Ritenzione idrica e gonfiore in menopausa, perché ti succede?

gonfiore e ritenzione idrica in menopausa

Dopo l’arrivo della menopausa la bilancia ha improvvisamente iniziato a remare contro: avevi sentito parlare di aumento di peso in menopausa, ma speravi che la cosa potesse non riguardarti, visto che fai sport e sei attenta alla dieta. Eppure… ecco perché ritenzione idrica e gonfiore sono tipici in menopausa.

I tuoi ricordi di piedi e gambe gonfie si fermano al periodo della gravidanza quando per la prima volta nella vita hai sperimentato la fastidiosa sensazione di sentirti la pelle tirare, formicolare, la pancia tesa, la cellulite sulle gambe. Allora eri però certa che dopo il parto sarebbe presto tutto passato, mentre adesso non riesci a capire né perché, né tantomento come eliminare il problema.

Il bello è che non sei una persona sedentaria: fai attività fisica da sempre e non hai smesso neppure dopo la menopausa, perché ti hanno sempre detto che era il modo per evitare grasso in eccesso e per proteggere cuore e cervello. Cerchi di mangiare meglio che puoi: tanta frutta e verdura, pochi grassi e pochi cibi pronti. Oltre ciò tieni lontani i vizi, e ti concedi giusto un buon calice di vino ogni tanto.

E allora, perché ti senti così gonfia?

Cosa determina gonfiore e ritenzione idrica in menopausa?

Se la risposta a questa domanda fosse un film, si chiamerebbe “L’ormone colpisce ancora”.

Battute a parte, le cause di questa gestione anomala del drenaggio dei liquidi da parte del corpo di una donna, dopo la menopausa, vanno ricercate ancora una volta negli equilibri ormonali che, modificandosi, comportano anche delle alterazioni all’equilibrio idrico.

Quando scende il livello degli estrogeni, di riflesso rallenta il metabolismo. Già questo fattore è sufficiente a imporci qualche attenzione in più perché il risultato è che si consumano meno energie per compiere le attività vitali (metabolismo basale), quindi pur seguendo lo stesso stile alimentare di prima (della menopausa) si tende a mettere su qualche chilo sotto forma di grasso.

Oltre ciò la rimodulazione degli equilibri ormonali genera anche un cambiamento nella distribuzione del grasso corporeo: se prima della menopausa le curve si localizzavano su fianchi, glutei e cosce, dopo la menopausa tutto si sposta sull’addome generando l’odiata “pancetta”.

Oltre ciò, la scienza medica ci dice che è il sodio (sale che assumiamo primariamente tramite l’alimentazione) ad influire principalmente sull’insorgenza della ritenzione idrica.

In condizioni normali, i liquidi che sono presenti nel corpo, vengono drenati grazie alla circolazione sanguigna e linfatica che porta via anche le scorie, ad esempio attraverso il sudore, “depurando” il corpo. Quando da fisiologica, la condizione diventa problematica, i tessuti molli si infiammano a causa di un accumulo di liquidi a livello extracellulare che non riesce ad essere smaltito. Questo succede principalmente a causa di una microcircolazione non va più come dovrebbe: il ristagno di liquidi e scorie che genera la ritenzione idrica che origina anche l’inestetismo conosciuto come cellulite che altro non è che un accumulo di grassi sottocutaneo.

Le zone più colpite sono principalmente le gambe, i piedi, le caviglie, considerando anche un fatto meccanico: dagli arti inferiori il flusso venoso deve “risalire”, dunque fa più fatica. Oltre ciò, una vita sedentaria non migliora la situazione, specialmente quando c’è già una situazione di sovrappeso. È la stessa posizione del corpo seduto che non facilita la circolazione da e verso gli arti inferiori, perché i distretti venosi a livello femorale vengono inevitabilmente compressi dall’addome.

Cosa fare per combattere la ritenzione idrica in menopausa?

