Cos’è lo striscio atrofico? Cosa significa?

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Se stai facendo questa ricerca probabilmente lo hai letto sul referto del ginecologo. Ecco quel che devi sapere.

Bastano due parole strane sul referto di un pap-test o di un tampone vaginale per far sorgere subito dubbi e paure in ogni donna. Striscio atrofico è una espressione che potresti aver trovato sulle note del ginecologo dopo un esame.

Ti è capitato di leggerle? Niente paura. Vediamo insieme cosa significa questa espressione con l’aiuto dei nostri esperti.

Cosa significa striscio atrofico?

Cosa significa striscio atrofico, e quali cause può avere?

Questa espressione riportata nel referto di un Pap-test sta a significare un assottigliamento della mucosa vaginale che, per effetto della riduzione di volume, turgore e idratazione, diventa più secca e fragile, di conseguenza più esposta al rischio di lesioni e infiammazioni.

Per via della fastidiosa sensazione di secchezza vaginale molte donne si accorgono che c’è qualcosa di diverso dal solito: a volte delle piccole perdite, pruriti oppure dolore o difficoltà durante i rapporti intimi.

Altre volte, invece, quando la secchezza è lieve, l’espressione atrofia può rappresentare un fulmine a ciel sereno. In ogni caso, per diagnosticare l’atrofia dei tessuti intimi basta uno striscio vaginale come quello che viene eseguito nel Pap-test sia allo scopo di scoprire eventuali lesioni e sia per accertare la presenza di infiammazioni e infezioni vaginali.

Il Pap-test rappresenta lo strumento principe per diagnosticare precocemente il tumore del collo dell’utero ed è importantissimo anche per individuare altre patologie: per questo è raccomandato a tutte le donne dai 25 ai 64 anni con una frequenza annuale. Se vuoi saperne di più, leggi il nostro articolo dedicato agli esami di prevenzione in menopausa.

Striscio atrofico: perché può essere una condizione fisiologica

Uno striscio atrofico può rappresentare un esito fisiologico, dunque naturale, degli esami che interessano le donne in menopausa perché la carenza di estrogeni tipica di questa fase, può avere tra i suoi effetti principali proprio l’atrofia (dunque l’assottigliamento, la fragilità) dei tessuti vaginali vulvari. Si parla infatti più propriamente di Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione che interessa una donna su due dopo i 55 anni e che, se non trattata opportunamente con l’aiuto del ginecologo, può peggiorare progressivamente.

In questo quadro possono comparire anche:

Questi disturbi possono essere tutti riconducibili, seppur indirettamente, al calo nella produzione di estrogeni che si fa via, via più marcato fino alla scomparsa definitiva delle mestruazioni. L’atrofia è sì, dunque, una condizione comune e non grave ma ciò non vuol dire che possa essere trascurata né che si risolverà da sola.

Perché bisogna sempre chiedere chiarimenti sullo striscio atrofico

Trova un esperto

Non è un referto preoccupante e non si tratta di una malattia, questo vogliamo ripeterlo per chiarezza. Quando ti capita di leggere “striscio atrofico” sul referto, però, è importante chiedere sempre un approfondimento al ginecologo perché potrebbe suggerirti validi trattamenti precoci in grado di ridurne sensibilmente gli effetti.

Vale sempre la pena indagare l’assottigliamento dei tessuti vaginali e vulvari per due ordini di motivi:

  1. con il passare del tempo questi disturbi tendono a peggiorare e c’è il rischio che diventino così severi da avere conseguenze impattanti sulla qualità della vita quotidiana, con ripercussioni, ad esempio, sull’intimità di coppia
  2. nei casi più avanzati, l’Atrofia Vulvo Vaginale può condurre a difficoltà di varia natura: può rendere molto fastidiosa o addirittura dolorosa una passeggiata, può rendere difficile indossare slip o i pantaloni, ma anche stare sedute a lungo potrebbe diventare un problema. Inoltre, piccole perdite frequenti e infezioni ricorrenti potrebbero rendere imbarazzante la sessualità. Una serie di situazioni che, insieme, potrebbero minare la serenità quotidiana e il benessere psicofisico.

Come mi accorgo dell’atrofia vaginale?

Uno striscio atrofico è piuttosto tipico in menopausa. Si calcola che la metà delle donne dopo i 55 anni avverta, a vari livelli, una sensazione di cambiamento a livello di pelle e di mucose, comprese quelle intime.

I tessuti intimi, infatti, si assottigliano progressivamente (striscio atrofico) per via dei cambiamenti ormonali e, per lo stesso motivo, si possono manifestare contemporaneamente anche una maggiore secchezza delle mucose vulvo-vaginali e una riduzione della lubrificazione naturale.

Ma una pelle più sottile, più fragile e meno elastica è naturalmente più esposta al rischio di micro-lesioni che possono portare perdite, a irritazioni, bruciori e infezioni.

L’Atrofia Vaginale si manifesta con:

  • prurito
  • bruciore
  • irritazione costante
  • perdite ematiche
  • dolore come per dei taglietti
  • infezioni ricorrenti
  • dolore durante o dopo i rapporti

parlane con il tuo ginecologo o rivolgiti, per un secondo parere, a uno specialista esperto in menopausa nella tua zona.

La diagnosi precoce, che si esegue proprio col Pap-test o il tampone vaginale, può rivelarsi fondamentale per il tuo benessere.

Altre cause possibili dello striscio atrofico

Uno striscio atrofico può essere dato anche da:

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