ℹ️ In breve
La visita per il pavimento pelvico serve a valutare tono, forza e coordinazione dei muscoli che sostengono vescica, utero e intestino. Il ginecologo raccoglie la tua storia, esegue un esame semplice e non doloroso e, se serve, ti indirizza a un percorso su misura. Prepararsi con qualche domanda e un diario dei sintomi aiuta a ottenere il massimo dall’incontro.
Può essere molto imbarazzante, per questo molte donne nascondono le piccole perdite di urina. Uno starnuto, un saltello durante la lezione in palestra, una risata: potrebbe bastare una piccola spinta dei muscoli “verso il basso” per perdere qualche goccia.
Accade a molte donne?
Sì, specialmente se parliamo di donne in menopausa che hanno avuto uno o più parti per vie naturali (ma non solo).
È normale?
No. Anche se non si tratta di incontinenza vera e propria ma parliamo di piccole fuoriuscite di urina o anche solo di una sensazione di pesantezza nel basso ventre, potrebbe essere il segnale che il pavimento pelvico non “tiene” più come prima.
Sapere che si può fare molto è il punto di partenza giusto. Qui non parliamo di esercizi da fare (ne abbiamo parlato qui) né di cause: ti spieghiamo, passo per passo, cosa fare, cosa succede in visita e come arrivarci preparata.
Cos’è il pavimento pelvico?
Se non sei sicura di sapere cos’è o dove esattamente è posizionato il pavimento pelvico, puoi leggere questo articolo che te lo spiega. In breve, è una fascia muscolare che “abbraccia” gli organi contenuti nel bacino: la vescica, l’utero e l’ultima parte del retto sostenendoli in posizione fisiologica (perciò “pavimento”).
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Quando è il caso di prenotare una visita per il pavimento pelvico?
Ci sono alcuni segnali che meritano un controllo dedicato. I più comuni sono:
- piccole perdite di urina sotto sforzo (colpi di tosse, risate, starnuti) o senso di urgenza improvvisa
- una sensazione di peso o di “qualcosa che scende” nella zona intima
- fastidio o dolore nella zona pelvica, anche durante i rapporti
- sensazione di non riuscire a svuotarsi completamente oppure sensazione che il flusso di urina sia diventato più lento o difficoltoso
A chi rivolgersi se hai delle piccole perdite o delle sensazioni strane?
Il primo riferimento è il ginecologo, meglio se esperto in menopausa: può valutare la situazione e, quando serve, potrebbe indirizzarti verso il percorso più adatto o verso altri professionisti che si occupano nello specifico di pavimento pelvico.
Non serve arrivare già con una diagnosi: serve raccontare bene ciò che senti.
Esperto in
Menopausa
nella tua zona?
Cosa aspettarsi durante la visita ginecologica?
Per molte donne, specialmente dopo la menopausa, la visita dal ginecologo è un momento temuto: un misto di fastidio, imbarazzo, a volte timore di qualche controllo che non ci si aspetta. La donna deve mostrarsi nella parte più intima che, in menopausa, potrebbe essere cambiata rispetto all’età fertile.
Innanzitutto, l’invito è a non porsi questi problemi. Lo sappiamo che è una frase che potrebbe apparire sciocca: se una donna prova imbarazzo… prova imbarazzo! Tuttavia, cercare una ginecologa donna potrebbe essere una soluzione che aiuta a superare qualche iniziale reticenza.
La visita è semplice e non deve spaventare. In genere si compone di tre momenti:
1. Il colloquio (anamnesi)
Lo specialista ti fa alcune domande sui sintomi, sulla loro frequenza, su gravidanze e parti, sulla menopausa e sulle abitudini quotidiane. È il momento più importante: più sei precisa, meglio riesce a inquadrare la situazione.
2. L’esame
Segue una valutazione della zona intima, durante la quale il ginecologo osserva i tessuti e valuta il tono e la capacità di contrazione dei muscoli del pavimento pelvico. È il classico esame pelvico: rapido e in genere non doloroso; se qualcosa ti dà fastidio, devi dirlo perché aiuta lo specialista a capire cosa ti sta succedendo.
3. Eventuali approfondimenti
In alcuni casi lo specialista può proporre esami di approfondimento o l’invio a un professionista dedicato. Te ne spiega il motivo: non c’è nulla da temere, sono passaggi per capire meglio come aiutarti.
Come prepararsi alla visita
Arrivare preparata rende la visita più utile. Cosa puoi fare prima:
- Annota per qualche giorno quando e in quali situazioni compaiono i disturbi (un semplice diario).
- Segna da quanto tempo li avverti e se sono cambiati nel tempo.
- Porta l’elenco di eventuali terapie in corso e degli esami recenti.
- Prendi nota delle domande che vuoi fare (trovi una lista pronta più sotto).
🧰 Agenda degli esami da fare in menopausa (PDF): scarica e porta con te.
Le domande giuste da fare in visita
Portare qualche domanda già pronta ti aiuta a non dimenticare nulla e a uscire dalla visita con le idee chiare. Ecco una lista che puoi personalizzare:
- Qual è, secondo lei, l’origine dei miei disturbi?
- I miei sintomi sono legati alla menopausa o ad altro?
- Che percorso mi consiglia e cosa comporta nel quotidiano?
- Ci sono abitudini che dovrei cambiare da subito?
- C’è qualcosa che dovrei evitare per non peggiorare la situazione?
- Ogni quanto è utile che torni per un controllo?
- A quali segnali dovrei prestare attenzione nel frattempo?
Dopo la visita: i percorsi possibili
In base a quanto emerge, lo specialista può indicarti attenzioni sullo stile di vita, un percorso di rieducazione dei muscoli del pavimento pelvico o ulteriori valutazioni. Ogni percorso è personale: quello che funziona per un’altra persona non è detto sia adatto a te.
Superare l’imbarazzo di parlare di fastidi intimi
Parlare di perdite o di fastidi intimi mette a disagio molte donne, ed è uno dei motivi per cui si rimanda la visita. Ma sono disturbi comuni e conosciutissimi dagli specialisti: raccontarli in modo schietto è la cosa più utile che puoi fare.
Lo specialista potrebbe suggerirti buone prassi da adottare tutti i giorni come una modalità più corretta per andare in bagno senza sforzare il pavimento pelvico o anche come curare l’igiene intima nel modo giusto per aiutare la zona intima a restare idratata, e quindi sana, più a lungo possibile.
Domande frequenti
La visita per il pavimento pelvico fa male?
In genere no: è un esame rapido, simile a una normale visita ginecologica. Se qualcosa ti dà fastidio, dirlo allo specialista aiuta.
Serve una preparazione particolare?
No, ma arrivare con un diario dei disturbi che avverti e un elenco di domande può rendere la visita più utile.
A chi mi rivolgo per prima cosa?
Al ginecologo, preferibilmente esperto in menopausa, che può poi indirizzarti verso il percorso più adatto. È certamente lui la figura più adatta ad ascoltare questo tipo di problemi.
Ogni quanto va ripetuta la visita?
Dipende dalla tua situazione: normalmente, si consiglia almeno una visita ginecologica all’anno per controllare le funzionalità della zona intima e la salute genitale. In ogni caso, lo specialista potrebbe consigliare di abbreviare il tempo tra una visita e l’altra. In ogni caso, è una delle domande utili da fare direttamente al ginecologo.
I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa
Psicologo, Psicoterapeuta
Clinica Ostetrica e Ginecologa
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(Ottobre 2016/Agosto 2018)
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