“Mi sento cambiata, ma non so spiegare come.” È una frase ricorrente che molte donne pronunciano dopo i 45-50 anni. Ne abbiamo parlato con la ginecologa.

Molte donne arrivano alla menopausa – o alla fase che la precede – con una sensazione diffusa di smarrimento: il corpo manda segnali nuovi, spesso confusi, e non sempre è facile collegarli tra loro.

Abbiamo affrontato il tema con la ginecologa Ilaria Dellacasa che riceve a Rapallo, partendo proprio da quello che accade ogni giorno in studio: storie reali, dubbi concreti e, soprattutto, una verità importante da chiarire subito. La menopausa è naturale, ma questo non significa che vada “sopportata”.

Estrogeni in menopausa: perché sono così importanti per il corpo femminile

«Gli ormoni sono come un doping naturale che accompagna la donna per tutta la vita – spiega la ginecologa dottoressa Dellacasa – È una definizione semplice ma estremamente efficace. Gli estrogeni non regolano soltanto il ciclo mestruale, ma partecipano in modo attivo a moltissimi equilibri del nostro organismo. Quando iniziano a diminuire, il corpo entra in una fase di adattamento che coinvolge diversi sistemi contemporaneamente».

«Molte donne si accorgono che cambia il modo in cui il corpo reagisce agli stimoli: si è più soggette a infiammazioni, si avvertono dolori articolari che sembrano spostarsi da una zona all’altra, si percepisce una perdita di forza muscolare e, in alcuni casi, anche l’intestino diventa più sensibile. Non si tratta quindi di un cambiamento localizzato, ma di una trasformazione più ampia che riguarda l’intero equilibrio dell’organismo».

Le mie Piccole Storie

Articoli più letti, argomenti più cercati e pagine più visitate del nostro sito.

Le mie piccole stories

Calo degli estrogeni: cosa succede tra perimenopausa e menopausa

«Si rivolgono a me due grandi tipologie di donne. Da una parte ci sono le donne tra i 45 e i 50 anni, che si trovano nella fase che precede la menopausa. Oggi sono generalmente più informate rispetto al passato e arrivano con una maggiore consapevolezza: sanno che si tratta di un passaggio lungo e inevitabile.

Dall’altra parte ci sono le donne con menopausa già conclamata, cioè dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni. Spesso queste pazienti arrivano dopo un percorso più faticoso, fatto di consulti diversi e, a volte, di poca attenzione ricevuta. Non è raro che raccontino di aver cercato a lungo qualcuno disposto ad ascoltarle davvero, perché ancora oggi capita che i disturbi legati alla menopausa vengano liquidati come qualcosa di inevitabile, da sopportare in silenzio. E invece non è affatto così».

Sintomi del calo degli estrogeni: i segnali più comuni (e quelli meno riconosciuti)

Prima della menopausa vera e propria, molte donne attraversano una fase caratterizzata da cambiamenti evidenti nel ciclo mestruale. La ginecologa la definisce con una formula efficace e ironica: «le 50 sfumature di rosso». Il ciclo, infatti, può diventare imprevedibile, alternando flussi scarsi a sanguinamenti più abbondanti, con durate variabili che rendono difficile organizzare la vita e gli impegni con serenità.

«A questo – continua la dottoressa – si aggiunge spesso il contesto di vita in cui si trovano molte donne in questa fase. È il periodo in cui si è nel pieno delle responsabilità: da una parte figli che crescono e richiedono attenzione, dall’altra genitori anziani che hanno bisogno di cura. È la condizione delle cosiddette “donne sandwich”, che finiscono per mettere sé stesse sempre in secondo piano, strette tra due versanti di responsabilità importanti, sempre con qualcosa di più urgente da gestire delle proprie problematiche».

«In questo scenario può inserirsi anche un altro elemento molto frequente: la nebbia mentale. È una sensazione di confusione, la difficoltà a concentrarsi, la fatica nel gestire più cose contemporaneamente. Non è solo stress (anche, certo, ma non solo). Gli ormoni hanno infatti un ruolo anche nelle connessioni cerebrali e, quando diminuiscono, tutto diventa più impegnativo. Il corpo, in un certo senso, sta inviando un messaggio chiaro: è il momento di rallentare. Non è una perdita, ma una richiesta di adattamento».

«Molte donne arrivano da me addirittura con la paura di una demenza senile oppure nominano patologie come la malattia di Alzheimer. Ovviamente è troppo presto, non si tratta di questo, per fortuna. Si tratta piuttosto di una diminuzione delle comunicazioni tra gli emisferi, che vedono gli estrogeni, ancora una volta fare la parte del coprotagonista. Per questo può capitare che abbiamo, di colpo, difficoltà a gestire più cose contemporaneamente. Alle mie donne lo dico sempre: non è una tragedia, si può vivere bene lo stesso. Pensate agli uomini!»

Menopausa e aumento di peso: perché cambia il metabolismo

«Un altro cambiamento che molte donne notano riguarda il corpo. Con il calo degli estrogeni, la distribuzione del peso tende a modificarsi, con una maggiore concentrazione nella zona addominale. Allo stesso tempo si riduce la massa muscolare e il metabolismo diventa meno efficiente.

