Perdite rosa in menopausa: da cosa possono dipendere?

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Le perdite intime in menopausa possono essere un disturbo frequente, spesso vissuto con preoccupazione. Per questo vanno sempre riferite al ginecologo. Quando sono chiare, di un colore simile al rosa, come vanno interpretate? Ecco tutto quello che devi sapere sulle possibili cause delle perdite rosa in menopausa.

Questo articolo è stato revisionato dai nostri medici e specialisti

Le perdite ematiche in menopausa possono essere una conseguenza dei cambiamenti ormonali.

Quando si verificano, inaspettate,  possono essere anche fonte di preoccupazione visto il primo pensiero è sempre che ci sia qualcosa che non vada.
Escludendo si tratti delle false mestruazioni” che possono essere tipiche della premenopausa, o dello spotting che può essere legato alle irregolarità del ciclo mestruale in perimenopausa, è lecito chiedersi: “E queste perdite cosa sono, adesso?”.

Tutti i tipi di perdite in menopausa

Le perdite ematiche in menopausa possono essere di diversi tipi (chiare, rosse o molto scure) e avere cause differenti. In questo post ci occupiamo, nello specifico, di quelle più chiare, di un colore simile al rosa (se, invece, vuoi sapere come interpretare le diverse perdite ematiche in menopausa clicca qui).

In ogni caso, ricorda che di fronte a sanguinamenti inattesi, di qualunque tipo, è buona regola rivolgersi al ginecologo. Non temporeggiare aspettando che le perdite svaniscano: anche il singolo episodio va riferito allo specialista perché potrebbe essere un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Bastano un’ecografia transvaginale e un Pap-test (due esami semplici, rapidi e indolore) per indagare le cause delle perdite e diagnosticare eventuali problematiche.

Perdite rosa in menopausa: cosa sono?

Le perdite chiare, di colore simile al rosa, sono composte dalle secrezioni vaginali in cui, per motivi diversi, finisce una minima quantità di sangue che conferisce loro una leggera colorazione rosata. Sono piuttosto comuni e non sono necessariamente legate alla menopausa: possono verificarsi anche in gravidanza o nei giorni a ridosso (prima e dopo) del ciclo mestruale o dell’ovulazione.

Come abbiamo detto possono avere nature diverse (più avanti troverai un elenco delle loro principali cause) ma hanno un tratto comune: quando le perdite sono chiare non si tratta mai di spotting. In quest’ultimo caso, infatti, le perdite sono sempre scure.

Perdite rosa in menopausa: da cosa possono dipendere?

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Le perdite rosa in menopausa possono dipendere essenzialmente da due ordini di fattori:

  • Cambiamenti ormonali: per effetto di un drastico calo nella produzione di ormoni, in particolare di estrogeni, possono verificarsi degli squilibri ormonali che hanno ripercussioni anche sullo sfaldamento dell’endometrio (più sottile alla fine dell’età fertile).
  • Patologie o infezioni: in questa età della vita di una donna possono essere più frequenti per effetto di un aumentato rischio di contrarne a causa dell’alterazione della flora batterica e del pH vaginale (dovuti ad un generale cambiamento dell’apparato genitale femminile dopo i 50 anni).

Perdite rosa in menopausa e Atrofia Vulvo Vaginale

L’Atrofia Vulvo Vaginale è una condizione patologica cronica e progressiva molto frequente in menopausa (interessa 1 donna su 2),  caratterizzata da un assottigliamento dei tessuti vulvari,cos'è l'atrofia vulvo vaginale che diventano più fragili e meno elastici.

Si manifesta inizialmente con piccole perdite di sangue, prurito e bruciore intimo, e   secchezza vaginale. Poi può portare anche a dolore durante i rapporti e irrigidimento delle pareti vaginali che, a lungo andare e specialmente nei casi in cui non c’è attività intima costante, possono condurre fino a un restringimento dell’ingresso vaginale, cioè a ciò che si chiama scientificamente stenosi.

Basta una visita dal ginecologo per individuare il trattamento più efficace ma, in questo senso, una diagnosi precoce è fondamentale.

Perdite rosa in menopausa: quali possono essere le altre cause

La comparsa di piccole perdite possono avere anche altre cause sulle quali, in ogni caso, è sempre bene indagare con il supporto di un ginecologo.

  • Polipi o fibromi uterini: sono originati da escrescenze dell’endometrio (il tessuto posizionato all’interno dell’utero) che crescono fuori dalla loro sede naturale, si gonfiano di sangue e si rompono causando le perdite. Polipi e fibromi sono in genere benigni ma vale sempre la pena farli controllare.
  • Iperplasie endometriali:sono dovute alla proliferazione di ghiandole nell’endometrio e hanno come conseguenza perdite ematiche intime. Questa condizione patologica è più frequente dopo i 45 anni è legata a specifici fattori di rischio come l’obesità, il diabete e i trattamenti ormonali ad alte dosi e prolungati a base di estrogeni.
  • Endometriosi: meno frequente nell’età a ridosso della premenopausa, anche l’endometriosi potrebbe causare perdite chiare. Si tratta di una patologia dell’endometrio che cresce al di fuori della sua sede naturale (la cavità uterina). Oltre a perdite ematiche, provoca dolore, irritazioni e infezioni, ma talvolta può essere asintomatica. Tuttavia l’endometriosi dovrebbe migliorare con la menopausa.
  • Piccole perdite dopo i rapporti: in menopausa non è raro notare piccole perdite di sangue dopo un rapporto completo. In questa fase della vita l’intimità cambia per questioni fisiologiche legate alla ridotta produzione di ormoni, che determina una scarsa lubrificazione naturale e quindi secchezza vaginale. Per questo motivo l’azione meccanica sulle pareti troppo asciutte può provocare microtraumi e lacerazioni che possono sanguinare. Anche in questo caso una visita dal ginecologo può essere risolutiva per ritrovare il piacere di stare in coppia ed evitare momenti imbarazzanti con il proprio partner.