Psicologo, psicoterapeuta o counselor? Qual è la differenza?

donna dallo psicoterapeuta

Un sostegno qualificato per star meglio in un momento di crisi è utile. Ma c’è un po’ di confusione nei termini. Ecco le definizioni principali.

Ogni volta che si attraversa una fase di profondo cambiamento, come ad esempio è la menopausa, può essere utile l’aiuto di un professionista che ti guidi verso un ritrovato benessere. I cambiamenti fisici, che possono essere determinati dalle fluttuazioni ormonali, sono spesso difficili da accettare e questo scombussolamento interno può anche avere ripercussioni sulla psiche.

C’è da dire che la maggior parte delle signore supera questi mesi complicati da sola, magari con qualche buona lettura motivante, con il supporto della famiglia e degli amici e una visita periodica da un bravo ginecologo. Ma ci sono alcuni casi in cui certi stati emotivi possono diventare particolarmente intensi e arriva il momento di rivolgersi allo specialista per valutare se sia necessario un supporto psicologico.

Oggi però si fa una gran confusione in termini: sono nate nuove figure (il counselor, il coach, etc) e persino tra psicologo e psicoterapeuta spesso non è chiara la differenza. Ti aiutiamo qui a capire qual è il percorso che potrebbe fare per te.

Sostegno psicologico in menopausa: psicologo, psicoterapeuta o counselor?

Desideri ottenere un sostegno qualificato ma, benché tu sappia che il primo passo è quello di rivolgerti a uno specialista, non hai bene chiara la distinzione tra le figure professionali che potrebbero aiutarti.

Psicologo
È un professionista, laureato in Psicologia e iscritto all’Ordine professionale (un fattore fondamentale per esercitare la professione). La Psicologia è una scienza che studia il comportamento dell’uomo e i processi mentali, affettivi e relazionali. Lo psicologo è un professionista formato per valutare la condizione psicologica del paziente. I principali strumenti del suo lavoro sono colloqui, questionari e test psicoattitudinali.

Non può prescrivere farmaci perché – come detto – non è un medico, ma guida il paziente verso il recupero di uno stato di benessere attraverso la relazione, l’ascolto. Cerca di stimolare delle azioni positive che aiutino a reagire al malessere percepito dalla persona che a lui si rivolge.

Psicoterapeuta

Può essere un medico o uno psicologo che hanno terminato un percorso di specializzazione post-lauream in psicoterapia che dura 4 anni. La differenza con lo psicologo sta nel fatto che lo psicoterapeuta offre alla persona un percorso di cura per affrontare le diverse forme di sofferenza psicologica. Generalmente il terapeuta non prescrive farmaci (se è medico potrebbe farlo) ma si affida ad altre tecniche che possono includere anche, ad esempio, l’ipnosi, il rilassamento o la mindfulness.

Esistono diverse scuole di specializzazione che formano a percorsi terapeutici differenti. Le scuole più conosciute sono:

  • Psicoanalisi: segue il tradizionale approccio freudiano, lavora su sogni e fantasie, su ricordi e pensieri. Generalmente è un metodo terapeutico che richiede un lungo corso di relazione tra terapeuta e paziente.
  • Psicodinamica: vengono usati modelli teorici e pratici della psicanalisi ma con sedute meno frequenti e di durata ridotta rispetto al classico approccio nato dalle teorie di Freud.
  • Sistemico-familiare: il malessere del paziente viene collocato in un contesto “ambientale” di tipo familiare. In questo approccio viene coinvolta anche la famiglia, stimolando un cambiamento che deve coinvolgere tutto il nucleo.
  • Cognitivo-Comportamentale: probabilmente l’approccio psicoterapeutico più noto che invita la persona a riflettere sui propri comportamenti e sulle convinzioni che generano malessere e difficoltà cercando di stimolare un cambiamento reale, che parta da se stessi e dalla presa di coscienza delle proprie reazioni. In questo contesto possono essere utilizzate tecniche di rilassamento, ipnosi, mindfulness. Generalmente il corso terapeutico è breve.

Counselor

Letteralmente “consulente”, il counselor è una persona che spesso ha seguito un corso per diventare esperto di counseling, ma non ci sono corsi obbligatori per definirsi in questo modo. Il counselor non è necessariamente un medico né uno psicologo e in Italia, attualmente, non è una figura riconosciuta né una professione regolamentata da un albo professionale.
È una persona che offre sostegno e aiuto a persone che possono essere confortate da un colloquio.

