in una fantastica avventura, “unica in Italia ma anche nel mondo per la bellezza del paesaggio e per l’altezza massima di sorvolo” (fino a 130 metri). La prima via del cielo, detta di “San Martino”, parte da Pietrapertosa e arriva a Castelmezzano e in volo si possono raggiungere i 110 Km/h. La linea “Peschiere” invece, torna da Castelmezzano a Pietrapertosa toccando i 120 Km/h su una distanza di 1452 metri.
  2. Ritiro di meditazione
    Se senti la necessità di staccare la spina, cambiando completamente la routine quotidiana e se cerchi un’esperienza che leghi la coppia nello spirito, prima ancora che nel corpo, puoi partecipare a uno dei ritiri di meditazione organizzati.
    La meditazione è una pratica estrema che va presa con il giusto spirito. È una pratica che mette in crisi, volutamente, ma che insegna nel contempo – a coloro che avranno la pazienza di seguirla – a far scorrere via ansie, preoccupazioni, problemi, dolori (persino quelli fisici).Solitamente per chi partecipa la prima volta è prevista una durata breve, 2 o 3 giorni, durante i quali è necessario accettare le regole e spogliarsi di tutto ciò che appartiene alla quotidianità: cellulare, soldi e… parole. Sì: nei ritiri di meditazione è vietato parlare. Si può solo seguire le pratiche di meditazione quotidiana, dormire e mangiare (sempre in silenzio).
    Oltre ciò, di solito uomini e donne sono divisi in due ali diverse delle strutture che ospitano i ritiri.

    Questa separazione, questo isolamento nell’ignoto di se stessi è una straordinaria palestra nella quale ritrovare la propria serenità, “insieme” al partner, che sappiamo sta facendo la nostra stessa esperienza. È come nella salvifica processione del film di Rossellini: perdersi per poi ritrovarsi…

  1. Solitudine (a 5 stelle) nei resort delle Seychelles
    Se la meditazione è troppo “shabby” per i tuoi gusti e preferisci un viaggio più reale che spirituale, puoi orientarti verso il soggiorno in un’isola, tu e lui, possibilmente in una struttura che consenta di vivere lontani dagli altri viaggiatori.
    Quando penso a un posto romantico, penso alle Seychelles, luogo di fuga remota e tra i paradisi naturali più incredibili del mondo intero, non per niente qui la tutela della flora e della fauna è stata inserita nella Costituzione.Tutto è fatto su misura per chi vuole stare da solo con il partner, immersi nella pace della vegetazione rigogliosa e verdissima, del mare cristallino, di spiagge con sabbia come borotalco.
    Impossibile non innamorarsi di nuovo e non vivere un’esperienza altamente romantica. È il luogo ideale per ritrovare l’intimità di coppia
  2. Capitali europee, ma in auto
    Sembra incredibile ma secondo una ricerca di Yourtango.com e Ford viaggiare in automobile sarebbe un modo per rinsaldare la coppia. Sarà la necessità di condividere un piccolo abitacolo, sarà quella di mettersi d’accordo sulla musica da ascoltare o semplicemente sarà che stare in silenzio è davvero difficile, un’avventura on the road e in due potrebbe rivelarsi il modo giusto per dirsi tutto, per parlare sinceramente, per chiarirsi.
    Poi, ci sono sempre le soste forzate: “il 74% degli intervistati dichiara di tenere per mano e di baciare il partner al semaforo rosso”.
  3. Un’avventura da fare a piedi
    Su uno dei tanti blog che raccontano dell’esperienza del Cammino di Santiago, di certo il più celebre tra le avventure a piedi, si legge: “Dovrebbe essere incluso nel corso per fidanzati. Un pezzo di cammino. Almeno una settimana. Perché qui c’è tutto della vita matrimoniale. E capisci subito che cosa sia e come funzioni. […] Ti spiega cosa sia la vita insieme il cammino: perché devi tenere lo stesso passo, ma ogni tanto lo perdi e chi scivola più avanti deve sapersi fermare e prima ancora accorgersi di essere più avanti, perché se sei concentrato solo sul tuo passo e sui tuoi pensieri, rischi di cadere troppo avanti e non ritrovarti più. E se sei dietro devi avere il coraggio è l’umiltà di farsi sentire se l’altro davanti non s’accorge”.
    E poco più avanti: “Ci si aiuta insieme, perché la crisi viene sempre, e mai nel medesimo momento. E magari viene quanto tu sei tonico, passo morbido, slanciato, che ti viene da guardarti in giro, ammirare il panorama. E all’altro invece viene da vomitare dalla rabbia, dalla fatica, dall’orizzonte chiuso che quanto accidenti manca all’arrivo e ti vien male da dirgli che sei appena dopo la metà”.Cosa, più di questo, è vicino a una terapia di coppia?

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379