Trova un esperto

La pubblicità, ogni giorno, mette di fronte le donne a una serie di prodotti disegnati come “miracolosi” per ridurre inestetismi e gonfiori, ma la scienza medica è concorde nell’affermare che l’unico miracolo vero lo fa il movimento, accompagnato a un’alimentazione corretta.

Ogni grande traguardo si raggiunge anche sudando e non troveremo un’esenzione speciale in questo caso. Le attività aerobiche, possibilmente fatte all’aperto, sono le migliori alleate per mantenere in attività la microcircolazione e già questo aiuta tantissimo a drenare i liquidi in eccesso e a ridurre contemporaneamente la cellulite.

Una “passeggiata” veloce al mattino presto, magari al mare o al parco, fatta con costanza e per almeno 5, 6 chilometri (sempre a seconda delFastidi intimi durante la menopausa proprio stato fisico e dopo un controllo medico che dà il nulla osta), può essere risolutiva se il tuo problema di ritenzione idrica e cellulite non è grave. Ma devi essere costante e impegnarti a camminare sempre, almeno 3 volte alla settimana.

Ovviamente devi correggere un po’ il tiro anche a tavola, scegliendo di mangiare meno, meglio e ridurre alcuni alimenti troppo carichi di sale che possono limitare i risultati dei tuoi sforzi aerobici. Dunque taglia dalla lista della spesa alimenti ricchi di zuccheri (snack, succhi di frutta, yogurt dolcificati, merendine e biscotti industriali, bevande gassate, etc), formaggi, salumi, farine bianche e lascia che siano un cibo “da occasione”.

Nella sporta scegli di aumentare invece la quota di frutta e verdura di stagione, approfittando della ricchezza di nutrienti e principi attivi che gli alimenti che maturano naturalmente hanno in maggior concentrazione. Oltre questi puoi scegliere, ad esempio: yogurt magro, frutta secca, semi oleosi (attenzione alle quantità), pesce azzurro (sardine, alici, sgombri, aringhe), formaggi caprini (che sono più facili da digerire e ricchissimi di calcio e ferro), pasta integrale, aglio, cipolla e spezie, olio extravergine per condire e qualche tisana depurativa, magari al posto dei caffé in eccesso, da scegliere tra:

  • lampone, tarassaco e ribes nero, che aiuta il drenaggio dei liquidi;
  • Cardo, curcuma e tè verde, che ha poteri antiossidanti (ma attenzione al potere eccitante del tè);
  • Verbena e angelica, che rilassa e calma le tensioni, perché in menopausa possiamo essere più nervose del solito e questo peggiora il gonfiore addominale e la ritenzione.

Per poterti prendere cura di te, la prima cosa da fare è un controllo medico

Abbiamo elencato una serie di attività efficaci ma altrettanto note, come il movimento, l’attenzione alla tavola, la scelta di ingredienti e integratori specifici.

Ma c’è qualcosa che deve venire prima di tutto questo ed è un check-up medico approfondito, da ripetere periodicamente, che possa aiutarti a prevenire e curare una serie di disturbi e malattie che possono insorgere con il passare del tempo.

In particolare dovresti fare:

  • Una visita generica presso il tuo medico di famiglia necessaria a capire se puoi sottoporti a uno sforzo aerobico, anche leggero, e quindi iniziare a fare sport.
  • Una visita ginecologica dal tuo ginecologo oppure da un esperto in menopausa che possa valutare lo stato di salute genitale e l’eventuale comparsa dei sintomi dell’Atrofia Vaginale, una condizione patologica molto comune dopo la menopausa, che può diventare impattante sulla vita quotidiana a tal punto da impedirti di fare attività fisica.

Per saperne di più sull’Atrofia Vaginale clicca qui

  • Un check-up più approfondito a livello osteoarticolare, cardiaco, respiratorio, se reputato necessario dal tuo medico, prima di iniziare l’attività sportiva.

Scarica l’agenda degli esami medici da fare in menopausa

 (*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379