Coach

Allo stesso modo del counselor, anche il coach (letteralmente “allenatore”) non è una professione regolamentata né esiste attualmente un albo professionale di riferimento o dei requisiti formativi particolari per utilizzare questa specifica.

Generalmente il coach si occupa di sviluppare le potenzialità o sviluppare il talento, dunque interviene in ambito aziendale oppure professionale per guidare i team verso obiettivi specifici.

Come la menopausa può influenzare la psiche

Trova un esperto

Quando l’organismo si prepara alla menopausa il corpo e la mente passano attraverso fasi più faticose da vivere, lo abbiamo detto. Nel caso specifico della psiche, la questione è doppia e la riassumiamo sinteticamente così:

  • Il calo nella produzione di ormoni che nel tempo porterà alla scomparsa del ciclo mestruale ha effetti anche sulla psiche perché gli estrogeni, in particolare, influenzano il tono dell’umore. I cambiamenti nei livelli ormonali, inoltre, agiscono su determinate aree del cervello come quelle che regolano la temperatura corporea e la pressione sanguigna (così si spiegano le vampate di calore anche in pieno inverno) e sul meccanismo sonno/veglia (così si spiegano i disturbi del sonno in menopausa). La ridotta produzione di estrogeni e progesterone, da ultimo, è responsabile anche di una riduzione dei livelli diserotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”.
  • I principali disturbi della menopausa (tra i quali l’Atrofia Vulvo Vaginale che può influenzare molto il rapporto di coppia) possono essere vissuti con particolare disagio e, di conseguenza, indurre stati emotivi di tristezza, ansia e irritabilità, fino a sfociare – nei casi più gravi – in depressione o in attacchi di panico.

I disturbi legati alla menopausa che un bravo terapeuta può aiutare a risolvere

In menopausa una certa vulnerabilità emotiva è normale per effetto degli scompensi ormonali, quindi assistere a un calo generale dell’umore può rientrare Fastidi intimi durante la menopausanell’ordinario.  Per alcune donne, invece, questa fase può rappresentare un evento così carico di ansia e nervosismo da provocare uno stato di stress a volte complesso da gestire.

Quando, in più, viene vissuta con un senso di “sopraffazione” per i disturbi che può comportare e con un senso di “sconfitta” rispetto all’idea di non essere più fertile, possono insorgere veri e propri disturbi psicologici. La menopausa non è una malattia (vale la pena ribadirlo) ma una fase naturale della vita, eppure per molte donne lo stato emotivo che deriva da questo cambiamento può diventare patologico. Quando questo accade, possono manifestarsi:

  • Esaurimento nervoso: un’espressione dal sapore un po’ antico che però bene indica ancora irritabilità e sbalzi d’umore, un corollario abbastanza tipico della menopausa (così come della sindrome premestruale). Ma quando i nervi sono così a fior di pelle da rendere la vita personale e familiare particolarmente difficile, allora si è oltre le fisiologiche alterazioni del tono dell’umore e può essere necessario farsi aiutare.
  • Depressione: tristezza e malinconia possono essere stati d’animo normali in certe giornate, in cui magari gli ormoni remano particolarmente contro il buonumore o si è insofferenti per qualche disturbo della menopausa e non è niente di preoccupante. Quando, però, sparisce la voglia di fare, di uscire, persino quella di cucinare per la propria famiglia e si fa strada il desiderio di lasciare tutti fuori dalla porta di casa, allora questo può essere un campanello d’allarme che deve indurti a una richiesta d’aiuto.
  • Disturbi alimentari: le alterazioni nei livelli di ormoni possono spingere ad avere maggiormente voglia di dolci e fin qui è fisiologico (esattamente come nel periodo premestruale) ma quando per stanchezza e nervosismo, insonnia e tristezza, si finisce per consolarsi con spuntini ipercalorici che poco alla volta provocano un aumento significativo di peso, allora è il momento di fermarsi e chiedere aiuto.
  • Disturbi psicologici legati alla vita intima e di coppia: in menopausa il calo del desiderio può essere una conseguenza abbastanza normale, destinata però a risolversi entro breve. Quando però questa condizione permane e si manifesta come conseguenza di altri disagi – come secchezza vaginale che impedisce i rapporti, perdite ematiche dovute a microlesioni, o dolore durante o dopo il rapporto (dispareunia) – allora è il caso di chiedere l’aiuto di un ginecologo.

Questi disturbi possono anche essere i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale, una vera e propria condizione patologica che se non diagnosticata precocemente e non trattata adeguatamente diventare cronica e peggiora nel tempo.