Con l’arrivo della menopausa il tuo corpo sembra parlare una lingua nuova. Arrivano segnali strani, imprevisti, come un inedito reflusso. Vediamo perché può accadere e come fare.
Una sensazione di bruciore che sale dallo stomaco alla gola proprio quando meno te lo aspetti, ti fa tossire, altre volte dà dolore. Magari capita dopo un caffè preso di corsa, dopo una giornata stressante o durante una notte già difficile perché il sonno non ti aiuta.
La verità è che lo stress, gli ormoni in calo e l’irritabilità tipiche della menopausa possono diventare un mix perfetto per scatenare disturbi gastrici. È comune. Ma non significa che sia normale o che tu debba sopportare in silenzio.
In questo articolo:
- 1 Perché la menopausa può favorire il reflusso?
- 2 Stress e cambiamenti emotivi: la pancia sente tutto
- 3 Cattive abitudini e stanchezza fanno il resto
- 4 Reflusso in menopausa: i sintomi da riconoscere
- 5 Strategie anti-bruciore: cosa puoi fare da subito
- 5.1 1. Rimodula i pasti per aiutare lo stomaco
- 5.2 2. Occhio all’orario della cena
- 5.3 3. Dormi con un cuscino un po’ più alto: stare sollevata aiuta
- 5.4 4. Adotta pratiche anti-stress
- 5.5 5. Fai attenzione ai farmaci
- 5.6 6. Mantieni il peso sotto controllo con consapevolezza e senza diete impossibili
- 5.7 7. Evita abiti troppo stretti in vita
- 6 Menopausa, reflusso e salute intima: sì, c’è un legame
- 7 FAQ sul reflusso in menopausa
- 8 Conclusione: non è “solo reflusso”, è un messaggio del tuo corpo
Perché la menopausa può favorire il reflusso?
Il ruolo degli ormoni: quando gli estrogeni “mollano la presa”
La digestione rallenta, la fame aumenta, a volte potrebbe subire modifiche persino la regolarità intestinale. A volte, istintivamente, diamo la colpa al periodo, allo stress, alla menopausa stessa che – per molte donne – rappresenta un momento nel quale molti disturbi arrivano senza preavviso e, soprattutto, senza che mai nessuno ce ne abbia parlato prima.
Ma i disturbi non sono solo frutto dell’immaginazione. Esistono davvero.
Una spiegazione può derivare dal fatto che l’equilibrio ormonale si rompe e la produzione di ormoni e progesterone, insieme a quella di altri ormoni come il testosterone, subisce un rallentamento progressivo, sin dagli anni della perimenopausa.
Ci sono, infatti, alcune evidenze scientifiche che confermano questa correlazione:
- la scomparsa degli estrogeni modifica l’attività delle ghiandole digestive a partire dalle ghiandole salivari, che senza estrogeni funzionano sempre meno (generando quella sensazione di bocca secca o bocca amara)
- le ghiandole della parete gastrica e, soprattutto, quelle dell’intestino cambiano sia la quantità che la composizione delle secrezioni. Ecco che potrebbero comparire bruciore, acidità e rigurgito, soprattutto la sera
- l’ecosistema che abita l’intestino, il famoso microbiota intestinale da cui dipendono la digestione dei cibi, lo stato di salute, ma anche il grado di fermentazione con produzione di gas, cambia in relazione al cambiare delle secrezioni gastriche generando gonfiore e difficoltà digestive.
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Stress e cambiamenti emotivi: la pancia sente tutto
La perimenopausa è un periodo intenso, sia fisicamente che emotivamente e per molte donne potrebbe essere caratterizzato da disturbi come irritabilità, vampate, sudorazioni notturne unite alle difficoltà di riposare adeguatamente, e poi ansia, cambiamenti fisici inattesi che possono esacerbare il disagio psicologico. E non è detto che questi disturbi spariscano con l’arrivo della menopausa: quante volte hai esclamato “la menopausa mi sta distruggendo!”
Quando ci sono dei momenti critici e stressanti, il nostro corpo aumenta la produzione di cortisolo.
Maledetto cortisolo!
Il cortisolo, l’ormone dello stress, influisce negativamente sull’apparato gastrointestinale alterando il microbiota intestinale, aumentando la permeabilità intestinale, modificando la motilità e potenziando l’infiammazione. Tutte queste possibili conseguenze potrebbero essere alla base di disturbi come gonfiore, crampi, acidità e alterazioni dell’alvo che, nei soggetti predisposti, possono peggiorare disturbi comuni come la sindrome del colon irritabile.
