Prurito intimo esterno e interno: le cause possibili

donna con prurito intimo

Il prurito intimo può essere così fastidioso da compromettere la qualità di vita della donna e se lo hai avuto sai di quali disagi parliamo. Tra le sue cause più frequenti ci sono alcune infezioni vaginali ma quando il prurito intimo arriva in menopausa può essere legato anche ad altro. Ecco tutte le cause possibili.

In sintesi:

Il prurito intimo in menopausa è un disturbo piuttosto comune, diffuso anche nelle donne in età fertile, del quale, però, si parla poco per vergogna e imbarazzo. Può avere diverse cause ma ha sempre una caratteristica: è una problematica che crea disagio perché il fastidio può essere continuo, sia durante il giorno che durante la notte, e può diventare così importante da avere un impatto sulla qualità di vita.

Prurito intimo esterno: cos’è

Il prurito intimo è una sensazione mista di bruciore e irritazione accompagnata da un forte stimolo a grattarsi e, alle volte, da perdite ematiche.

Quando è esterno, il prurito intimo si associa, in genere, ad un arrossamento genitale e può anche dare origine a una sensazione o a un effettivo gonfiore dei genitali esterni. In questo caso, oltre al bisogno di grattarsi, si avverte spesso l’esigenza di rinfrescarsi con dell’acqua fredda: un palliativo di breve durata, però, perché dopo qualche attimo di sollievo il prurito torna.

Una volta che le zone genitali sono diventate ipersensibili al contatto, infatti, qualunque sfioramento può peggiorare la situazione. Questo stato di cose può costituire un impedimento allo svolgimento delle normali attività quotidiane ma anche ad un sereno riposo notturno.

Il prurito esterno in menopausa può essere un segnale di Atrofia Vulvo-Vaginale.

Prurito intimo interno: cos’è

Quando è interno ovvero la sensazione si concentra nella parte vaginale, più spesso si tratta di una infezione – che possono diventare più frequenti in menopausaoppure delle conseguenze dell’Atrofia Vulvo Vaginale, una  condizione patologica molto frequente dopo i 50 anni (si parla del 50% delle donne dopo quest’età) che comporta un progressivo deperimento dei tessuti vaginali e vulvari e una serie di conseguenze legate a questo processo: secchezza vaginale, microlesioni, piccole perdite, pruriti, bruciori, dolore durante e dopo i rapporti intimi.

Dunque a maggior ragione, se la tua sensazione è di avere un prurito interno più che esterno, ti consigliamo di rivolgerti al più presto ad un ginecologo, possibilmente specializzato in menopausa (se non ne conosci uno nella tua zona puoi cercarne uno vicino a te da questo elenco inserendo il cap della tua città) perché potrà consigliarti un trattamento adeguato per curare l’eventuale infezione oppure un percorso per alleviare i sintomi e rallentare l’impatto delle conseguenze dell’Atrofia Vulvo Vaginale.

Cosa determina il prurito intimo in menopausa

Se ne soffri o ne hai sofferto sai bene di cosa parliamo. È un fastidio costante che generalmente non trova sollievo né grattandosi (anzi, questo solitamente fa peggio) che con lavande fresche o altri rimedi. Il prurito resta e persiste, specialmente di notte quando può rendere difficile persino prendere sonno e dormire bene.

Com’è facilmente intuibile, il prurito intimo può anche rendere i rapporti sessuali dolorosi (se non impossibili) e creare situazioni imbarazzanti.

Per tutte queste ragioni non va mai sottovalutato: questo disturbo, infatti, può essere frequente, recidivo e può diventare cronico. È fondamentale, dunque, indagarne sempre le cause rivolgendosi ad un ginecologo esperto in menopausa.

In questo articolo parliamo, nel caso specifico, proprio del prurito intimo esterno e interno che compare in questa fase della vita di una donna.

