Sport agonistico e menopausa, bisogna rallentare?

golfista professionista

Se sei un’agonista ed è arrivata la menopausa, questo articolo è per te. Rispondiamo ai tuoi interrogativi a proposito dei dubbi più frequenti.

Smettere non è la risposta, anche perché se il tuo corpo è abituato a un tipo di allenamento di tenore intenso, una brusca interruzione potrebbe essere ancor più dannosa. Perciò la parola più giusta potrebbe essere “rimodulazione” dell’allenamento in base alle condizioni fisiche che potrebbero non cambiare in modo sensibile, anche se è arrivata la menopausa.

Se non sei un’agonista puoi guardare la nostra pagina dedicata al tema menopausa e sport

Tuttavia la riduzione delle prestazioni, cali di energia, difficoltà nel recupero dopo uno sforzo e dolori articolari possono essere frequenti nelle atlete over-50. È troppo facile però giungere alla conclusione che sia “colpa” dell’approssimarsi della menopausa. In realtà, nessuna ricerca condotta su donne over 50 che praticano sport a livello agonistico ha mai dimostrato un legame diretto tra riduzione della performance e riduzione dei livelli ormonali.

Le difficoltà che un’agonista potrebbe riscontrare in questa fase, infatti, potrebbero essere semplicemente dovute al fisiologico processo di invecchiamento che interessa tanto gli uomini quanto le donne. Anche la menopausa è un evento fisiologico, è vero, ma non è detto che incida sul rendimento dell’atleta, così come il ciclo mestruale, nel corso della vita fertile, non sortisce effetti significativi sulle prestazioni.

Certamente, però, l’attività fisica, sia a livello amatoriale che agonistico, può richiedere qualche accorgimento in più in corrispondenza di periodi delicati della vita, come in menopausa.

Sport agonistico e menopausa: la confidenza con proprio il corpo è preziosa

Un’atleta agonista che si allena con costanza è abituata ad avere un ottimo livello di controllo del suo corpo. Può certamente sperimentare alcuni fastidi comuni alle donne in menopausa, ma proprio questa confidenza con il proprio corpo conduce le sportive, generalmente, ad accorgersi prima delle altre donne del fatto che c’è qualcosa che sta cambiando.

Questo può determinare un precoce coinvolgimento del ginecologo, che riesce così a stabilire velocemente quali potranno essere i fastidi maggiormente incidenti sulla vita quotidiana e proporre trattamenti adeguati.

In genere i problemi maggiori si riscontrano riguardo a:

La SIGO, Società Italiana Ginecologia e Ostetricia, da anni infatti affianca il Coni: il coinvolgimento dei ginecologi per le sportive agoniste può rivelarsi fondamentale nel supportarle in determinati periodi della loro vita.

Agonismo sportivo e menopausa: il ruolo degli ormoni

Le oscillazioni dei livelli ormonali che sono tipiche della menopausa, infatti, possono influire sulle prestazioni fisiche:

  • La diminuzione degli estrogeni può aumentare la lassità dei legamenti, dunque può aumentare il rischio di incidenti: è necessario dunque adottare maggiori misure di sicurezza nell’esecuzione degli esercizi
  • bassi livelli di estrogeni possono anche essere responsabili di dolori osteoarticolari e accelerare la perdita di massa ossea, che costituisce un importante fattore di rischio per l’osteoporosi
  • ridotti livelli di progesterone possono essere responsabili di tachicardia, un disturbo piuttosto diffuso in menopausa. La tachicardia, però, potrebbe essere provocata anche da eccessivi livelli di adrenalina, che si producono insieme al cortisolo (l’ormone dello stress) quando l’organismo è sotto sforzo. Ecco perché è consigliabile intensificare i controlli cardiologici in menopausa e specialmente le prove da sforzo

Questo non vuol dire che non ci si possa allenare: sport sì, ma sotto controllo medico.

Sport agonistico e menopausa: esiste il rischio di allenamento eccessivo?

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Qualunque tipo di allenamento a qualsiasi età va calibrato su una serie di fattori:

  • intensità dell’esercizio fisico
  • specificità dell’allenamento
  • indice di massa corporea
  • condizioni di salute

Ecco perché in menopausa diventa ancora più importante riallineare l’impegno al nuovo assetto fisico. Un allenamento eccessivo, infatti, può comportare dei rischi per la salute, tanto più quando i fattori di rischio possono farsi più presenti a causa delle alterazioni estrogeniche. È il caso della sindrome della “triade dell’atleta”, in cui si manifestano in compresenza:

  1. disturbi alimentari
  2. osteoporosi
  3. amenorrea

Oltre ad interessare le atlete che per effetto degli impegni agonistici si allenano con particolare intensità, queste problematiche possono riguardare anche sportive non agoniste che praticano fitness a livelli intensi.

Attenzione all’exercise addiction e allo stress fisico

Una sportiva professionista non lo farebbe mai, ma in ambito amatoriale è una moda dilagante, ormai, quella di lanciarsi in totale autonomia in allenamenti eccessivamente intensi tesi a inseguire obiettivi di dimagrimento o di forma fisica eccessivi o troppo ambiziosi.

In questo caso si parla di sindrome da “exercise addiction”: una condizione di sovrallenamento che, soprattutto in presenza di alterazioni ormonali, come quelle che possono verificarsi in menopausa, può generare un forte stress del corpo e della mente. Sforzi troppo intensi o troppo ravvicinati producono cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) i cui effetti possono provocare:

  • disturbi del ciclo mestruale che, a ridosso della menopausa, potrebbe essere difficile ricondurre ad una causa piuttosto che all’altra
  • immunodepressione ovvero una riduzione delle difese immunitarie con una conseguente frequenza di infezioni e altre patologie
  • rischio maggiore per lo sviluppo di altre patologie come il diabete

ma anche acuire alcuni disturbi che già in menopausa potrebbero comparire a causa delle alterazioni ormonali come:

Sport agonistico e menopausa: quali benefici

L’attività fisica intensa in un organismo abituato e allenato è importante per mantenere costante e durevole il livello nelle prestazioni, anche in menopausa l’attività sportiva può contribuire a tenere sotto controllo fastidi e disagi che possono essere proprio tipici della fine dell’età fertile.

Grazie alla serotonina e alle endorfine prodotte durante l’allenamento, una sportiva riesce sicuramente a tenere meglio sotto controllo:

  • ansia
  • depressione o umore depresso: il movimento, che si tratti di un’attività aerobica, di forza o “dolce”, favorisce il tono dell’umore e abbassando i livelli di stress
  • osteoporosi: mantenere ossa forti e sane è il modo migliore per arginare i rischi di impoverimento osseo che possono essere collegati al calo nella produzione di estrogeni
  • vampate di calore: l’esercizio fisico, se praticato regolarmente, favorisce la corretta termoregolazione del corpo
  • ipertensione: insieme all’alimentazione, l’attività fisica è un ottimo alleato per combattere la pressione alta. Le discipline sportive più indicate sono quelle aerobiche (corsa, marcia, ciclismo) ma vanno sempre svolte dopo una visita medica che attesti l’idoneità delle proprie condizioni di salute.
Se non sei una sportiva a livello agonistico ma ti piace praticare movimento per tenerti attiva, oppure leggendo questo articolo ti sei convinta che la menopausa non debba essere un alibi per non praticare sport, leggi questo articolo con i consigli sul miglior allenamento da fare in menopausa.