Isteroscopia, fa male? Ecco cos’è l’esame che spaventa le donne in menopausa

lettino ginecologico per isteroscopia

Un articolo che risponde alle domande più frequenti delle donne in menopausa su questo esame endoscopico utile per accertare le cause delle perdite anomale.

L’isteroscopia diagnostica è un esame endoscopico poco invasivo (mini-invasivo) che consente di esplorare la cavità uterina e della cervice mediante una microcamera montata su una sonda. Si esegue in laboratorio e non necessita di anestesia. Non provoca dolore ma soltanto un leggero fastidio.

Nella maggior parte dei casi, il ginecologo richiede l’isteroscopia diagnostica (è un esame cosiddetto di II livello quindi viene eseguito solo su prescrizione del medico) quando riscontra anomalie nell’ecografia transvaginale o nel Pap-test e si ritiene necessario un approfondimento.

Se è proprio questo il tuo caso o vuoi semplicemente saperne di più, leggi questo articolo: ti aiuterà a fugare i tuoi dubbi e, soprattutto, a dissipare eventuali paure riguardo a questo esame.

L’isteroscopia fa male?

Tante domande sui social network, tantissime poste ai motori di ricerca. La paura che si tratti di un esame doloroso è comune.

Vogliamo innanzitutto tranquillizzarti, dicendo che se sei serena e rilassata non avvertirai alcun dolore, al massimo un po’ di fastidio simile a blandi dolori mestruali. Si tratta di piccole contrazioni uterine che possono manifestarsi soprattutto se sei tesa.

Lo strumento con il quale si svolge questa indagine è una fibra ottica spessa dai 3 ai 5 millimetri. Un filamento altamente tecnologico che consente di vedere, attraverso una microcamera, le cavità uterine e della cervice. L’esame dura circa 20 minuti, si svolge in ambulatorio e puoi tornare a casa subito.

Se sei particolarmente paurosa o temi che l’ansia ti faccia provare più dolore del previsto puoi dirlo al ginecologo che potrebbe consigliarti di assumere un antidolorifico mezz’ora prima dell’esame o un antispastico per allentare le tensioni uterine e favorire il passaggio della sonda senza resistenze (e quindi dolore). Ma generalmente non è necessario.

Quando è necessario sottoporsi a isteroscopia diagnostica

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Il caso più frequente in cui si fa ricorso a questa tecnica endoscopica è quello delle perdite di sangue anomale in menopausa, sia che si tratti di  “false mestruazioni” che del cosiddetto spotting.

L’isteroscopia diagnostica si utilizza anche durante la vita fertile per indagare le cause del ciclo con flusso molto abbondante, un disturbo che può essere frequente in perimenopausa. Generalmente si tratta di un evento fisiologico, determinato dalla fase di passaggio e adattamento del corpo al nuovo tenore ormonale, tuttavia il ginecologo potrebbe voler approfondire specialmente se hai qualche avvisaglia che può far pensare a:

  • polipi e fibromi: sono originati da escrescenze dell’endometrio(il tessuto posizionato all’interno dell’utero) che crescono fuori dalla loro sede naturale
  • iperplasie endometriali: sono dovute alla proliferazione di cellule della mucosa nell’endometrio e hanno come conseguenza perdite ematiche
  • endometriosi

Le perdite di sangue anomale, però, possono anche essere il sintomo-spia di una patologia molto diffusa in menopausa: l’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione cronica e progressiva di cui soffre 1 donna su 2 dopo i 50 anni. Per tutti questi motivi è sempre bene riportare qualunque anomalìa ad un ginecologo esperto in menopausa.

Come si esegue l’isteroscopia diagnostica

L’esame viene eseguito sul lettino ginecologico introducendo attraverso il collo dell’utero una sonda sottilissima, l’isteroscopio appunto (il diametro è compreso tra Fastidi intimi durante la menopausai 3 e i 5 mm). In questo modo è possibile avere sul monitor una visione precisa della cavità uterina e della base delle tube al fine di individuare la presenza di anomalie.

Prima di eseguire questa procedura, allo scopo di distendere la cavità uterina per favorirne una migliore visione, viene inserita nell’utero una semplice soluzione fisiologica. Completata l’esplorazione uterina, l’esame è finito. Nel complesso tutti i passaggi richiedono 15-20 minuti.

Differenze tra isteroscopia diagnostica e isteroscopia operativa

L’isteroscopia è una tecnica che può consentire, dopo la pratica diagnostica, anche quella operatoria.

Se necessario, con lo stesso strumento e contestualmente all’esame diagnostico è possibile rimuovere direttamente malformazioni uterine come polipi o fibromi. Il vantaggio è quello di non dover ricorrere ad interventi chirurgici ma di poter sfruttare la tecnica chirurgica mini-invasiva che questa procedura consente di applicare.

Nel caso di una isteroscopia operativa, però, il medico ti avvertirà per tempo, anche perché la procedura non si può eseguire in ambulatorio: si tratta a tutti gli effetti di un piccolo intervento e perciò va eseguito in sala operatoria perché si rende necessario il ricorso all’anestesia locale. Generalmente è sufficiente un day hospital seguito da qualche giorno di riposo a casa.