Prurito intimo esterno e interno: quali possono essere le cause in menopausa

Trova un esperto

Le infezioni vaginali possono essere le principali imputate nel caso di prurito intimo. Tra le infezioni più comuni ci sono:

  • Vaginite (o vaginosi) batterica
    La Vaginite batterica è provocata da un’alterazione della flora batterica vaginale, il cui pH acido, in condizioni normali, è fondamentale per difendersi dalle aggressioni di microrganismi esterni. Questo stato rende “l’ecosistema intimo” più vulnerabile al rischio di infezioni causate da microrganismi esterni. La Vaginite batterica è l’infezione più diffusa tra le donne di ogni età perché si può contrarre in una miriade di situazioni diverse ( ad esempio nello spogliatoio di una palestra, usando asciugamani non puliti o in promiscuità con altre persone). In genere è associata a perdite schiumose e maleodoranti.
  • Candidosi (o candida) (clicca sul link per sapere di più sulla candida in menopausa)
  • Tricomoniasi
    Cos’è la Tricomoniasi:
    Si tratta di una infezione che viene per lo più trasmessa sessualmente oppure per contatto con indumenti o asciugamani contaminati. Il responsabile di quest’infezione vaginale è il Trichomonas vaginalis, un protozoo che si attacca letteralmente alle pareti vaginali causando l’infezione.
    Le donne sono più soggette a un aggravamento dell’infezione. I segnali dell’infezione possono restare latenti anche per molti anni fino a quando – per un’alterazione del pH vaginale oppure per l’intervento di cause favorenti – si manifesta con secrezioni abbondanti e biancastre (leucorrea), prurito intenso, bruciori, dispareunia. Per individuare questo tipo di infezione è indispensabile una coltura batterica (esame).

Ma in menopausa il prurito intimo può dipendere anche da altro:

  • cambiamenti ormonali, come quelli che si verificano in menopausa quando il calo di estrogeni può avere ripercussioni sul mantenimento del normale livello di acidità dell’ambiente vaginale
  • terapie farmacologiche (con ormoni o antibiotici)
  • allergie da contatto (con indumenti in fibre non traspiranti, lattice o detergenti intimi)
  • stress e conseguente calo delle difese immunitarie

Prurito intimo: quando la causa è l’Atrofia Vulvo Vaginale

Parliamo di una condizione patologica, c tipica della postmenopausa perché conseguenza del calo nella produzione di estrogeni. Questo determina:intimità e menopausa

  • un’alterazione del pH vaginale (con le conseguenze che abbiamo spiegato sopra)
  • una ridotta lubrificazione vaginale
  • un minor trofismo dei tessuti.

La Vaginite atrofica si manifesta con prurito, secchezza, disturbi della minzione e dolore durante i rapporti (dispareunia).

Prurito intimo esterno e interno: cosa fare

Il prurito intimo non va mai sottovalutato: prendere appuntamento con il ginecologo è il primo passo per indagare sulle sue cause e individuare un trattamento personalizzato, a seconda della natura del disturbo (per accertarla bastano una semplice visita e qualche esame diagnostico).

Prurito intimo esterno e interno: come prevenirlo

Abbiamo visto che alcune infezioni si possono contrarre in maniera così leggera e subdola che vale la pena soffermarsi su alcuni semplici accorgimenti da adottare (e alcune pratiche errate da evitare) per cercare di prevenire il problema:

  • cura l’igiene intima utilizzando detergenti intimi delicati (devono avere un  pH tra 4 e 5) e specifici per questa fase della tua età
  • scegli biancheria intima in cotone (no alle fibre sintetiche che impediscono una corretta traspirazione), preferibilmente bianca, per ridurre al minimo i rischi di irritazioni e allergie
  • evita pantaloni troppo aderenti che potrebbero contribuire ad irritare le zone intime, provocando così il prurito
  • cambia regolarmente gli slip (anche più di una volta al giorno se necessario) ed eventuali protezioni igieniche (almeno ogni 4 ore) per evitare di favorire lo sviluppo di infezioni
  • anche una corretta alimentazione in menopausa protegge dal rischio di alterazioni della flora batterica e, in generale, di squilibri dell’organismo: evita in particolare gli zuccheri
  • evita l’uso promiscuo di asciugamani o indumenti che possono venire a contatto con le parti intime
  • se frequenti palestre o piscine usa sempre un asciugamano prima di sederti negli spogliatoi per cambiarti gli indumenti e non tenere addosso costumi bagnati molto a lungo (l’umidità può favorire il rischio di infezioni).