Iniziative per la prevenzione, informazioni sulla malattia e incidenza in menopausa.

La prevenzione è uno strumento formidabile per vivere bene e meglio a tutte le età, in particolar modo in menopausa, quando i cambiamenti ormonali potrebbero rendere più vulnerabile l’organismo femminile. Questo non vuol dire che tu debba considerare la fine dell’età fertile un periodo “a rischio” perché la menopausa non è una malattia ma un evento naturale della tua vita di donna.

In questa fase è importante che un ginecologo possa seguirti con regolarità esattamente com’è stato in gravidanza e in pubertà, cioè nei periodi di “transizione” fisica a una nuova fase della vita. Lo specialista saprà consigliarti anche una serie di esami medici che possano aiutarti a mettere in pratica un giusto atteggiamento di prevenzione nei confronti delle principali patologie.

Perché la prevenzione è importante

Non c’è bisogno di spiegare ciò che è già chiaro nella terminologia, ma se hai ancora qualche dubbio a effettuare quella breve serie d’esami che possono davvero contribuire a rendere la tua vita più lunga e in salute, possiamo spiegarti che la prevenzione è sicuramente l’arma più potente nelle mani di ciascuno di noi.

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Vaccino HPV non solo per le donne

Il virus del papilloma umano (HPV) è il principale responsabile dell’insorgenza dei tumori della cervice uterina,  anche se, per fortuna, non tutte le infezioni di questo tipo danno origine a un cancro. Oltre ciò, l’HPV è considerato responsabile di una quota in crescita di altri tumori più rari, per esempio all’ano, alla vagina e al tratto oro-faringeo. Da qualche anno, non solo per le donne, c’è uno strumento in più per difendersi da questo tipo di tumore: il vaccino anti-HPV.

Per saperne di più sulla possibilità di vaccinare te o i tuoi figli (maschi o femmine a partire dai 12 anni) puoi chiedere al tuo medico di base o alla ASL di competenza locale. Il vaccino è gratuito.

Dati dei tumori alla cervice uterina e all’utero

Il carcinoma della cervice uterina è, dopo il tumore della mammella, il secondo tumore per frequenza tra le donne*.

La diagnosi precoce rappresenta l’arma più efficace nella prevenzione: la diffusione dei programmi di screening con il Pap-test e con l’HPV test più recentemente ha rappresentato il principale fattore di riduzione dell’incidenza e mortalità per la questa malattia. È importante considerare che per questo tumore esiste una prevenzione primaria rappresentata dai vaccini anti HPV, offerti gratuitamente a uomini e donne dai 12 ai 26 anni, ma con dati di efficacia anche in donne fino a 45 anni di età e in chi ha già ricevuto trattamenti per lesioni pre-neoplastiche.

Se dunque nella tua agenda gli appuntamenti con il ginecologo, il senologo, l’endocrinologo e il cardiologo sembrano non trovare mai spazio a furia di continui rinvii (spesso motivati solo da un po’ di pigrizia) questa volta deve essere quella buona: la prevenzione può aiutarti a vivere bene e più a lungo.

La prevenzione ha ridotto drasticamente l’incidenza del tumore al collo dell’utero

Sono anni che associazioni, fondazioni e ordini medici si battono per una giusta cultura della prevenzione e oggi, dopo qualche anno di intensa attività e anche grazie a diverse iniziative di sensibilizzazione, ha ridotto notevolmente la sua incidenza.

Un tempo questo tipo di patologia oncologica rappresentava a livello mondiale la più frequente forma di cancro per le donne (fonte Airc) ma oggi la prevenzione e la vaccinazione hanno profondamente cambiato la situazione.

Sotto la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 194 Stati hanno adottato un protocollo comune per diffondere il più possibile gli strumenti di prevenzione anche nelle fasce deboli della popolazione mondiale femminile.

Oggi, grazie alla prevenzione, sono “solo” 2.400 circa le donne che devono affrontare, ogni anno, questa malattia (fonte Rapporto “I numeri del cancro in Italia” 2020, su dati AIOM /AIRTUM): informati per sapere se nella tua regione sono previsti screening gratuiti e, in ogni caso, datti da fare per coinvolgere anche le tue amiche in questo bel gesto di amore verso sé stesse.

Tumore del collo dell’utero: per fare prevenzione bastano due mosse

Come si mette in pratica la prevenzione del tumore del collo dell’utero? Te lo racconterà meglio il tuo ginecologo ma generalmente bastano due semplici esami, entrambi rapidi e indolori.

Pap-Test cos’è e come funziona

Pap-test: è lo strumento principe per diagnosticare precocemente il tumore del collo dell’utero perché, attraverso il prelievo citologico di cellule della cervice uterina, consente di individuare le lesioni pretumorali e la malattia nello stadio iniziale, prima ancora, cioè, che si manifestino i suoi sintomi (perdite ematiche, perdite di muco senza sangue, aumento anomalo delle secrezioni vaginali, dolore pelvico, dolore durante i rapporti). È un esame utilizzato per rilevare anomalie cellulari nel collo dell’utero (cervice uterina).

Durante l’esame, il ginecologo utilizza uno strumento chiamato speculum per divaricare il canale vaginale e prelevare alcune cellule dalla cervice con una spatolina e uno spazzolino conico.

    In base ai programmi di screening attivi sul territorio nazionale, è raccomandato a tutte le donne a partire dai 25 anni di età e sino al 64esimo anno di vita ogni 3 anni, ma sarebbe buona norma prendere appuntamento ogni 12 mesi con il ginecologo e rimettersi al suo parere riguardo alla frequenza con la quale eseguire il Pap-test.

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    HPV-DNA test cos’è e differenze con il Pap-Test

    Anche in questo caso si tratta di un esame di screening rapido e indolore che, come il Pap-test, consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule del collo dell’utero per identificare il ceppo virale (ne esistono circa 200 classificati in base a diversi livelli di rischio) che può causare un tumore.

    L’indicazione generale è di ripetere il test almeno ogni 3/5 anni ma anche in questo caso la buona prassi da adottare è quella di prendere appuntamento con il ginecologo ogni anno, in modo che sia lo specialista a valutare la necessità di ripetere gli screening preventivi ad intervalli più brevi.

    Il Pap test rileva alterazioni cellulari già presenti nel collo dell’utero, consentendo la diagnosi precoce di lesioni precancerose o cancerose. L’HPV test, invece, identifica la presenza del DNA del Papillomavirus, permettendo di individuare infezioni potenzialmente pericolose ben prima che causino alterazioni cellulari visibili.

      Il tumore del collo dell’utero si può curare efficacemente

      In Italia questo tipo di carcinoma rappresenta il quinto tumore per frequenza nelle donne sotto i 50 anni di età, pari all’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne (fonte dati Ministero della Salute). Ha un’incidenza particolare nella fascia di età compresa tra i 35 e i 55 anni (fonte dati Humanitas).

      Oggi si tratta anche di un tipo di tumore per le quali le terapie sono discretamente efficaci: a 5 anni dalla diagnosi, la sopravvivenza sfiora il 70% (dati Ministero della Salute su Italia) ma in caso di diagnosi precoce la percentuale sale moltissimo e arriva a sfiorare la totalità dei casi.

      *Fonte: I numeri del cancro in Italia, Report registri tumori Italia


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