Perdite gialle in menopausa, che cosa sono?

donna in bagno

Le perdite sono una questione con la quale la maggior parte delle donne ha avuto a che fare nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi si tratta di normalissimo muco. Altre volte però è meglio  parlarne con il ginecologo per prevenire alcuni problemi. Ecco tutte le casistiche.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con i nostri medici e ginecologi

Dopo la menopausa l’ambiente intimo cambia e potresti per questo notare piccole “anomalie” rispetto al solito: soprattutto nella quantità e nel colore delle perdite vaginali – considerate normali quando sono trasparenti e inodori – che potrebbero aumentare, cambiare consistenza, colore, odore.

Durante la menopausa è bene tenere sotto controllo le perdite perché potrebbero essere una spia di infezioni intime (più frequenti dopo i 50 anni) oppure patologie come l’Atrofia Vulvo Vaginale.

Ma vediamo insieme quando è megliorivolgerti a un ginecologo.

Le perdite giallo scuro (quasi verdi) possono essere sintomo di un’infezione

A volte le infezioni intime sono asintomatiche, cioè non presentano alcun  disturbo attraverso il quale si manifestano, ma permangono nel nostro corpo continuando a sviluppare  la propria carica batterica o virale fin quando non diventano più gravi e comportano, per questo, forti disturbi.

Fortunatamente le infezioni vaginali sono quasi sempre associate a perdite specifiche: ad esempio quando accade di notare delle secrezioni non trasparenti ma tendenti al giallognolo oppure al verde chiaro.

Questo è un sintomo piuttosto chiaro di una infezione in corso che per questo va gestita da uno specialista. Prima di individuareil trattamento più idoneo , infatti, è assolutamente necessario identificare l’agente patogeno responsabile dell’infezione e dall’altra limitare il contagio nel caso in cui si tratti di una infezione trasmissibile.

Ecco alcuni esempi:

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  • Potrebbe trattarsi di Chlamydia Trachomatis (o clamidia, o clamydia) che si trasmette per vie sessuali durante rapporti con persone infette. Si tratta di una infezione che riguarda circa il 5,5% della popolazione.
    I sintomi più classici sono bruciore lieve e prurito con perdite gialle tendenti al grigiastro.
    Per individuarla è sufficiente un tampone vaginale dal ginecologo che in breve tempo può diagnosticare l’eventuale infezione e procedere con un trattamento adeguato.
  • Un’altra causa di perdite giallognole è la Neisseria Gonorrhoeae, nota più frequentemente come “Scolo”, è una delle malattie sessualmente trasmissibili più diffuse al mondo. In questi casi le perdite si manifestano con una consistenza cremosa.
    Per prevenire è importante un’adeguata protezione durante i rapporti sessuali. Considerando che le conseguenze della Gonorrea possono anche essere gravi, vale la pena di effettuare qualche esame di approfondimento se su suggerimento del ginecologo.
  • Le perdite intime gialle potrebbero essere il segno di una vaginite da Trichomonas, anche in questo caso una infezione trasmessa per vie sessuali.
    Il protozoo che provoca questo tipo di vaginite può restare silente per mesi per poi manifestarsi con perdite giallognole, schiumose e maleodoranti, prurito e irritazione vaginale. A volte provoca anche dolore durante la minzione.
    Il ginecologo può facilmente individuare l’origine dell’infezione con un esame di un campione di muco prelevato dalla cervice.

Secrezioni vaginali gialle possono essere anche legate a infezioni batteriche (Gardnerella, Escherichia Coli) o a infezioni cosiddette “da lievito”.

Perdite gialle in menopausa, possono dipendere dai cambiamenti dell’ambiente vaginale

In perimenopausa e nelle prime fasi della menopausa, l’ambiente vaginale subisce molte modificazioni graduali, per via dei cambiamenti ormonali che il corpo della donna L'Atrofia Vulvo-Vaginale interessa una donna su 2attraversa.

Una delle conseguenze di questa transizione è il cambiamento della flora batterica endogena che popola normalmente l’area intima. Si tratta di batteri “buoni” che proteggono da altre infezioni e da agenti patogeni che possono raggiungere gli organi interni risalendo il canale vulvare.

Fra questi, i Lattobacilli di Doderlein rappresentano la maggior parte della flora batterica vaginale totale, costituendone circa il 90%. Grazie a questi lattobacilli l’ambiente vaginale si mantiene tendenzialmente acido durante tutta la vita fertile.

Quando interviene la menopausa e il livello ormonale si abbassa, diminuisce la disponibilità di glicogeno, una sorta di “cibo” per i lattobacilli, la cui produzione viene influenzata anche dagli estrogeni. In assenza di questo elemento la popolazione di bacilli di Doderlein diminuisce facendo aumentare il pH vaginale e rendendo tutto l’ambiente vaginale più vulnerabile alle infezioni.

Anche se non si sviluppa una vera e propria infezione, per via della diminuzione dei bacilli il trasudato vaginale può presentarsi più opaco e giallino.

Anche l’AVV può generare perdite gialle in menopausa

Una donna su due, in menopausa, sviluppa una condizione patologica progressiva legata ai cambiamenti ormonali: l’Atrofia Vulvo Vaginale. Si tratta di un fisiologico assottigliamento del tessuto che, unito alla carenza di trasudato e idratazione naturale, può dare origine a prurito, irritazioni e microlesioni, dolorose e talvolta, nei casi più gravi, sanguinolente.

Specialmente quando c’è di mezzo il prurito – e dunque la compulsione a grattarsi –  la situazione può peggiorare: l’irritazione aumenta e le lesioni si accentuano. In questi casi il nostro corpo tenta di difendersi come può dalle infezioni cercando di aumentare le secrezioni vaginali che – seppur scarse in menopausa – possono ancora esserci.

Tuttavia l’assenza o la carenza di ormoni rendono questo secreto più compatto e asciutto. Ecco che possono rivelarsi delle perdite gialle.

Cosa fare in caso di perdite gialle in menopausa?

La prima regola in caso ti accorgessi che le tue perdite potrebbero non essere  “nella norma” è rivolgerti a un ginecologo. Fortunatamente è possibile curare efficacemente la maggior parte delle infezioni, specialmente se “prese” agli inizi.

Il ginecologo saprà consigliare il trattamento più adatto  per far fronte alle infezioni oppure un percorso per alleviare o contenere gli effetti dell’Atrofia Vulvo Vaginale.

In ogni caso, oltre alla visita specialistica, puoi:

  • Cambiare subito gli asciugamani in casa onde evitare contagi in caso di infezione
  • Usare biancheria intima di cotone non colorato
  • Utilizzare un detergente intimo delicato, specifico per la menopausa
  • Durante la doccia o il bagno, non usare saponi profumati. Evitare anche i deodoranti intimi
  • Evitare rapporti intimi non protetti perché potrebbero essere veicolo di contagio