Quante volte vai al bagno di notte? Storie di passeggiate notturne

Urinare molto spesso di notte è un fastidio che si può presentare dopo una certa età, nelle donne tanto quanto negli uomini, ma per motivi molto diversi.

La necessità di alzarsi di notte con frequenza per andare in bagno si chiama nicturia ed è un disturbo che, dopo una certa età, si manifesta piuttosto comunemente sia negli uomini che nelle donne. Le cause, però, sono fisiologicamente e anatomicamente diverse.

Se negli uomini la causa più comune è l’ingrossamento della prostata, nelle donne, anche in questo caso, i responsabili possono essere i cambiamenti ormonali che arrivano con la menopausa.

Ma non solo. Nel corso dell’articolo faremo una disamina delle diverse cause.

Risvegli notturni per andare in bagno: cause dirette

Se da qualche tempo hai spesso necessità di andare in bagno di notte e sei già stufa di risvegli notturni e passeggiate al buio sul corridoio (magari hai anche provato a bere di meno durante il giorno ma senza notare miglioramenti), devi sapere che potrebbe trattarsi di una questione ormonale. Almeno in parte.

Frequenza nella minzione come conseguenza del rilassamento pelvico

Le alterazioni nei livelli di ormoni che sono fisiologiche con l’approssimarsi della menopausa insieme al naturale invecchiamento dell’apparato genitale, possono provocare il rilassamento dei tessuti del pavimento pelvico e ciò può essere responsabile di una maggior frequenza nella minzione.

In alcuni casi la perdita di tono della muscolatura pelvica potrebbe determinare anche il prolasso dell’utero o della vescica e un vero e proprio problema di incontinenza. Naturalmente questi sono casi gravi e non frequenti, dove è necessario e importante superare l’imbarazzo e consultarsi al più presto con un ginecologo: il prolasso uterino e vescicale e l’incontinenza possono essere efficacemente trattati in modi diversi e portare alla soluzione di un problema molto impattante sulla vita quotidiana. Questa condizione, infatti, oltre a modificare l’intimità, può avere ripercussioni sulla sessualità ed essere responsabile, tra le altre cose, del dolore ai rapporti (dispareunia).

Frequenza nella minzione come conseguenza dell’Atrofia Vulvo Vaginale

A ciò si aggiunge il fatto che al calo nella produzione di ormoni (di estrogeni in particolare) si lega anche la secchezza vaginale: i tessuti intimi, meno idratati, sono anche meno elastici e questo stato può concorrere a far avvertire più spesso il bisogno di fare pipì. La secchezza è una delle conseguenze più comuni (interessa 9 donne su 10) e più fastidiose della menopausa ma può anche essere un sintomo dell’Atrofia Vulvo Vaginale. Si tratta di una condizione cronica ma comunque trattabile, per la quale, però, è importante la diagnosi precoce e quindi un colloquio con il ginecologo.

Vuoi un Teleconsulto ?

È facile! Richiedi un colloquio in videoconferenza da casa tua con un ginecologo esperto in menopausa vicino a te.

Vuoi un teleconsulto

Infezioni che possono portare la nicturia: cistite e infiammazioni

Riassumendo: nelle donne la nicturia si associa, in genere, a particolari periodi della vita in cui si attraversano cambiamenti ormonali che sono del tutto fisiologici (come la gravidanza e la menopausa).

Tuttavia questo disturbo potrebbe dipendere anche da infezioni urogenitali, in particolare dalla cistite, un evento abbastanza comune e certamente non grave, ma che potrebbe diventare fastidioso e ricorrente in menopausa per via del cambiamento dell’acidità dell’ambiente vaginale che favorisce infezioni e attacco di agenti patogeni e funghi (come nel caso della candida vaginalis).

Anche in questo caso il consiglio è parlarne con il ginecologo perché, insieme, potreste trovare una strategia fatta di detergenti intimi adatti al caso, attenzioni particolari nella scelta degli indumenti intimi e precauzioni corrette nella sessualità.

