Desiderio e menopausa. Intervista alla sessuologa Roberta Rossi

Il suo ultimo libro sta facendo parlare di sé e sta raccontando a tante donne italiane che cos’è la sessualità, cos’è normale, come siamo fatte e cosa accade veramente tra le lenzuola. Ma non è una invenzione scientifica: è il risultato delle parole di oltre 16mila donne che si sono raccontate in un questionario.

Anatomia, autoerotismo, orgasmo, clitoride, sesso, fantasie, sex toys: sono solo alcuni degli argomenti dell’indice di questo libro a tratti sorprendente. “Vengo prima io. Guida al piacere e all’orgasmo femminile” (è il titolo) è uscito lo scorso 24 Settembre per Fabbri editori ed è già diventato una specie di best seller, chiacchierato (sicuramente) soprattutto dai media che ne sono incuriositi e che lo raccontano attraverso interviste e domande alla dottoressa Roberta Rossi, prima che autrice, sessuologa e presidente della FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).

Una voce autorevole, capace però di affrontare tematiche considerate dai più piccanti o imbarazzanti ma che in realtà fanno (o dovrebbero fare) parte integrante della vita attiva di ogni donna (e di ogni uomo).

Menopausa e desiderio sessuale: ma… può esistere davvero?

Quella sul desiderio sessuale in menopausa è una delle domande più frequenti che le donne pongono sui social e su internet: ogni mese oltre 1600 donne cercano informazioni sulla rete intimità e menopausaa proposito del calo del desiderio. Una tematica, dunque, molto sentita: “La menopausa ha sicuramente un’importanza fisiologica nella nascita del desiderio – specifica Roberta Rossi – il desiderio è infatti anche una questione ormonale e dunque c’è anche una concomitanza biologica nel fatto che tante donne sentano, in questo periodo della vita, di non avere la stessa voglia di sempre”.

Qualche momento di impasse può veramente esserci quando arriva la menopausa e non è solo frutto della mente. Forse per questo sono così tante le persone che – rassicurate dal segreto dei loro monitor personali – cercano informazioni sul perché da un certo punto della vita non si sente più quella spinta al contatto con il partner.

Molte donne tendono a preoccuparsi da ciò, altre lo giustificano con un’alzata di spalle, attribuendo “la colpa” all’età e facendosene una ragione. Ma non è così che si va oltre, che si torna ad amare. Perché in menopausa non solo si può amare ancora, ma si deve perché l’intimità è un nutrimento per corpo e mente e può ridurre persino alcuni disagi dovuti all’irrigidimento delle pareti vaginali.

C’è chi, in menopausa, continua ad amare. E non è questione di fortuna

Eppure… eppure non è sempre così. “La psiche e l’entusiasmo possono fare molto – continua la sessuologa – come accade ad esempio quando e se c’è una nuova storia d’amore. Quando mente e buonumore ci mettono del loro, si possono superare brillantemente anche delle carenze fisiologiche.

Ci sono donne in menopausa che chiedono aiuto perché hanno voglia di fare l’amore con il partner – continua Roberta Rossi – ma non riescono per via di una forte secchezza vaginale, oppure perché sanno di avere un problema di Atrofia Vulvo Vaginale. Il messaggio che deve passare è che la menopausa non è bloccante, non è un fattore che impedisce l’amore o un rapporto completo quindi bisogna rivolgersi a uno specialista perché possa aiutare a superare queste difficoltà. Sicuramente è un evento importante e estremamente personale: non c’è media che si possa fare, ogni donna è diversa”, specifica la sessuologa.

Nel libro c’è un intero capitolo dedicato a questa tematica nel quale si afferma esattamente questo: “La presenza o assenza di desiderio sessuale va sempre riferita al contesto: è un segnale importante che vi permette di capire se la situazione che state vivendo […] Se siete serene e vi sentite gratificate e amate, che siate in coppia oppure no, probabilmente riuscirete a coinvolgervi dal punto di vista sessuale anche in assenza di desiderio spontaneo, che magari si farà vivo dopo”.

