Lavorare da casa: un’opportunità per le donne over 50

smart working donna over 50

Si chiama “Remote Job” o “Smart Working”, più semplicemente si può definire “lavoro a distanza”, spesso con possibilità di farlo da casa propria. Ecco come approfittare di una spinta all’innovazione (a volte anche al cambiamento) offerta alle donne over 50.

Svegliarsi la mattina, fare il caffè e una buona colazione e poi, invece di buttarsi a capofitto nel traffico cittadino per raggiungere l’ufficio, approfittare del silenzio delle prime ore del giorno per trovare del tempo per se stesse, prima di accendere il pc e iniziare la giornata di lavoro da casa.

Un sogno? Per molte sì, ma è una possibilità concreta offerta da molte aziende specialmente dopo l’approvazione della legge sullo Smart Working lo scorso maggio dopo 15 mesi dal varo del Consiglio dei Ministri.

L’urgenza di una regolamentazione della misura era già precedentemente segnalata dai numeri: secondo uno studio realizzato dall’Osservatorio Polimi, infatti, in Italia una grande azienda su 3 utilizza il lavoro a distanza come forma “normale” di agevolazione per i dipendenti, coinvolgendo oltre 250mila lavoratori, il 7% del totale degli impiegati, quadri e dirigenti, facendo segnare una crescita verticale che ha innalzato l’asticella del 40% rispetto a 8 anni fa.

Non solo dipendenti, però. La possibilità di lavorare da casa è uno dei vantaggi di alcuni impieghi in proprio che, oltre che rappresentare una fonte di reddito, sono una possibilità concreta che agevola nella gestione della casa, della famiglia e degli impegni quotidiani.

Vuoi cambiare vita a 50 anni? Ecco 3 strumenti utili per rimetterti in gioco con il lavoro

A volte un cambiamento improvviso, la voglia di fare un investimento per i figli oppure semplicemente la consapevolezza che è arrivato ilL'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2 tempo di fare ciò che avevi sempre desiderato, ti porta a rimetterti in discussione – lavorativamente parlando – e a decidere di cominciare un’altra avventura anche se i 50 sono già scoccati.

Per chi vuole ricominciare in modo “tradizionale” ci sono le buone notizie che arrivano dall’Istat che restituiscono un quadro positivo per i lavoratori over 50 che in 410 mila hanno trovato una collocazione nel 2016, un segno che nel mercato del lavoro c’è ancora posto, eccome.

Dall’altra parte ci sono le tante storie che popolano (soprattutto) il web, di donne che hanno trasformato le loro passioni in una fonte di reddito, raggiungendo molto spesso obiettivi ambiziosi, oltre che una vita felice perché fatta di ciò che più si ama.

Se anche tu hai sempre sognato un “terzo tempo” da imprenditrice, ma lavorando da casa, probabilmente ti stai chiedendo: “Da dove si comincia?”

  1. Aggiornati e studia il web
    La quasi totalità delle nuove idee imprenditoriali, creative, intellettuali o tecniche, non può fare a meno dell’internet per funzionare. In rete si vende, si trovano clienti e fornitori, buone idee e collaboratori freelance, spesso lontani migliaia di chilometri.
    Lavorando da casa è importantissimo poter godere di un team o di riferimenti che, all’occorrenza, collaborino (anch’essi da casa propria) per la riuscita del tuo progetto. Tutto questo è impossibile senza un’adeguata padronanza dei mezzi informatici che non può prescindere dall’uso dei browser, dalla capacità di fare una ricerca online, dalla familiarità con software, social network e App, dalla dimestichezza con fogli di calcolo che ti aiuteranno con budget e bilanci e, non da ultimo, con la tastiera (sic!).Se il computer, lo smartphone e il web sono per te materia misteriosa, il consiglio (o forse più l’esortazione!) è quello di imparare con tanta buona volontà e l’aiuto di un corso di formazione o di qualche conoscente qualificato.

    D’accordo anche le major mondiali: “Nel caso di un over 50 con una padronanza media o iniziale dell’informatica, si parla di accorgimenti più basilari – ha detto Fabio Vaccarono, managing director di Google Italia al Sole24Ore – Ma altrettanto utili: sapersi spendere online, aumentare il proprio grado di connettività, aprirsi alla frontiera dello smart working senza dare per scontato che il lavoro sia solo quello «che si fa in ufficio»”.

    Ti sembra impossibile? Ricorda questo mio motto: “Se c’è qualcuno in grado di farlo, anche tu puoi impararlo”.