Conseguenze indirette della nicturia, ovvero dei risvegli notturni per andare in bagno

I continui risvegli notturni provocati dalla necessità di urinare possono determinare:Fastidi intimi durante la menopausa

Quanto basta per capire che anche la vita di coppia può risentire di questo disturbo: se uno dei due è costretto all’antipatico “passeggio” di notte, anche l’altro potrebbe svegliarsi e risentirne. La vta di coppia in menopausa potrebbe essere messa alla prova dai cambiamenti nell’intimità che possono essere un corollario delle alterazioni ormonali. Può bastare poco altro, allora, per essere causa di difficoltà nel vivere a pieno il rapporto di coppia.

Risvegli notturni per andare in bagno: l’unico che può aiutarti è il ginecologo

Dunque, se la notte passeggi spesso per casa diretta al bagno o se hai notato qualcosa che non va nella tua intimità, vale la pena indagare sulla natura dei tuoi fastidi.

Se hai notato una maggior frequenza nella minzione, al punto che la tua qualità di vita ne risente, non esitare a rivolgerti al ginecologo. Riporta allo specialista, senza vergogna, tutti i fastidi che ti impediscono un sonno di qualità (ma anche quelli che nelle ore diurne appesantiscono la tua quotidianità): lo aiuterai a formulare una diagnosi precisa e a individuare soluzioni adatte al caso tuo.

Se ad ogni risveglio ti senti sempre più stanca a causa dell’impossibilità di riposare un congruo numero di ore senza doverti alzare per andare in bagno, o se anche di giorno la continua necessità di urinare ti crea disagio e imbarazzo quando sei fuori casa, non perdere tempo. La tua serenità passa anche da qui. Soprattutto se questi disturbi intimi si sommano a certe difficoltà nella vita di coppia legate alla menopausa.

Risvegli notturni per andare in bagno: ecco cosa fare e soprattutto cosa non fare

Sgombriamo il campo dagli equivoci: a meno che non si segua una dieta eccessivamente liquida (parliamo dell’assunzione di alimenti liquidi in misura particolarmente abbondante, non certo dei canonici 2 litri d’acqua al giorno che è raccomandato bere), oppure non si assumano farmaci diuretici, la vescica dovrebbe riuscire a trattenere l’urina per svariate ore prima di riempirsi del tutto. Questo, dunque, dovrebbe assicurare un ampio lasso di tempo per il riposo notturno senza stimolo a urinare (al massimo, la normalità potrebbe essere alzarsi una sola volta nel corso della notte).

Se, invece, questo si manifesta così forte al punto da interrompere il sonno, potrebbero esserci altre cause, ben diverse da un eccesso di liquidi ingeriti. Questo vuol dire che la prima cosa da non fare è quella di bere di meno: una corretta idratazione è essenziale per il buon funzionamento dell’organismo (e in menopausa può esserlo ancora di più).

Per approfondire: questa è la nostra pagina dedicata alla dieta amica della linea e della bellezza in menopausa.

Le cose utili da fare, invece, sono queste:

  1. Consulta un ginecologo: lo abbiamo già detto ma lo ripetiamo anche in questa sede perché prendere appuntamento con lo specialista è il primo passo per andare verso una risoluzione del problema.
  2. Limita l’assunzione serale di bevande che contengono caffeina: è uno stimolante che potrebbe favorire la diuresi e quindi aumentare il numero dei risvegli notturni. Occhio alle etichette: la caffeina non è contenuta soltanto nel caffè (che alla sera sarebbe meglio evitare se soffri di disturbi del sonno) ma anche in alcune bevande.
  3. Esegui una ginnastica ad hoc per rafforzare il pavimento pelvico: rafforzare la fascia muscolare che sostiene gli organi dell’apparato genitale è fondamentale per metterla in grado di trattenere il bisogno di urinare. Con il passare del tempo la perdita di tono è fisiologica e riguarda tutti i muscoli del corpo, nessuno escluso. Per contrastarla esistono esercizi semplici e veloci che puoi eseguire da sola in casa, senza bisogno di attrezzi. Servono un po’ di buona volontà e tanta costanza se vuoi ottenere risultati concreti. Gli esercizi più famosi sono quelli di Kegel, qui trovi una guida.

Anche discipline dolci come lo yoga e il pilates, che lavorano costantemente in sinergia con i muscoli addominali, possono essere utili per rieducare il pavimento pelvico.