Quando la mente rema contro il desiderio sessuale

Dunque sentire quella spinta, quell’impulso che ci avvicina al partner è possibile anche dopo la menopausa. Ma la mente deve lavorare con noi e per noi.

Quando arriva la menopausa molte donne possono attraversare un momento difficile dal punto di vista psicologico: ansia, tendenza a buttarsi giù, la comparsa di qualche chilo di troppo o per qualche ruga in più, l’irritabilità che può essere così spiccata da generare addirittura crisi di coppia o tensione con figli e parenti. Situazioni che generano altre tensioni, come un circolo vizioso che porta appresso altra ansia e altre problematiche. Una condizione che può rappresentare una situazione contingente del calo del desiderio perché ha un impatto forte sulla risposta sessuale, ovvero sulla capacità di lasciarsi andare e prendere dal momento.

Ma cosa fare in questi casi? “Non fate le eroine, non cercate di risolvere il problema da sole: chiedete aiuto”. Innanzitutto a un ginecologo che possa esaminare la tua situazione biologica e capire se il calo del desiderio può essere legato – ad esempio – a un problema di dispareunia e poi a un sessuologo o a uno psicoterapeuta ché possono aiutare a comprendere ciò che sta accadendo e a trovare un modo per superare il blocco.

L’orgasmo non è un traguardo da raggiungere

Trova un esperto

Una parte fondamentale delle domande delle donne riguarda la questione piacere. Innanzitutto diciamolo chiaramente e forte: anche in menopausa si prova piacere, la fine della vita fertile non c’entra niente con la capacità di lasciarsi andare e raggiungere l’apice durante un momento di passione. Ci sono delle condizioni fisiche che possono depotenziare il piacere, ma sicuramente la menopausa in sé non è una di queste.

Ma per raggiungere questo momento, da sole o in compagnia del partner, bisogna conoscere se stesse, il proprio corpo, i propri gusti e anche la propria capacità di lasciarsi andare. E poi… l’amore e la passione non sono finalizzate al traguardo finale. Se così fosse la sessualità sarebbe un mero esercizio. Ciò che è importante è il godimento del “viaggio”, del momento di intimità, con o senza penetrazione, della coccola e del piacere di stare insieme, semplicemente. Visto in questa ottica, l’amore è molto più delicato, molto più normale e praticabile a qualunque età.

Quello del piacere è un argomento che interessa molto le donne in menopausa anche perché in una manciata di anni (dal 1990 a oggi) si è passati da una visione-tabù della sessualità in menopausa a uno sguardo decisamente più chiaro, disinibito e informato, un panorama nel quale (finalmente!) si può parlare di amore anche dopo gli “anta” senza temere giudizi inappropriati.

Non lo credi? Ebbene, questo timore del giudizio è uno dei fattori che potrebbe maggiormente frenare il piacere di continuare a trovare il partner intimamente, dopo i 50 anni.

La complicità: il segreto per trovare piacere e mantenere il rapporto

“Le coppie che hanno costruito una forte complicità intima durante la loro vita insieme hanno tutte le carte in regola per continuare ad avere una sessualità soddisfacente, anzi: l’essere svincolati dalle dinamiche della procreazione potrebbe aiutarvi a concentrarvi ancora di più sulla conoscenza dei desideri dell’altro e sull’ascolto reciproco”. Si legge nel libro.

La sessualità, insomma, non ha una data di scadenza. Vi accompagna per tutta la vita, se lo volete, ma si modifica, matura, cambia attraverso le età. È in vostro potere mantenerla viva, se lo desiderate, ma imparate ad ascoltare i vostri bisogni e siate disposte a evolvervi con essi. Liberatevi da stereotipi che rischiano di immobilizzarvi: non credete a chi vi dice che l’età matura deve essere “asessuata”, non date retta a chi sostiene che gli unici corpi “sessuali” sono quelli magri, tonici e performanti. Il bello della sessualità umana, infatti, è che non è fatta di azioni e performance: è fatta di abbandono, percezioni e intimità. E nell’abbandono, nelle percezioni e nell’intimità c’è posto per tutti i corpi, per tutte le età”.