  2. Specializzati nel tuo settore
    Qualunque sia l’avventura che vuoi intraprendere per cambiare vita, ti incontrerai con un mercato nel quale (nel 99,9% dei casi) c’è concorrenza, ovvero c’è qualcuno che ha pensato prima di te di fare lo stesso, anche se in modo un po’ diverso.Dal mio punto di vista la cosa rappresenta un bene, perché aiuta sempre a tenere le orecchie tese e a migliorarsi costantemente. Fai in modo anche tu di trasformare una criticità in opportunità e inizia un percorso di miglioramento e di approfondimento che potrà portarti a diventare sempre più specializzata nella tua materia.Tieni presente che uno dei motivi che ha riportato l’attenzione del mercato del lavoro sui 50enni è il fatto che, in quanto senior, sono spesso specializzati: “oramai merce rara”.
  3. Adotta l’atteggiamento delle “3 P”: positiva, propositiva, proattiva.
    Per cambiare vita, lavorando da casa e trovando una dimensione più gradevole e agile, c’è bisogno di forza, di tempo e di obiettivi chiari. Nulla viene fuori da una semplice pretesa.Che tu abbia in mente di lavorare alla tua idea da casa o che il tuo intento sia raggiungere “l’eden dei dipendenti” approfittando delle possibilità date dalla legge sullo Smart Working, avrai bisogno del giusto atteggiamento.Innanzitutto focalizzati sui tuoi obiettivi, fissando – magari su carta – tempi, modi e percorsi per raggiungerli. Ricorda che non sapere esattamente cosa vuoi fare e dove vuoi arrivare ti porta a vagare inutilmente, provando mille strade.

    Sii positiva e ragiona coltivando l’ottimismo e regalati l’opportunità di guardare agli ostacoli come a un’occasione di migliorare ancora e ancora. Se ti senti “arrivata” (per ragioni anagrafiche) allora forse non c’è nulla di nuovo che puoi fare.

    Impara a ragionare in modo propositivo: assumi un atteggiamento analitico, valuta gli avvenimenti in maniera critica, costruisci soluzioni ai problemi e pensa a delle alternative per agire. In sintesi: proponi sempre una soluzione per poter realizzare un cambiamento o migliorare la situazione.

    Assumi un atteggiamento proattivo, cioè prenditi il peso delle tue responsabilità rispetto alle situazioni che non ti soddisfano o che presentano delle difficoltà senza cedere alla tentazione di “dare la colpa a…” oppure trovare dei capri espiatori.
    Un atteggiamento proattivo ti darà anche la possibilità di restare saldamente “sul pezzo” rispetto al tuo obiettivo, avanzando a grandi balzi verso la ricompensa più attesa: il traguardo.

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Lavorare da casa è un’ottima opportunità ma occhio all’improvvisazione

Ce lo suggerisce un report dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Torino, diretto da Fiorella Crespi: “i numeri ci dicono che l’adozione del lavoro agile non può essere improvvisata, ma richiede una valutazione attenta e la progettazione di un percorso di implementazione che parta dall’analisi di fattibilità del progetto”. Perché è necessario partire dalla valutazione di alcune variabili che secondo l’Osservatorio sono almeno tre: “la dotazione tecnologica, la predisposizione delle persone e le caratteristiche dei compiti. Si tratta di tre elementi fondamentali per poter identificare non solo la fattibilità, ma anche le caratteristiche del modello di smart working adottabile”.

Le cose che devi sapere se vuoi lavorare da casa 

Il fatto di lavorare senza muoversi da casa ha molti vantaggi, a patto che tu sia in grado di mettere in atto alcuni accorgimenti:

  1. Immagina che dovrai avere comunque uno spazio dedicato esclusivamente al lavoro perché è importante avere un luogo riconoscibile da te stesso e dagli altri componenti della famiglia. É vero che puoi rispondere al telefono anche mentre controlli il sugo in cucina ma è bene costruire la tua postazione di lavoro.
  2. Pianifica le tue pause per i lavori di casa, per la spesa, per i figli, per uscire, perché il “rischio” di lavorare in casa è quello di farsi prendere anche dagli altri impegni connessi con la casa. Dai anche ad essi il loro tempo in modo da raggiungere un duplice obiettivo, quello di non distrarti e quello di fare una pausa rigenerante, ogni tanto, magari uscendo un po’ per fare vita sociale.
  3. Iscriviti in palestra o fatti un programma di attività fisica leggera perché il tuo corpo e la tua mente ne hanno bisogno.
  4. Impara a difendere il tuo tempo libero perché il rischio di lavorare in proprio e da casa è quello di “invadere” tutti i momenti della giornata, specialmente quando i tuoi strumenti sono il computer e il cellulare.

 

(*) Referenze

  • Nappi RE, Climacteric 2015; 18: 233-240
  • Nappi RE and Kokot-Kierepa M. Climacteric 2012; 15:36-44
  • Nappi RE, et al. Maturitas 2013; 75:373-379