Irritazioni vaginali in menopausa: cosa fare quando sono ricorrenti?

donna preoccupata cerca su internet

Un po’ meno di una infiammazione, un po’ di più di un semplice prurito passeggero. Una irritazione può essere sintomatica di una infezione o di altri disturbi tipici dell’età matura. Ecco quali.

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Tra i vari disturbi connessi alla menopausa ce n’è uno particolarmente fastidioso perché spesso non se ne capisce la ragione. Si tratta di quell’irritazione vaginale della quale vorresti tanto sapere la causa, oltre che liberarti del fastidio.

Se ti rendi conto che non è una cosa passeggera, è bene che ti interroghi sulle cause perché potrebbe trattarsi di una infiammazione, magari derivante da un detergente intimo troppo aggressivo, dalla biancheria intima sintetica, da prodotti specifici che usi e che potrebbero darti fastidio.

Una irritazione vaginale ricorrente potrebbe essere il segnale di una infezione oppure di Atrofia Vulvo Vaginale, una vera condizione patologica che interessa 1 donna su 2 in menopausa e che determina assottigliamento e fragilità dei tessuti vulvari che diventano dunque più sensibili e facilmente irritabili.

Irritazioni vaginali: fai attenzione se hai anche questi segnali

Irritazione e perdite vaginali

Quando oltre all’irritazione ci sono anche delle perdite biancastre, giallognole o comunque non ematiche, generalmente si tratta di una infezione.

Le infezioni possono essere causate da vari fattori: possono derivare da funghi, come la candida albicans che colpisce moltissime donne, da batteri (uno dei più comuni è la Gardnerella), o essere trasmesse per via sessuale (vaginite da Trichomonas), e poi c’è l’herpes vaginale.

Il sintomo più caratteristico delle vaginosi batteriche è rappresentato dalle perdite abbondanti, maleodoranti e grigiastre, che devono rappresentare un campanello di allarme, per te. In questi casi è necessario intervenire con trattamenti specifici prescritti dal proprio medico, ma è anche opportuno adottare dei comportamenti mirati, ad esempio usare biancheria di cotone e limitare l’uso di salvaslip, se il ciclo non è ancora scomparso completamente, e anche a livello preventivo devi prestare molta attenzione all’igiene intima e ai prodotti che utilizzi, evitando poi di mantenere addosso a lungo il costume bagnato o umido.

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L’irritazione potrebbe essere indicativa, ad esempio, di una dermatite da contatto o di una dermatosi vulvare ma i fastidi che avverti potrebbero essere riconducibili a una infezione che si manifesta generalmente anche con bruciore, dolore, prurito e perdite vaginali.

Irritazione e perdite ematiche

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Quando le perdite sono di natura ematica, più o meno concentrate, allora potrebbe trattarsi di una cistite specialmente se all’irritazione è associata anche un intenso prurito e dolore alla minzione. Questi sono i segnali tipici di questa infezione che, in menopausa, può anche presentarsi dopo un rapporto intimo proprio perché il cambiamento degli equilibri ormonali abbassa le difese genitali.

Se invece le perdite ematiche non sono accompagnate anche dai sintomi tipici della cistite, è ancor più opportuno tendere l’orecchio innanzitutto agli altri segnali che il corpo manda e poi prenotare una visita dal tuo ginecologo di fiducia: potrebbe trattarsi di Atrofia Vulvo Vaginale.

Irritazione intima e Atrofia Vulvo Vaginale

La risposta ai tuoi interrogativi potrebbe essere un’altra ancora, se sei in menopausa e oltre all’irritazione avverti anche:

Sono proprio questi i disturbi tipici dell’Atrofia Vulvo Vaginale: possono presentarsi insieme o separatamente e con una intensità diversa, da lieve a severa, eintimità e menopausa possono diventare causa di stress, limitare la qualità della vita e anche la tua attività sessuale.

Non devi allarmarti perché l’AVV ha una causa specifica. In menopausa, con la diminuzione degli estrogeni, si verifica una specie di involuzione delle mucose e dei tessuti vulvo-vaginali. Se durante l’età fertile il tono delle pareti vaginali era stimolato dagli estrogeni che rendevano le pareti soffici, elastiche e distensibili ora, per i cambiamenti ormonali, si verifica un assottigliamento, una perdita di elasticità e dunque un irrigidimento di queste pareti. A lungo andare, e se l’Atrofia Vulvo Vaginale non viene opportunamente seguita da un ginecologo, il canale vaginale rischia di restringersi, accorciarsi e la superficie vaginale può diventare delicata e sanguinare  facilmente per la presenza di tante piccolissime lesioni, mentre l’area vulvare diventa atrofica e vulnerabile anche alle infezioni.

Nonostante la grande diffusione dell’Atrofia Vulvo Vaginale (1 donna su 2 in post menopausa), difficilmente le donne svelano questi disturbi e se anche tu rientri tra quelle che preferiscono non parlare di questi argomenti perché riguardano la sfera intima per cui non ti senti libera di aprirti con qualcuno, ricordati che raccontare precocemente i sintomi al tuo ginecologo e valutare con lui la terapia più adatta alle tue esigenze e al tuo stile di vita è molto importante, perché l’atrofia vulvo vaginale è una condizione cronica e progressiva che può essere gestitalimitandone i fastidi e l’impatto sulla vita intima.

Rivolgerti a un medico è importante, sia per eseguire eventuali accertamenti ed esami mirati, sia per comprendere qual è il vero responsabile dei tuoi disturbi e tornare ad avere una vita quotidiana piacevole e soddisfacente.