Atrofia Vaginale: i fattori predisponenti

donna che pensa alll'atrofia vaginale

 In questo articolo indaghiamo i fattori “predisponenti” all’Atrofia Vulvo Vaginale, una condizione patologica di cui soffre 1 donna su 2 in menopausa e per la quale l’arma migliore è la diagnosi precoce. Questo vuol dire che la visita dal ginecologo è lo strumento più potente che hai a disposizione per prevenire o diagnosticare precocemente l’Atrofia Vulvo Vaginale.

Qual è il legame tra Atrofia Vulvo Vaginale e menopausa

Una donna su 2 in menopausa soffre di Atrofia Vulvo Vaginale. Si tratta di una condizione patologica, progressiva e cronica che causa un assottigliamento dei tessuti vulvari, destinati a diventare via via più fragili e meno elastici.

Questo stato può determinare fastidi e dolori che, alla lunga, possono avere un forte impatto sulla vita quotidiana e sui rapporti intimi. Situazioni che possono causare disagio e  imbarazzo nelle coppie di lungo corso, ma ancor di più nelle coppie “nuove” ed anche stress psicologico, con un impatto negativo sul benessere psicofisico.

L’Atrofia Vulvo Vaginale può essere trattata per evitare che peggiori nel tempo: per questo motivo la diagnosi precoce è fondamentale.

Quali sono i sintomi dell’Atrofia Vulvo Vaginale e perché è importante indagarli

L’Atrofia Vulvo Vaginale è legata alla carenza di estrogeni, ma non è una manifestazione fisiologica della menopausa. Infatti è fondamentale sottoporsi a controlli periodici dal ginecologo per l’intero periodo (può durare anche anni) che precede la fine delle mestruazioni, proprio per individuarne con precocità i segnali e trattarla sul nascere.

L’Atrofia Vulvo Vaginale si manifesta con sintomi piuttosto generici e comuni a molte infezioni: per questo motivo è importante informare il ginecologo con periodicità, l’unico che possa ricondurli alla loro esatta natura e formulare una diagnosi precisa.

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Possono essere considerati sintomi dell’Atrofia Vulvo Vaginale:

Come si vede, si tratta di manifestazioni che possono facilmente essere imputate ad infezioni oppure a disagi e fastidi attribuibili semplicemente alle modificazioni ormonali della menopausa. Anche in quest’ultimo caso, non ci sarebbero comunque scuse per trascurarsi e aspettare “che passi” perché la menopausa non va subìta né tanto meno trascurata. È fondamentale non sottovalutare i segnali che potrebbero aiutare a individuare l’Atrofia Vulvo Vaginale.

Per maggiore chiarezza facciamo un esempio: la secchezza vaginale è un fastidio che avvertono molte donne in menopausa (riguarda 9 donne su 10). Nella maggior parte dei casi la causa è l’idratazione naturale della mucosa che si riduce per l’effetto degli estrogeni che non ci sono più. Ma fra questi casi, è possibile che sia anche una conseguenza dell’Atrofia Vulvo Vaginale, che la secchezza “fisiologica” può peggiorare.

Quali sono i fattori predisponenti all’Atrofia Vulvo Vaginale

L’Atrofia Vulvo Vaginale interessa circa la metà delle donne in menopausa e post-menopausa. Non c’è una sola causa che la genera, ma possono essere individuati dei fattori predisponenti:cos'è l'atrofia vulvo vaginale

  • Fumo di sigaretta: il fumo, si sa, è nemico di una corretta circolazione del sangue e anche sui tessuti vaginali ha l’effetto di ridurre l’apporto di ossigeno. Questa carenza risulta determinante in una situazione, come quella dell’Atrofia Vulvo Vaginale, in cui c’è un’involuzione delle cellule dei tessuti vaginali, che più sottili e asciutti (anche per via della ridotta lubrificazione naturale), perdono elasticità e, di conseguenza, diventano sempre più fragili. Il fumo di sigaretta, incidendo in modo sensibile sulla circolazione e microcircolazione, potrebbe predisporre i tessuti, già in età fertile, a una più scarsa ossigenazione e quindi accelerare tutti i processi di invecchiamento cellulare.
  • Stile di vita sedentario: per lo stesso motivo, legato all’efficienza della microcircolazione e ai suoi effetti benefici sulla rigenerazione dei tessuti, una sostanziale inattività fisica potrebbe essere un fattore predisponente, fra gli altri, per lo sviluppo dell’Atrofia Vulvo Vaginale e dei disturbi principali correlati.
  • Astinenza sessuale: la salute intima, per la persona, è importante così come l’attenzione alla salute in generale. La vita intima infatti, contribuisce a mantenere attivo tutto l’ecosistema genitale e questa attività viene “percepita” dal cervello che continua a mantenere più vitali le mucose. In menopausa possono cambiare intensità e frequenza dei rapporti, possono cambiare le preferenze, ma non bisognerebbe rinunciare del tutto ai rapporti intimi di fronte al primo disturbo (magari un po’ di secchezza, qualche piccola perdita oppure dolore). Al contrario questi disturbi vanno accolti e ascoltati, riferiti al ginecologo e al partner, perché – al di là dei trattamenti – una coppia ben affiatata sa come trovare escamotage efficaci per continuare ad avere rapporti soddisfacenti.

 I consigli pratici sulla prevenzione dell’Atrofia Vulvo Vaginale

Oggi esiste una varietà di trattamenti validi per gestire l’Atrofia Vulvo Vaginale e alleviare i disagi che questa porta con sé. Il primo passo, però, spetta a te. Puoi fare molto se vuoi ritrovare il tuo equilibrio e la tua serenità:

  • Fare prevenzione: è lo strumento più potente che tu abbia a disposizione ed è anche di facile applicazione perché è sufficiente sottoporti periodicamente a visite dal ginecologo. Questa è la nostra pagina in cui puoi trovare un ginecologo specializzato in menopausa nella tua zona.
  • Indagare disturbi e fastidi: tutti i sintomi dell’Atrofia Vulvo Vaginale sono facilmente sovrapponibili ad infezioni o ad altre problematiche. Per questo motivo fare attenzione a ogni disturbo, senza pensare che si risolverà da sé, è fondamentale per capire con esattezza (il più precocemente possibile) se si tratta di Atrofia Vulvo Vaginale. L’unico che possa farlo è il ginecologo, al quale dovrai raccontare quali sono i disturbi che hai notato.

In entrambi i casi, puoi essere “alleata” del tuo ginecologo e della tua salute intima: raccontare ciò che provi lo aiuterà nell’inquadrare  correttamente la situazione. È questa la chiave per intraprendere un percorso risolutivo e ritrovare il tuo benessere di donna.

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