Ti sarà capitato di passare da una giornata un po’ “storta” a un bruciore insopportabile dopo cena: ecco, ora sai che non è un caso.
Cattive abitudini e stanchezza fanno il resto

La stanchezza di giornate piene e di momenti impegnativi possono essere alla base di tanti disturbi, ma sicuramente alcune abitudini possono peggiorare alcuni malesseri.
Di quali abitudini parliamo?
- Assumere caffè o tè in eccesso, bere alcol o fumare
- Cedere a cene abbondanti e troppo vicine al momento di andare al letto (perché, magari, si opta per un pranzo troppo leggero in ufficio)
- Condurre una vita per lo più sedentaria
- Assumere frequentemente antidolorifici o antinfiammatori
Puoi cambiare le tue abitudini per stare meglio? Rispondi a questa domanda per te stessa ma sappi che tutte possiamo farcela.
Reflusso in menopausa: i sintomi da riconoscere
Bruciore dietro lo sterno (il classico “fuoco” allo stomaco), tosse secca e gola irritata, gonfiori post-prandiali, cattiva digestione, bocca amara o sensazione di acido, raucedine frequente. Sono tutti segni che potrebbe esserci un problema di reflusso gastro-esofageo.
Quel bruciore nasce dalla risalita dei succhi gastrici attraverso l’esofago per un malfunzionamento del cardias, la valvola che dovrebbe chiudere lo stomaco proprio per non permettere al cibo e ai liquidi di tornare su. Lo stress, l’aumento di peso, ma anche una dieta scorretta o l’abitudine al fumo possono incidere sul corretto funzionamento del cardias e portare a bruciori e dolori.
Molte donne raccontano che la notte è il momento peggiore: ti sdrai, la mente vaga, il sonno non arriva e… zac!, parte il bruciore. È un disturbo frequente che merita attenzione.
Strategie anti-bruciore: cosa puoi fare da subito
1. Rimodula i pasti per aiutare lo stomaco
Mangia meno ma più spesso: evita pasti abbondanti, soprattutto la sera: un piatto pesante aumenta la pressione gastrica.
Preferisci cibi amici del benessere digestivo: yogurt bianco, riso e pasta integrali in porzioni moderate, verdure cotte (zucchine, carote, finocchi), carni bianche, pesce, legumi conditi con olio extravergine.
Limita gli alimenti che possono peggiorare il reflusso (anche se sono sani!): pomodori, agrumi, cioccolato, menta, caffè, cibi fritti, alimenti molto speziati.
Non devi eliminarli per sempre, ma imparare a limitarli.
2. Occhio all’orario della cena
La regola magica: termina di cenare almeno 2–3 ore prima di andare a letto. Questo significa che, se d’abitudine vai al letto alle undici, dovresti terminare di cenare entro le otto e mezza. Lo stomaco ha bisogno di tempo per svuotarsi: mettersi distesa con lo stomaco ancora in azione potrebbe significare agevolare la risalita dei succhi gastrici.
3. Dormi con un cuscino un po’ più alto: stare sollevata aiuta
Semplicissimo da fare, molto efficace. Non è necessario il doppio cuscino: meglio sollevare la parte alta del materasso, in questo modo si impedisce meccanicamente ai succhi gastrici di risalire.
4. Adotta pratiche anti-stress
Non serve diventare monache zen, ma qualche piccolo gesto quotidiano può fare la differenza. Innanzitutto ti invitiamo a leggere e praticare i 21 esercizi per la felicità, sono gesti semplici che possono migliorare sensibilmente le tue giornate.
Oltre ciò, ti invitiamo a mettere in pratica alcune buone abitudini che possono aiutarti a controllare la tua emotività e a non sottostare allo stress:
- Cammina almeno 20 minuti al giorno, va bene il tapis roulant ma anche la strada dal parcheggio all’ufficio
- prima di dormire, concediti un momento di tranquillità, a luce spenta e senza smartphone nelle vicinanze. Chiudi gli occhi e per almeno cinque minuti respira e prova a rilassare i muscoli del corpo, sentendo le braccia e le gambe nel loro appoggiarsi sul materasso. Concentrati sulle sensazioni dell’epidermide e respira con calma
- la sera, una tisana alla melissa può aiutare a rilassarti e a trovare il sonno più facilmente
- fai 10 minuti di stretching dolce al mattino, preferibilmente, oppure quando hai tempo. Non c’è bisogno di attrezzarti con una tenuta ginnica, puoi farlo in qualunque situazione.