È come se il corpo faticasse di più a recuperare dopo piccoli squilibri. A differenza degli uomini, che mantengono più facilmente una buona massa muscolare e un metabolismo attivo, le donne devono impegnarsi maggiormente per conservare forza ed energia. Questo però non significa che non si possa intervenire. Al contrario, lavorare sulla forza fisica e mantenere uno stile di vita attivo può fare una grande differenza nel tempo».

Atrofia vulvo vaginale: cosa succede davvero alla zona intima

«Se il corpo tende a ingrassare, c’è una zona che invece, purtroppo, dimagrisce!» Con questa immagine molto chiara, la ginecologa descrive ciò che accade a livello intimo.

«La zona vulvo-vaginale, con il calo degli estrogeni, può andare incontro a una riduzione dei tessuti, a una perdita di elasticità e a una minore idratazione. Alcune donne riferiscono una sensazione di restringimento, rimpicciolimento, come se qualcosa fosse cambiato in modo concreto.

Non è una percezione immaginata. È un cambiamento reale. In un certo senso, da questo punto di vista, il corpo torna indietro all’epoca prepuberale, ma senza le caratteristiche di una mucosa giovane. La pelle diventa più fragile, meno elastica ed idratata, più soggetta a irritazioni, sia la zona vulvare che quella di utero, vescica e di tutti gli altri distretti. È la sindrome genito-urinaria della quale parliamo da un po’ come ampliamento del concetto di Atrofia Vulvo Vaginale».

Secchezza, dolore e cistiti: quando non è solo “un periodo sfortunato”

«Questi cambiamenti possono tradursi in fastidi molto concreti. La secchezza, il bruciore, il dolore nei rapporti sono solo una parte del quadro. In alcuni casi si arriva ad avvertire fastidio anche nel semplice contatto con la biancheria o con la carta igienica.

Molte donne si presentano in ambulatorio convinte di avere una cistite, ma l’urinocoltura è negativa. Questo accade perché i tessuti, essendo più sottili e delicati, diventano più sensibili: bastano stimoli minimi per generare una infiammazione. Non parliamo, quindi, di zona intima solo in riferimento alla sessualità, ma vogliamo spingere verso la tutela di funzioni fisiologiche importanti, che coinvolgono anche la vescica e il pavimento pelvico».

Perché è così difficile parlare di menopausa (e di intimità)

«Nonostante questi disturbi siano molto diffusi, parlarne resta ostico. Le ragioni sono in parte culturali e in parte personali. C’è ancora una forte resistenza ad ammettere un problema, soprattutto quando riguarda la sfera intima.

Molte donne si sentono forti, abituate a gestire tutto, e vivere un disagio come questo può essere percepito come una perdita di controllo. In realtà è esattamente il contrario. Riconoscere il problema è il primo passo per affrontarlo».

Sessualità e menopausa: cosa cambia davvero

«Quando il corpo prova dolore, è naturale che il desiderio si riduca. Questo può innescare una reazione a catena anche sul piano emotivo e relazionale. È importante però comprendere che il desiderio non è sempre spontaneo allo stesso modo.

Esiste un desiderio più immediato, legato agli stimoli ormonali, pulsionale, e uno più responsivo, che nasce cioè dal contesto e dalla relazione. Con il passare degli anni, il secondo diventa predominante. Questo significa che il benessere della zona intima gioca un ruolo fondamentale.

Il corpo funziona infatti come un circuito elettrico in cui cervello, ormoni e genitali sono strettamente collegati e possono innescare il desiderio. Se uno di questi elementi entra in difficoltà, tutto il sistema ne risente. Il cervello, da solo, non basta a compensare la perdita degli ormoni se anche il corpo prova disagio. È per questo che prendersi cura della salute intima diventa essenziale».

Soluzioni per il calo degli estrogeni: perché oggi non devi più sopportare

«Oggi abbiamo moltissime possibilità! Esistono diversi approcci, che possono essere naturali, non farmacologici, farmacologici ormonali o non ormonali. La differenza la fa sempre il percorso, che deve essere costruito su misura e adattato nel tempo. Non esiste una soluzione valida per tutte. Esiste però la possibilità concreta di stare meglio, intervenendo in modo mirato e consapevole».

E non devi attraversare questa fase da sola

«La richiesta che emerge più spesso è molto chiara: “Aiutami ad attraversare questa tempesta e a ritrovarmi”.

Ed è proprio questo il punto. La menopausa non è una malattia, ma non è nemmeno qualcosa da subire passivamente. È una fase di cambiamento che può essere accompagnata e gestita».

Parlarne con un ginecologo esperto è il primo passo per capire cosa sta succedendo e quali sono le soluzioni più adatte. Prendersi cura di sé, in questa fase della vita, non è un lusso. È una scelta che può fare la differenza, oggi e negli anni a venire.

Ginecologo esperto in menopausa
Cerchi un

Esperto in
Menopausa

nella tua zona?


Staff Medico

Emmanuele A. Jannini

Staff Medico

Roberta Rossi

Staff Medico

Massimiliano Barattucci

Staff Medico

Rossella Nappi

Staff Medico

Valentina Trionfera

Staff Medico

Maria Vittoria Oppia

Staff Medico

Elena Vita