Come evitare i segni dell’età che avanza

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Dai rimedi naturali ai cosmetici, alle buone abitudini, ci sono tanti modi per prevenire e intervenire sui segni del tempo dati dall’età che avanza. I problemi più comuni (invecchiamento cutaneo del viso e delle mani), quando insorgono e alcuni consigli sulle possibili soluzioni. L’importanza di piacersi per piacere.

Perfette come bambole di ceramica, luminose, felici e sorridenti, tirate, laccate, lisce: sono le donne delle pubblicità di creme e cosmetici, a volte vip, signore famose del jet set, altre “solo” modelle over 50, inspiegabilmente inossidabili ai segni del tempo.

Sono bellissime di natura, non c’è che dire e ore di trucco e di preparazione prima delle riprese oltre a qualche magia delle luci e delle telecamere le fanno sembrare ancora più perfette.

Eppure c’è chi non si rassegna, come Lucilla, la portiera del palazzo: “Vorrei vederle quando si svegliano al mattino, struccate e sconvolte dal sonno!” ripete a mezza bocca ad ogni refrain dell’ultimo ritrovato miracoloso della scienza antirughe.

Lucilla sostiene, non senza una generosa dose d’entusiasmo, che con un tuppo spettinato in testa e una vestaglietta da casa siano tutte come lei quando fa le pulizie, col mocio in mano e i guanti gialli.

Forse ha ragione. Ogni donna può essere bellissima.

Giudice della bellezza è l’intelletto” scriveva già nel 1453 il filosofo Nicola Cusano, sostenendo come fosse necessario che “il giudice avesse in sé la specie della bellezza”. Fuor di metafora? La bellezza è negli occhi e nell’intelligenza di chi guarda e ne sa cogliere l’essenza.

Cancellare i segni dell’età: un po’ moda, un po’ (naturale) vanità

Portinaie e dotti filosofi a parte, ci sono tanti modi per intervenire sui segni dell’età che avanza, per sembrare meno Fastidi intimi durante la menopausamature di quel che si è, per apparire più giovani e fresche nell’aspetto. Ogni donna è libera, oggi, di scegliere la maniera che sembra migliore, a patto di non trasformare una giusta e serena attenzione all’estetica e alla cura personale in una fissazione, in una malattia che diventa non più piacere ma mania, paura, angoscia e ansia.

Curare il corpo è naturale e piacevole e può essere una buona abitudine quotidiana: creme e sieri specifici anti rughe, macchie e segni del tempo, secondo qualcuna fanno miracoli. Sono strumenti di bellezza che moltissime donne iniziano ad utilizzare dai 30 anni, non appena, cioè, i primissimi segni dell’età che avanza fanno capolino sul viso.

Il mercato offre una scelta vastissima di prodotti ottimi, da rimedi più naturali agli ultimi preparati della farmacopea anche se spesso è il marketing a far da discriminante: accanto alle presenze più classiche, nel beauty-case sono arrivati prodotti di ultima generazione come i fluidi a base di acido ialuronico o le creme specifiche per il massaggio notturno (sia del viso che del corpo) con effetti anti-calore e nutrienti o rimpolpanti.

Trova un esperto

Tra i rimedi ai segni del tempo entrati in commercio negli ultimi anni sicuramente da citare è la bava di lumaca che sembra efficacissima contro rughe, cicatrici e macchie della pelle. Un’amenità per le signore alle quali solo l’idea fa un po’ impressione, questa proposta ha l’innegabile vantaggio di essere un prodotto naturale.

Oltre alla cura quotidiana del corpo, che sin dall’antichità rappresenta uno dei modi più spontanei per restare in forma, anche un’attività fisica dolce – quando è possibile praticarla – contribuisce a mantenere il fisico tonico e un aspetto generale più piacevole.

La via più invasiva è la chirurgia, che è ormai capace di sistemare qualsiasi cedimento di cui il tempo è colpevole: dal viso al corpo, fino anche ad interventi più “nascosti”, come quelli ginecologici.

La via chirurgica, in generale, è una possibilità da prendere in considerazione solo in casi estremi perché si tratta pur sempre di modificazioni spesso irreversibili che apportiamo al corpo e di degenze post-operatorie non scevre da pericoli severi per la salute.

Tuttavia curare la propria intimità, tanto da farne un oggetto di attenzione addirittura estetica, testimonia l’importanza centrale che nella vita di ogni donna e nella vita di coppia essa riveste. Proprio questa intimità dopo la menopausa, può anche trovare nuovo vigore.

Segni del tempo o patologia? Ascoltare il tuo corpo è indispensabile

Curare il proprio corpo è un’abitudine che dà anche la possibilità di notare subito tutti quei piccoli cambiamenti che durante la vita una donna attraversa. Più o meno evidenti all’esterno, tenere sotto controllo queste modificazioni aiuta anche ad individuare presto quelle che potrebbero essere anomalie non legate (in toto) al tempo che passa quanto piuttosto a degenerazioni che potrebbero diventare patologiche.

Tra i più grandi “sconvolgimenti” nella vita di una donna matura c’è l’arrivo della menopausa, con tutti i fastidi e i sintomi noti e meno noti, che ne fanno seguito.

Anche questo è un segno del tempo che passa, normalissimo e naturale, ma deve essere giustamente considerato e reso oggetto di attenzione, perché non diventi un ostacolo per la vita di tutti i giorni e per la vita di coppia. Esistono molti rimedi per gestire e lenire i fastidi più comuni ed è possibile rendere tutto più accettabile.

Tuttavia moltissime donne tendono a trascurare quelli che sono i segnali di una delle patologie connesse alla menopausa, più comuni dopo i 50 anni: secchezza vaginale e prurito insistente non devono essere infatti confusi con conseguenze “normali” della menopausa, specie se si associano ad altri tipi di sintomi, come dolore durante i rapporti con il partner o piccole perdite ematiche.

In questo caso è bene consultare il ginecologo per verificare l’insorgenza di Atrofia Vulvo Vaginale (AVV), una delle patologie connesse con l’età che avanza più sottovalutate dalle donne italiane che ne sono colpite molto di frequente.

Prendersi cura per tempo dei sintomi di una patologia potrebbe essere fondamentale per favorirne la regressione e la cura. Parlarne con il partner o con il medico è il primo passo verso la soluzione del problema.

 

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379

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