- Concediti dei weekend con ritmi più morbidi (e meno obblighi): impara a dire “no” agli impegni che non hai voglia di assumerti il sabato e la domenica. Hai passato il sabato in poltrona con un buon libro? E cosa c’è di meglio per recuperare le forze? Non sentirti in colpa!
Ridurre il cortisolo significa migliorare il reflusso e l’umore.
5. Fai attenzione ai farmaci
Antinfiammatori e analgesici possono irritare lo stomaco. Se li usi spesso, parlane con il medico per valutarne l’impatto e cercare una strategia che ti aiuti a gestire i bruciori di stomaco.
6. Mantieni il peso sotto controllo con consapevolezza e senza diete impossibili
Basta poco: anche un piccolo calo di peso può ridurre il reflusso: pensa che non lo fai per essere più magra, ma per stare meglio. Il peso, infatti, esercita una pressione sullo stomaco, favorendo la risalita del contenuto.
7. Evita abiti troppo stretti in vita
Jeans stretti e cinture rigide aumentano la pressione addominale. A volte ci fanno sentire più “in ordine” ma lo stomaco non apprezza. Prova a trovare il tuo stile in modo coerente con le rinnovate necessità di benessere.
Menopausa, reflusso e salute intima: sì, c’è un legame
Molte donne non lo sanno, ma il reflusso può influire indirettamente anche sul benessere intimo. Perché?
Il fastidio riduce il riposo perché tosse, bruciore e dolore possono impedire il relax durante la giornata e un sonno ristoratore di notte. La stanchezza può peggiorare la capacità di sostenere i ritmi quotidiani, può aumentare il senso di fame e mandare giù l’umore, oltre ad aumentare lo stress. E quando non ti senti bene “dentro”, tutto il resto diventa più pesante, anche la vita di coppia: diminuisce il desiderio e la vita intima ne risente aumentando, spesso, lo stress.
Il ginecologo può aiutarti più di quanto pensi. Non solo per la parte ormonale, ma perché conosce le cause e le soluzioni più adatte in questa fase della vita. Esistono trattamenti efficaci, personalizzabili e molto sicuri.
La verità?
Non devi sopportare. Devi capire. E devi essere aiutata.
FAQ sul reflusso in menopausa
Il reflusso è più frequente in menopausa?
Sì, e non per colpa tua: il calo degli estrogeni può rallentare la digestione e indebolire la “valvola” tra stomaco ed esofago.
Il reflusso può far venire mal di gola?
Assolutamente sì. L’acido può irritare la mucosa faringea, soprattutto di notte e può portare a una tosse secca e ricorrente.
È vero che l’alcol peggiora il reflusso?
Sì, perché rilassa lo sfintere esofageo, oltre al fatto che l’alcol è una sostanza irritante per le mucose.
Se ho il reflusso devo rinunciare per sempre al caffè?
Non per forza. Prova a ridurlo a una tazzina al giorno, preferibilmente dopo colazione.
È normale che il reflusso peggiori la notte?
Sì, soprattutto se ceni tardi o ti sdrai subito dopo mangiato.
È un disturbo da “sopportare” perché è la menopausa?
No. Mai. Non c’è disturbo della menopausa che vada ignorato. Esistono terapie, strategie e supporto medico.
Conclusione: non è “solo reflusso”, è un messaggio del tuo corpo
Se sei in menopausa o perimenopausa, il reflusso è un disturbo comune ma non inevitabile.
Il tuo corpo ti sta parlando, forse con un linguaggio un po’ brusco e bruciante, ma sta chiedendo equilibrio, calma, ascolto.
Non devi cambiare vita, solo alleggerirla.
Non devi sopportare, devi prenderti cura di te.
E ricordati: una chiacchierata con il tuo ginecologo può fare molto più di mille tisane.
La menopausa è un nuovo capitolo, non un limite.
E ogni sintomo, se ascoltato bene, può diventare un’occasione per ritrovare il tuo benessere.
I medici e i professionisti che hanno contribuito alla realizzazione e alla validazione scientifica dei nostri contenuti.
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